Tour di Gusto

Viaggi nel vino, nel mondo del vino, degustazioni enoiche, prodotti enogastronomici, esperienze di gusto e nei luoghi del buon gusto

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Pigato Il Canneto 2010 – Cascina Praié

Pubblicato da Winelover in gennaio 13, 2013
Pubblicato in: Italia, Liguria, Vini. Tag: Andora, Cascina Praiè, Colla Micheri, il canneto, Riviera Ligure Di Ponente DOC. Lascia un commento
Sole di Liguria

Sole di Liguria

Vino: Pigato Il Canneto 2010 – Riviera Ligure Di Ponente DOC
Vitigno: Pigato
Produttore: Cascina Praiè,  Loc. Colla Micheri – Andora (SV)
– packaging: Etichetta solare, minimal, gradevole e personale con una buona comunicativa.
– aspetto visivo: Paglierino tenue e trasparente, timidi riflessi verdognoli, archetti presenti e fitti.
– aspetto olfattivo: Al naso è di intensità media con un bouquet piacevole e correto che apre con note fruttate di pesca acerba, ananas e mandarino, poi cera d’api, fiori campo e camomilla, una nota erbacea di erba e fino e un aromatico di timo e di pigna.
– aspetto gustativo: Al palato morbido e fresco, quasi setoso, con una certa percezione sferica dovuta al livello alcolico discreto e percebibile e con una acidità giusta e moderata di mandarino e bergamotto. Al retrogusto è gradevole il fruttato di mandarino, a cui segue anice e ginseng, la persistenza è media, medio-bassa. Prodotto molto piacevole con una buonissima varietà di abbinamento grazie alla compostezza della struttura, in grado di dimostrare le potenzialità del vitigno principe di Liguria.
-commenti: Ci aveva lasciato perplessi un avvertibile sentore di muffa di cantina che non siamo riusciti ad identificare tra i classici difetti del sughero e che si è attenuato con una buona aerazione del calice. Fortunatamente con una seconda bottiglia della stessa annata ed identica conservazione la situazione si è normalizzata, il difetto quindi era relativo ad un’unica bottiglia. Stranezze o peculiarità del vino… Tasting gennaio 2013.

Prezzo 8,5e, valutazione 7,5/10, rapporto Q/P 7/10

Vino Nobile Di Montepulciano 2007 – Poliziano

Pubblicato da Winelover in gennaio 7, 2013
Pubblicato in: Italia, Toscana, Vini. Tag: Carletti, Nobile di Montepulciano DOCG, Poliziano. 2 commenti
Montepulciano

Il Nobile di Poliziano

Vino: Vino Nobile Di Montepulciano 2007 DOCG
Vitigno: 85% Prugnolo Gentile – 15% Colorino, Canaiolo e Merlot
Produttore: Poliziano, Montepulciano Stazione (SI)
– packaging: Etichetta nera, seriosa, un po’ retrò, ottima grafica, luce al punto giusto, scelta dei caratteri azzeccata. Trasmette immagine di cosa seria ed elegante. Purtroppo abbiamo poche informazioni anche dalla retroetichetta e un maggiore accento al territorio non avrebbe guastato.
– aspetto visivo: Rubino scuro mediamente trasparente, presenta numerosi archetti che scendono lenti, stretti e glicerici. Presenza di particelle di residuo a fine bottiglia correttamente trattenuta dalla spalla della bordolese.
– aspetto olfattivo: Intensità media, emerge sopratutto il tono fruttato di prugna macerata, poi mora, floreale di violetta, in seguito arriva lo speziato di pepe bianco e cannella, in fondissimo tostato del legno ma solo gli apporti nobili e non quelli insolenti della barricazione, ancora troviamo nocciolo di oliva, un avvertibile sottobosco di muschio e corteccia, e chiude con cuoio. Buona complessità, equilibrio e territorialità.
– aspetto gustativo: Nel palato è appagante e territoriale, corposo, caldo, con ottima struttura ed acidità corretta e considerando il grado alcolico elevato possiede un grande equilibrio. Palato al contempo fresco e deciso di buon corpo e astringenza caratteristica, persistenza media, aromi sul retrolfatto più erbacei e nervosi, seguiti da cioccolato fondente e polvere di caffè e ritorni di nocciolo di oliva, rimane l’allungo astringente.
-commento: Questo grande Nobile ha virato le proprie note sensoriali con una buona areazione come tipico dei sangiovese di Toscana, divenendo leggermente meno astringente e bilanciando la cromaticità gustativa soprattutto al palato. Non è un vino facile perciò è vero e sincero con la portanza e statura dei grandi vini di più alto prezzo, impressiona per la capacità di domare il grado alcolico ottenendo un perfetto equilibrio, considerando freschezza ed acidità e la presenza di numerosi terziari tuttora vibranti, il prodotto potrebbe avere ancora un lungo invecchiamento e dare grandi soddisfazioni. L’espressione territoriale c’è tutta, esaltando la capacità del Prugnolo Gentile di dare grandi vini proprio in quell’areale che con prodotti come questi compete e si distingue con l’ingombrante vicino ilcinese. L’abbinamento con le carni è un ‘vincere facile’, abbiamo provato con del foiè gras e pur coprendone pienamente il sapore si capisce che non è il cibo della sua terra, non li piacciono i francesi anche se ci immaginiamo che vini come questo oltreconfine li bevano di nascosto senza ammetterlo… Tasting gennaio 2013

Prezzo 20e, valutazione 8,5/10, rapporto Q/P 8,5/10

Champagne Brut Rosé – Bollinger

Pubblicato da Winelover in gennaio 5, 2013
Pubblicato in: Champagne, Francia, Vini. Tag: ay, Bollinger, coupage, Rosé. Lascia un commento
A boire pour le Roi !

