Vino: Franciacorta Docg Brut 2011
Vitigno: Chardonnay
Produttore: Giuseppe Vezzoli, Erbusco (BS)
– packaging: Immagine abbastanza personale e discretamente moderna, non proprio un’innovazione ma ben riuscita. Apprezziamo la chiara indicazione di tiraggio e sboccatura.
– aspetto visivo: Di colore giallo paglierino molto tenue con un perlage estremamente fine e persistente che sale con una buona sorgente dal fondo.
– aspetto olfattivo: Naso di intensità medio bassa anche se appare un poco meno avaro di tanti Franciacorta, all’apertura produce sentori netti di lieviti che si attenuano dopo qualche minuto, rimanendo invece un bel profilo vegetale insieme all’attacco agrumato, in ordine abbiamo l’agrume di pompelmo, seguito da nocciola, favo, miele, fiori di campo, poco zenzero e rabarbaro, vegetale, erbe aromatiche, fieno secco. Aromi molto puliti e fini.
– aspetto gustativo: Palato ampiamente soddisfatto ed equilibrato senza sbavature, acidità e buona struttura, solletico fine del perlage, tonalità minerali e sapide non decise ma presenti e in bel contraltare. Retrolfatto corto di agrume, vegetale e note balsamiche. Nella normalità del mondo dei metodi-classici questo vino ha mostrato un profilo di carattere, molto piacevole e con le finezza ed eleganza imprescindibili in questa metodologia, una specie di nuovo corso della Franciacorta che promette bene.
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Vini
Vino: Ram’s Hill 2012
Vitigno: Sauvignon Blanc
Produttore: Tenuta Campo di Sasso Ltd, New Zealand
Riflessioni sui vini da terre lontane: dunque questo Ram’s Hill è in qualche modo parte dell’universo Antinori, quella parte del Marchese Ludovico che dopo l’Ornellaia ha ancora voglia di exploit basando la sua nuova sede nelle immediate adiacenze di Bolgheri dove controlla questa ‘filiale’ neozelandese. Questo vino lo troviamo riuscito nella sua perfezione, fa parte di quei vini senza compromessi che nascendo da disegni ben precisi perdono il carattere per diventare androgini perfetti, e qui la perfezione è davvero lodevole, abbiamo trovato particolarmente riuscito l’affinamento in barrique che ha elevato la complessità senza sbavature e senza stucchevolezze.
– packaging: Immagine molto elegante nella sua semplicità, si capisce che le tonalità dell’etichetta devono stare in equilibrio con il verde del vetro, le parole poi sono efficaci nella comunicazione, ci piace come in poche righe racconta la sua provenienza , come parla di sè, come si presenta nella bottiglia borgognotta e nelle tonalità pastello.
– aspetto visivo: Al calice è di colore giallo pallido con riflessi verdini, produce archi fittissimi e veloci.
– aspetto olfattivo: Naso decisamente intenso, è fatto per colpire e lo fa senza discrezione ma abbastanza finemente. L’olfatto è più che inebriante e pur con un evidente varietale riesce a denotare una sua propria
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Vino: Vigna Castello di Lamole 2011 Chianti Classico DOCG Riserva
Vitigno: Sangiovese
Produttore: Fattoria Di Lamole, Greve in Chianti (FI)
Grazie al Cielo c’è il Chianti Classico! E quando capisci i suoi cru sei arrivato, è come quando da giovane prendi la patente, tutto sarà diverso nella tua visione del vino, ora hai la saggezza… Lamole è un mondo a sè stante nel micro universo classical-chiantishire, quando ci vai e inizi a salire capisci che ti stai staccando da qualcosa, se ci arrivi da Panzano quando inizia lo sterrato capisci che qualcosa cambia, quando sei lì e magari è quasi tramonto d’inverno e la vista spazia dalle luci di Firenze, alle creste innevate della Garfagnana, alle torri di San Gimignano… capisci e basta. É quello scatto che ti fa pensare di essere in un luogo particolare, ben sopra i soliti limiti della coltivazione della vite, ed i suoi vini riflettono il carattere che ben definisce il suo terroir fino a diventare un cru, tale è la ricchezza di elementi caratterizzanti il vino di Lamole. Una manciata di produttori con alcuni gioielli fra cui Fattoria di Lamole, che dal notevole impegno e passione di Paolo Socci tira fuori dei vini commoventi nelle riserve e quanto meno abbondanti di sensualità come questo Classico Le Stinche. Ancora abbiamo il pianto di commozione a vedere i terrazzamenti dei vigneti, strappati alla deficienza umana e alla penuria culturale imperante dall’eroico impegno di Paolo. Ma beviamo, ops, leggiamo di questo vino…
– packaging: L’immagine evocata dalla grafica è abbastanza buona e più che sufficiente a dare carattere ed eleganza al prodotto, poche le note di retro ma in grado di esprimere l’orgoglio del produttore, questo è bello.
– aspetto visivo: Calice colorato di rubino di buona saturazione, scendono archi lenti, mediamente fitti e spessi.
