Vino: Ramitello 2011 Biferno Rosso DOC
Vitigno: Montepulciano 80% – Aglianico 20 %
Produttore: Di Majo Norante, Campomarino (CB)
– packaging: Etichetta unica e riconoscibile, bella nell’insieme ma con qualche mancanza di comunicazione ed informazioni, proprio perché viene da una zona poco nota meriterebbe più orgoglio nel proporla.
– aspetto visivo: Colore rubino riflessi rubino, media saturazione, archi abbastanza spessi e veloci.
– aspetto olfattivo: Intensità dei profumi medio alta, apre con un bel fruttato maturo di arancia rossa, poca ciliegia, fragolina di bosco, prugna secca, confettura di fragola e di prugna, segue un netto floreale di iris, poi note di pasticceria e tostate, piacevoli e non irruenti, note di corteccia e menta, quercia e bosco secco, notiamo un bel tono vegetale, il tutto un po’ indispettito dalla pungenza dell’alcol che rompe un idillio molto buono.
– aspetto gustativo: Al palato dona calore purtroppo non dovuto alla struttura ma al tenore alcolico un pochetto fuori controllo, ma quello che si nota è la bellezza del tannino, di medio livello, deciso ma fine e quasi setoso, inarrivabile a questo prezzo. Lieve mineralità e media acidità che serve per sbanalizzare, comunque discreta struttura, buona persistenza con retrolfatto focalizzato su frutta rossa di fragola e ciliegia e poco di quel bel tono vegetale.
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Vino: Solos Lagrein Riserva Doc 2011
Vitigno: Lagrein
Produttore: Kaltern, Caldaro (BZ)
Se pensate alla -leggerezza della vita- dei vini rossi leggeri del Sudtirol cambiate subito idea con il pezzo forte Lagrein. Grande uva da grande vino che riuscendo a moderare un pochetto il grado alcolico prende eleganza oltre a dimensione strutturale. Invidiabile l’organizzazione da queste parti, scegliendo nel catalogo Kaltern i prodotti di punta c’è molto da capire sul livello qualitativo che oggi la regione è in grado di esprimere, unica nel suo genere nella gestione vocata alla qualità delle cosidette cantine sociali, un esempio per tutti.
– packaging: La capsula con il logo ‘Sudtirol’ da un tono di appartenenza e di carattere molto ben funzionale, è comune a tutti i prodotti della zona e funziona molto bene nel comunicare il territorio. Semplice. L’etichetta è molto pulita e di grande eleganza, se non ci è piaciuta nel (mono)colore e nei pochi messaggi, è di ottima fattura ed esalta il prodotto. Poca invece la comunicazione territoriale.
– aspetto visivo: Calice che diventa scuro, impenetrabile, di altissima saturazione, appare rubino solo sull’unghia, archi lenti e abbastanza fitti.
– aspetto olfattivo: Naso di media intensità con bell’impatto di frutti di bosco e note vegetali boscose, nell’ordine ribes, mirtillo, dattero fresco,
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Vino: Chadelune 2008 Vallée d’Aoste DOC vendemmia tardiva
Vitigno: Priè Blanc
Produttore: Cave Mont Blanc de Morgex et de La Salle, Morgex (AO)
Provate a fare un passito al nord, tira quanto vuoi ma il sole non è sempre dalla tua parte. Provate a tirare invece sul tempo, con il grappolo lasciato sul tralcio fino a gennaio e vendemmiato in notturna, lavoro che quando ben fatto abbiamo un eccellente vin-de-glace, o icewine, o eisswein.
– packaging: Il suo nome è molto bello e invitante, si perdona il francesismo per la riuscita romanticheria. Mentre pur essendo l’etichetta prodotta con carta pregiata alla fine l’ensemble grafica e colori non ci convince fino in fondo.