A boire pour le Roi !

Vino: Champagne Brut Rosé
Vitigno: 62% Pinot Noir, 24% Chardonnay, 14% Pinot Meunier. Aggiunta nel blend di 5% di vino rosso
Produttore: Bollinger, Ay (France)
– packaging: Classicissimo, forse un po’ impersonale ma sa trasmettere un’immagine di alto lignaggio, poi a guardare bene l’etichetta notiamo i dettagli: caratteri in rilievo su carta di qualità, grande eleganza sobria, insomma comunica lo Champagne!
– aspetto visivo: Salmone splendido e luminoso, se mi si concede il termine tendente alla perla rosa. Perlage finissimo ed ordinato che forma nel nostro bicchiere una bella effervescenza in superficie che si staglia sul rosa.
– aspetto olfattivo: Acuta intensità olfattiva che si apre immediata con un bouquet fruttato di lampone, mora e fragolina, continua con il fruttato di litchi, pompelmo rosa, arancia, e tutt’intorno un lievito dolce e sentori floreali di rosa accompagnati da note di tè. Siamo ad una temperatura di 10° ancora troppo alta per il consumo ma che rivela un intrigante profilo olfattivo e una scontata assenza di imperfezioni.
– aspetto gustativo: Al palato è in punta di lingua decisamente sapido e punge con una delicata effervescenza,  impressiona come nel giro di qualche secondo esprime un’immagine tridimensionale composta da effervescenza-sapidità-acidità-tannino, quest’ultimo dovuto all’aggiunta nel blend di vino rosso che devolve un gusto assolutamente particolare dove la presenza del vino rosso è nettamente distinguibile dal sapore dei classici rosè de saigneè. Lascia nel palato un elegante aroma di pompelmo e tabacco che continua nel retrolfatto, solo di media persistenza, dove appaiono richiami di vegetale fresco con un finale amarognolo di frutta acerba.
– commento: Si tratta di un prodotto ‘sanse annè’ ottenuto con il metodo del ‘coupage’ ammesso nel disciplinare, quindi l’aggiunta di vino rosso al blend produce la sfumatura rosata e marca il sapore con note eleganti, strutturate e molto peculiari, infatti il tannino e il tono vinoso presente è inusuale nei rosè abitualmente prodotti con il sistema tradizionale italiano e provenzale. Ottima la tecnica di assemblaggio che risulta in un prodotto maestoso e perfetto, il costo risulta impegnativo ma il risultato e l’esperienza di degustazione ne valgono. L’abbinamento potrebbe non risultare facilissimo per la spiccata sapidità che con taluni piatti di mare può esaltare il gusto sapido, per noi ha accompagnato superbamente un foiè gras artigianale dei Pirenei e riso Baldo con zafferano dell’Aquila e  osso buco di piemontese.  Tasting dic. 2012.

Prezzo 75e, valutazione 8,5/10, rapporto Q/P 7,5

Colle del Re 2011 – Umberto Cesari

Pubblicato da Winelover in gennaio 5, 2013
Pubblicato in: Emilia Romagna, Italia, Vini. Tag: Albana Di Romagna, Colle del Re, Colli Bolognesi, umberto cesari. Lascia un commento
albana umberto cesari

Albana di collina

Vino: Colle del Re 2011 – Albana Di Romagna DOC
Vitigno: Albana di Romagna
Produttore: Umberto Cesari, Castel San Pietro Terme (BO)
– packaging: Etichetta piuttosto semplice con qualche richiamo da scaffale GDO, originale la bottiglia marchiata, nel complesso buono.
– aspetto visivo: Giallo paglierino.
– aspetto olfattivo: Si presenta al naso con note erbacee con una buona intensità predominante di frutta a pasta bianca, a cui seguono sentori di liquirizia, agrumi, platano e frutta essiccata, anice stellato, stringa, timo, tè. Bene.
– aspetto gustativo: Al palato è sorretto dalle note alcolica e acida, è pieno e avvolgente, quasi concentrato, piacevole, nel complesso corretto con un buon equilibrio gustativo. Sul finale allungo aromatico molto convincente poi tornano i sentori di liquirizia e leggermente amarognolo. Persistenza medio alta, prodotto elegante e singolare, equilibrato e molto piacevole.  Tasting dec. 2012.