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Vino: Ramitello 2011 Biferno Rosso DOC
Vitigno: Montepulciano 80% – Aglianico 20 %
Produttore: Di Majo Norante, Campomarino (CB)
– packaging: Etichetta unica e riconoscibile, bella nell’insieme ma con qualche mancanza di comunicazione ed informazioni, proprio perché viene da una zona poco nota meriterebbe più orgoglio nel proporla.
– aspetto visivo: Colore rubino riflessi rubino, media saturazione, archi abbastanza spessi e veloci.
– aspetto olfattivo: Intensità dei profumi medio alta, apre con un bel fruttato maturo di arancia rossa, poca ciliegia, fragolina di bosco, prugna secca, confettura di fragola e di prugna, segue un netto floreale di iris, poi note di pasticceria e tostate, piacevoli e non irruenti, note di corteccia e menta, quercia e bosco secco, notiamo un bel tono vegetale, il tutto un po’ indispettito dalla pungenza dell’alcol che rompe un idillio molto buono.
– aspetto gustativo: Al palato dona calore purtroppo non dovuto alla struttura ma al tenore alcolico un pochetto fuori controllo, ma quello che si nota è la bellezza del tannino, di medio livello, deciso ma fine e quasi setoso, inarrivabile a questo prezzo. Lieve mineralità e media acidità che serve per sbanalizzare, comunque discreta struttura, buona persistenza con retrolfatto focalizzato su frutta rossa di fragola e ciliegia e poco di quel bel tono vegetale.
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Vino: Solos Lagrein Riserva Doc 2011
Vitigno: Lagrein
Produttore: Kaltern, Caldaro (BZ)
Se pensate alla -leggerezza della vita- dei vini rossi leggeri del Sudtirol cambiate subito idea con il pezzo forte Lagrein. Grande uva da grande vino che riuscendo a moderare un pochetto il grado alcolico prende eleganza oltre a dimensione strutturale. Invidiabile l’organizzazione da queste parti, scegliendo nel catalogo Kaltern i prodotti di punta c’è molto da capire sul livello qualitativo che oggi la regione è in grado di esprimere, unica nel suo genere nella gestione vocata alla qualità delle cosidette cantine sociali, un esempio per tutti.
– packaging: La capsula con il logo ‘Sudtirol’ da un tono di appartenenza e di carattere molto ben funzionale, è comune a tutti i prodotti della zona e funziona molto bene nel comunicare il territorio. Semplice. L’etichetta è molto pulita e di grande eleganza, se non ci è piaciuta nel (mono)colore e nei pochi messaggi, è di ottima fattura ed esalta il prodotto. Poca invece la comunicazione territoriale.
– aspetto visivo: Calice che diventa scuro, impenetrabile, di altissima saturazione, appare rubino solo sull’unghia, archi lenti e abbastanza fitti.
– aspetto olfattivo: Naso di media intensità con bell’impatto di frutti di bosco e note vegetali boscose, nell’ordine ribes, mirtillo, dattero fresco,
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Vino: Chadelune 2008 Vallée d’Aoste DOC vendemmia tardiva
Vitigno: Priè Blanc
Produttore: Cave Mont Blanc de Morgex et de La Salle, Morgex (AO)
Provate a fare un passito al nord, tira quanto vuoi ma il sole non è sempre dalla tua parte. Provate a tirare invece sul tempo, con il grappolo lasciato sul tralcio fino a gennaio e vendemmiato in notturna, lavoro che quando ben fatto abbiamo un eccellente vin-de-glace, o icewine, o eisswein.
– packaging: Il suo nome è molto bello e invitante, si perdona il francesismo per la riuscita romanticheria. Mentre pur essendo l’etichetta prodotta con carta pregiata alla fine l’ensemble grafica e colori non ci convince fino in fondo.
– aspetto visivo: Colore prezioso giallo dorato tendente ambrato inteso con riflessi dorati, archi veloci e molto densi
– aspetto olfattivo: Intensità alta, avvolgente, suadente, bouquet strambo di rabarbaro e ginger e radice… poi note fruttate di medio livello di mandarino, bergamotto e pompelmo rosa, segue aroma tropicale di frutto della passione, poi frutta candita, floreale di glicine e genziana, cannella, biscotto e caramello, foglia di tabacco, vegetale di arbusto, resinoso, te. Quando si dice complesso… ma anche molto catturante.
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Vino: Unterebner Pinot Grigio 2014 Alto Adige DOC
Vitigno: Pinot Grigio
Produttore: Tramin, Termeno (BZ)
L’anno di vendemmia 2014 qualche problemino lo ha dato a tutti e sopratutto a nord. Quando troviamo da questa sfortunata vendemmia dei vini di gran gusto sappiamo di essere di fronte a grandi cantine, e, per-bacco questo grauburgunder grazie ad alcuni fattori chiave, vuoi la bassa resa, la media altezza dei vitigni che può avere beneficiato di brezze positive per i ristagni di umidità, e la buona esposizione per cogliere tutto il poco-sole 2014, ed ecco che il risultato è un gran bianco da gourmet, calibrato nella sensorialità peculiare del vitigno ma riconoscibile, fluidissimo seppur di struttura. Le siddette ‘cantine sociali’ sembrano esprimersi a questi livello solo da Rovereto al Brennero… che sia anche un sinonimo di civilità superiore?