– aspetto visivo: Colore prezioso giallo dorato tendente ambrato inteso con riflessi dorati, archi veloci e molto densi
– aspetto olfattivo: Intensità alta, avvolgente, suadente, bouquet strambo di rabarbaro e ginger e radice… poi note fruttate di medio livello di mandarino, bergamotto e pompelmo rosa, segue aroma tropicale di frutto della passione, poi frutta candita, floreale di glicine e genziana, cannella, biscotto e caramello, foglia di tabacco, vegetale di arbusto, resinoso, te. Quando si dice complesso… ma anche molto catturante.
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Vino: Unterebner Pinot Grigio 2014 Alto Adige DOC
Vitigno: Pinot Grigio
Produttore: Tramin, Termeno (BZ)
L’anno di vendemmia 2014 qualche problemino lo ha dato a tutti e sopratutto a nord. Quando troviamo da questa sfortunata vendemmia dei vini di gran gusto sappiamo di essere di fronte a grandi cantine, e, per-bacco questo grauburgunder grazie ad alcuni fattori chiave, vuoi la bassa resa, la media altezza dei vitigni che può avere beneficiato di brezze positive per i ristagni di umidità, e la buona esposizione per cogliere tutto il poco-sole 2014, ed ecco che il risultato è un gran bianco da gourmet, calibrato nella sensorialità peculiare del vitigno ma riconoscibile, fluidissimo seppur di struttura. Le siddette ‘cantine sociali’ sembrano esprimersi a questi livello solo da Rovereto al Brennero… che sia anche un sinonimo di civilità superiore?
– packaging: Bottiglia molto bella, personalizzata nella forma e nel logo, etichetta pulita, fine, forse poco comunicante, anzi purtroppo perde l’immagine della territorialità ma acquista qualche punto nel raccontarsi e nell’eleganza.
– aspetto visivo: Colore giallo paglierino con riflessi verdini, archi veloci, mediamente fitti ma molto spessi.
– aspetto olfattivo: Naso suadente e di buona intensità, manifesta subito un gran carattere con un’impatto medio-alto, dove apre con aromi fruttati e puliti di albicocca, mela cotta, mela golden, papaya, poi miele di acacia, fiori di campo, poi
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Vino: Rosso di Montalcino Doc 2011
Vitigno: Sangiovese Grosso
Produttore: Fonterenza, Montalcino (SI)
A Montalcino bastano due passi in centro per capire come tutta l’economia gira intorno al vino, anzi al Brunello, tant’è che Montalcino è uno dei rarissimi comuni a disoccupazione quasi zero ed a reddito distribuito… alla faccia di chi ha disseminato il petrolchimico sulle nostre bellissime coste ed altre amenità industriali oggi decadenti e ieri sostenute da soldi pubblici! Comunque lo si guardi, il ‘sistema’ Brunello funziona anche se troppe aziende non possono garantire una qualità sempre alta, e qualcuno che approfitta del nome c’è, eccome. Tuttavia quando il Brunello è quello giusto vi sarà chiaro che non tutti i territori sono in grado di fare vino di livello stratosferico, in questo tasting parliamo addirittura del semplice ‘Rosso Doc’, biglietto da visita e prova dei fatti per molte aziende, questa Fonterenza addirittura una delle più giovani, ma come spesso capita ci vogliono stimoli esterni per continuare la tradizione… apparente ossimoro per lodare i risultati della cantina con questo Rosso che ha portato in alto il nostro giudizio e le lodi per l’espressione del Sangiovese Grosso, indi chiudere la bocca agli insani tentativi di ‘aprire’ il disciplinare.
– packaging: Etichetta un po’ da interpretare, contemporanea ma deve piacere, a noi piace è un modernismo riuscito e con carta e tecnica di stampa che rivela molta cura. Sono molto belle le note di retro, pur non dicendo molto della tecnica del vino, sono parole che hanno senso e dirigono l’interesse del lettore.