– packaging: Bottiglia molto bella, personalizzata nella forma e nel logo, etichetta pulita, fine, forse poco comunicante, anzi purtroppo perde l’immagine della territorialità ma acquista qualche punto nel raccontarsi e nell’eleganza.
– aspetto visivo: Colore giallo paglierino con riflessi verdini, archi veloci, mediamente fitti ma molto spessi.
– aspetto olfattivo: Naso suadente e di buona intensità, manifesta subito un gran carattere con un’impatto medio-alto, dove apre con aromi fruttati e puliti di albicocca, mela cotta, mela golden, papaya, poi miele di acacia, fiori di campo, poi
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Vino: Rosso di Montalcino Doc 2011
Vitigno: Sangiovese Grosso
Produttore: Fonterenza, Montalcino (SI)
A Montalcino bastano due passi in centro per capire come tutta l’economia gira intorno al vino, anzi al Brunello, tant’è che Montalcino è uno dei rarissimi comuni a disoccupazione quasi zero ed a reddito distribuito… alla faccia di chi ha disseminato il petrolchimico sulle nostre bellissime coste ed altre amenità industriali oggi decadenti e ieri sostenute da soldi pubblici! Comunque lo si guardi, il ‘sistema’ Brunello funziona anche se troppe aziende non possono garantire una qualità sempre alta, e qualcuno che approfitta del nome c’è, eccome. Tuttavia quando il Brunello è quello giusto vi sarà chiaro che non tutti i territori sono in grado di fare vino di livello stratosferico, in questo tasting parliamo addirittura del semplice ‘Rosso Doc’, biglietto da visita e prova dei fatti per molte aziende, questa Fonterenza addirittura una delle più giovani, ma come spesso capita ci vogliono stimoli esterni per continuare la tradizione… apparente ossimoro per lodare i risultati della cantina con questo Rosso che ha portato in alto il nostro giudizio e le lodi per l’espressione del Sangiovese Grosso, indi chiudere la bocca agli insani tentativi di ‘aprire’ il disciplinare.
– packaging: Etichetta un po’ da interpretare, contemporanea ma deve piacere, a noi piace è un modernismo riuscito e con carta e tecnica di stampa che rivela molta cura. Sono molto belle le note di retro, pur non dicendo molto della tecnica del vino, sono parole che hanno senso e dirigono l’interesse del lettore.
– aspetto visivo: Colore rubino abbastanza carico, archi abbastanza fitti e lenti, che si prendono il loro tempo…
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Vino: Philippe Gonet Blanc de Blancs Grand Cru 2008 Champagne
Vitigno: 30% Chardonnay, 60% Pinot Noir, 10% Pinot Meunier
Produttore: Philippe Gonet, Le Mesnil sur Oger (F)
Questa riserva si colloca a metà del catalogo di questo piccolo e non conosciutissimo produttore capace di donare un gran bel carattere ai suoi vini, questo Millésime è un buon esempio per capire il ‘perché’ dello Champagne e le risposte sono nel profilo sensoriale che scolpisce il palato, un apporto di profumi perfettamente a fuoco nella sensualità, un perlage da gioielliere e una presentazione della bottiglia che oltre ad essere attraente realizza il connubio di comunicazione prodotto-territorio evidenziando come tutti lassù sanno marciare in alta uniforme allineati e coperti sotto il brand Champagne, insomma è un esempio in grado di spiegare perché il prodotto/brand Champagne domina il settore, vero e proprio marchio capace di dire tutto in una parola e tutelato con orgoglio e procedure militarizzate…
– packaging: Forse impossibile trovare una bottiglia di Champagne che non sa attrarre: capsula di colore bronzo con marchio impreziosito, bottiglia verde scuro satinato, etichetta di impostazione grafica neo classica di grande bellezza con caratteri in rilevo.
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Vino: Zero Infinito 2014 VDT
Vitigno: Solaris e altri vitigni
Produttore: Pojer e Sandri, Faedo (TN)
Questo prodotto ha attirato la nostra attenzione durante una bella degustazione e nel bel mezzo di Champagne mica male… che Bacco ci fulmini! Non che vorremmo fare paragoni pazzoidi, è che in mezzo a bottiglie straeleganti vedere questa con il liquido torbido ci ha colpiti, quando invece avrebbe allontanato i conformisti. Sono vini come questi che alzano il livello della discussione su temi di vera cultura enoica ed agricola, insomma nobilitano, la ricerca che ci sta intorno è davvero tanta e la voglia del produttore di ‘farlo’ e portare sul mercato questa roba fa assomigliare il vigneron a quello che stava alla testa dei ‘300’, tanto è il coraggio che ci vuole. Provare assolutamente, al di là del gusto e della qualità che si possa esprimere, è comunque un’esperienza.
– packaging: Bottiglia molto robusta e pesante, non propriamente bella nella grafica, anzi no è proprio bruttina, ma questo colore giallo torbido con residui ben visibili e il tappo a corona hanno un richiamo irresistibile.
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