– aspetto visivo: Colore rubino abbastanza carico, archi abbastanza fitti e lenti, che si prendono il loro tempo…
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Vino: Philippe Gonet Blanc de Blancs Grand Cru 2008 Champagne
Vitigno: 30% Chardonnay, 60% Pinot Noir, 10% Pinot Meunier
Produttore: Philippe Gonet, Le Mesnil sur Oger (F)
Questa riserva si colloca a metà del catalogo di questo piccolo e non conosciutissimo produttore capace di donare un gran bel carattere ai suoi vini, questo Millésime è un buon esempio per capire il ‘perché’ dello Champagne e le risposte sono nel profilo sensoriale che scolpisce il palato, un apporto di profumi perfettamente a fuoco nella sensualità, un perlage da gioielliere e una presentazione della bottiglia che oltre ad essere attraente realizza il connubio di comunicazione prodotto-territorio evidenziando come tutti lassù sanno marciare in alta uniforme allineati e coperti sotto il brand Champagne, insomma è un esempio in grado di spiegare perché il prodotto/brand Champagne domina il settore, vero e proprio marchio capace di dire tutto in una parola e tutelato con orgoglio e procedure militarizzate…
– packaging: Forse impossibile trovare una bottiglia di Champagne che non sa attrarre: capsula di colore bronzo con marchio impreziosito, bottiglia verde scuro satinato, etichetta di impostazione grafica neo classica di grande bellezza con caratteri in rilevo.
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Vino: Zero Infinito 2014 VDT
Vitigno: Solaris e altri vitigni
Produttore: Pojer e Sandri, Faedo (TN)
Questo prodotto ha attirato la nostra attenzione durante una bella degustazione e nel bel mezzo di Champagne mica male… che Bacco ci fulmini! Non che vorremmo fare paragoni pazzoidi, è che in mezzo a bottiglie straeleganti vedere questa con il liquido torbido ci ha colpiti, quando invece avrebbe allontanato i conformisti. Sono vini come questi che alzano il livello della discussione su temi di vera cultura enoica ed agricola, insomma nobilitano, la ricerca che ci sta intorno è davvero tanta e la voglia del produttore di ‘farlo’ e portare sul mercato questa roba fa assomigliare il vigneron a quello che stava alla testa dei ‘300’, tanto è il coraggio che ci vuole. Provare assolutamente, al di là del gusto e della qualità che si possa esprimere, è comunque un’esperienza.
– packaging: Bottiglia molto robusta e pesante, non propriamente bella nella grafica, anzi no è proprio bruttina, ma questo colore giallo torbido con residui ben visibili e il tappo a corona hanno un richiamo irresistibile.
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Vino: Longonese 668 2014 VDT
Vitigno: Ansonica e altro
Produttore: Arrighi, Porto Azzurro (LI)
Vino che definiamo artigianale a produzione limitata e diffuso solo nella ristorazione dell’Elba, rivela un profilo sensoriale attraente, fresco ed immediato ma non così semplice come potrebbe fare pensare, anzi il bouquet dei profumi è di tutto rispetto e molto pulito. Conferma come l’annata 2014 sia in grado di rendere vini bianchi di buona freschezza e piacevolezza, come in questo caso di ottima soddisfazione pur nella sua vita di durata effimera.
– packaging: Appare quanto mai improvvisato nell’estetica ma giustificato dall’artigianalità del momento, anzi si rivela pieno di interessante comunicativa, esprimendo molta passione e comunicando bene la realtà territoriale.
– aspetto visivo: Tonalità paglierino intenso virate sul giallo, torbido, tipo camomilla, con riflessi dorati.
– aspetto olfattivo: L’intensità dei profumi è un po’ più che media, possiede un bouquet invitante che si sviluppa su aromi di frutta bianca e gialla, pesca, pescanoce e albicocca, agrumato gentile di bergamotto, melone, mango, lieve banana matura, miele con sentori vegetali, fiori di campo e macchia, finocchio fresco, speziatura di zenzero. Addirittura complesso!
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Vino: Drago 2011, Toscana IGT
Vitigno: Ciliegiolo
Produttore: La Mercareccia, Casale Marittimo (PI)
Insistiamo sull’area della Costa Toscana, qui il fermento si nota e nell’ultima decina di anni lo sviluppo di nuove aziende e prodotti di rilievo si è imposto all’attenzione. Dagli iniziali vitigni internazionali stanno progressivamente aumentando gli autoctoni, era solo questione di tempo… e ne è passato di tempo dal Cavaliere di Michele Satta primo Sangiovese nell’areale, e sono dunque attuali le eccellenti performance sul Sangiovese del Podere Il Castellaccio che ci ha non poco meravigliati già dalle sue primissime vendemmie, vini che dopo avere sconsacrato il territorio di Bolgheri oggi alzano il livello qualitativo del vitigno principe toscano. Quassù a dirimpetto di Bolgheri ci sono della magiche colline dove troviamo Montescudaio in cima a fare da capolista della denominazione omonima, e sulla collina più bella tra il mare e le foreste della Val di Cecina c’è il gioiello Casale Marittimo dove questa azienda propone le sue gemme tra cui ci è balzato all’occhio il Ciliegiolo, purtroppo ignorato nella vinificazione in purezza e invero di gran pregio. Leggere, leggere…
– packaging: Grafica talmente semplice da essere stata sicuramente oggetto di studio, ampio lo spazio dell’etichetta quasi tutta bianca e quindi molto chiara nella lettura, a nostro giudizio è una strategia ottima per aziende giovani che non hanno storia da trasmettere o peggio rischiano deja-vu di poco stile. Estetica quindi buona ma ne va anche un po’ di perdita di comunicazione, la parola ‘Toscana’ conviene sempre scriverla un font in più per l’intrinseca nomea tra i consumatori locali e internazionali. Ottima qualità della carta, purtroppo nel retro non ci racconta nulla, occasione persa….
– aspetto visivo: Colore rubino carico di saturazione medio alta, produce archi fitti e veloci.
– aspetto olfattivo: Intensità al naso medio alta o quasi alta, di impatto iniziale inebriante dove colpisce con frutti rossi contornati d’arancia stramatura, dunque il fruttato è focalizzato solo sui toni della ciliegia matura e confettura di ciliegia, seguono dattero,
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Vino: Vermentino 2014 Elba Doc
Vitigno: Vermentino
Produttore: Valle di Lazzaro, Portoferraio (LI)
Una relativa new entry nell’universo (si fa per dire) elbano che dimostra livelli interessanti pure con la difficile stagione 2014, più che bene quindi. Puntiamo l’assaggio del Vermentino piuttosto che il classicissimo Ansonica e la sorpresa è di quel non proprio comune incantare di una nuova scoperta, piacere ed equilibrio con una tecnica che fa intravedere le ottime capacità e volontà del progetto. Azienda da mettere assolutamente nel bookmark enologico.
– packaging: Immagine molto semplice ma che ben si presenta con toni eleganti nell’etichetta e anche nella scelta della bottiglia borgognotta, stringate le informazioni.
– aspetto visivo: Calice di colore paglierino molto chiaro con riflessi verdini.
– aspetto olfattivo: Olfatto d’intensità media, avvolgente e pulito, piacevolissime le note invitanti di miele e floreali avvolti in aromi vegetali, ma andiamo con ordine e abbiamo un’apertura con tono agrumato di lime maturo seguito da pescanoce acerba, papaya, mango, poco melone maturo, un deciso miele millefiori e buon aroma di iris e fiori di campo, speziatura e balsamico alquanto coinvolgenti seppur lievi, poi anice, vegetale di erbaceo e fieno fresco, sottile rosmarino e maggiorana, pietra e salmastro. Veramente un profilo di avvincente pulizia e buona complessità.
– aspetto gustativo: Palato in espressione di equilibrio e decisa mineralità, più indietro un’acidità morbida e più sotto una
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