Prezzo 6e, valutazione 7,5/10, rapporto Q/P  8/10

Valpolicella Classico 2011 – Sartori

Pubblicato da Winelover in gennaio 5, 2013
Pubblicato in: Italia, Veneto, Vini. Tag: Corvinone, Rondinella, Sartori, Valpolicella. Lascia un commento
Sartori

Acquoso…

Vino: Valpolicella Classico DOC 2011
Vitigno: 45% Corvina Veronese, 30% Corvinone, 20% Rondinella, 5% Croatina
Produttore: Casa Vinicola Sartori, Negrar in Valpolicella (VR)
– packaging: Immagine da svecchiare, poco attraente e monotona.
– aspetto visivo: Rubino vivace, trasparente senza riflessi con pochi archetti che si spengono rapidamente.
– aspetto olfattivo: Intensità aromatica media che si presenta con un fruttato acerbo di uva e pescanoce, seguito da  erbaceo di raspo, peperone, pepe nero, sottobosco di foglie secche. In fondo un tono medicinale e qualcosa di biologico e cipria. Nel complesso poco armonioso.
– aspetto gustativo: In bocca non convince, è scivoloso, monocorde e squilibrato nell’acidità, con bassa persistenza e retrolfatto di frutta macerata o meglio sangria, e ancora toni scomposti e ritorni di acetoso. Tasting dec. 2012

Prezzo 6e, valutazione 4/10, rapporto Q/P 4/10

Chianti Colli Senesi 2009 – Montechiaro

Pubblicato da Winelover in gennaio 2, 2013
Pubblicato in: Italia, Toscana, Vini. Tag: Chianti, Colli Senesi, Montechiaro, terre della grigia. Lascia un commento
montechiaro chianti

Salute Messere!

Vino: Chianti 2009 Colli Senesi DOCG
Vitigno: Sangiovese 70%, Canaiolo 10%, Colorino 5%, Malvasia Nera 5%, Foglia Tonda 5%, Barsaglina 5%
Produttore: Montechiaro, Siena
– packaging: Etichetta ricercata e bellissima con una riproduzione a colori vivi che esprime il carattere medievale e culturale dell’ambiente. Su uno scaffale affollato si fa notare.
– aspetto visivo: Rubino pieno e brillante di media trasparenza, archetti visibili non ampi ne aggrappati.
– aspetto olfattivo: Assolutamente da aerare per una buona mezzora, cosicché questo Chianti si apre con una  spiccata intensità aromatica bilanciata dal alcol e che esprime soprattutto un bel fruttato di prugna acerba, accompagnato da erbaceo e alloro, via via accenni di nocciolo di pesca, seguiti da note floreali di rosa, pepe nero, zenzero, ancora erbaceo ma di sottobosco con muschio bagnato e fungo, e infine chiude con un resinoso di conifera.
– aspetto gustativo: Al palato esprime un tannino robusto con astringenza pronunciata e una buona acidità complessiva che dona freschezza e longevità, un bel caratterino dunque. Non profondo ma con una buona struttura sorretta dal livello alcol ben dosato e percezione sferica con ritorno nel retrolfatto del microcosmo di sottobosco, insieme al fruttato di prugna, ciliegia e caco, in seguito timidi chiodi di garofano e lontani sentori di pelliccia, persistenza media con astringenza sempre presente fino in fondo. Un’impronta gustativa con raro equilibrio tra struttura e freschezza, giusta complessità e grande piacere di beva.
All’apertura questo vino appariva inquietante con punte acide ed erbacee scomposte e un tannino instabile, poi con una buona mezzora di areazione ha preso un’ottima forma mostrandosi un prodotto di eccellente qualità ma soprattutto specifico e distaccato dalla moltitudine di proposte presenti nella regione. La statura e sensorialità del prodotto realizzano un’immagine perfettamente a fuoco sulla linea di confine tra Firenze e Siena, insomma nell’estremità meridionale del Chianti Classico, questo vino vuole dirti che è un nobile senese che guarda con distacco la provincia fiorentina e mantiene una sua peculiarità proponendosi con carattere, mentre un bicchiere dopo l’altro ci si immagina con lo sguardo rivolto dalle mura di Monteriggioni scrutando verso il Castello di Brolio… questo vino è veramente capace di raccontarci di sé collocando la nostra immaginazione tridimensionalmente e precisamente nel suo luogo d’origine e questo è quasi unico. Tasting dic. 2012

Prezzo 8e, valutazione 8/10, rapporto Q/P 9,5/10

Golosaria 2012 – Palazzo del Ghiaccio Milano

Pubblicato da Winelover in dicembre 23, 2012
Pubblicato in: Eventi e Manifestazioni, Italia, Lombardia. Tag: Golosaria 2012, Top Hundred Wines. Lascia un commento

Golosaria 17 novembre 2012 Milano – Palazzo del Ghiaccio e Frigoriferi Milanesi

All’interno dell’ottima manifestazione di Paolo Massobrio che si ripete ogni anno, abbiamo visitato Top Hundred Wines, ideale iniziativa con numerosi banchi di assaggio di produttori tra i quali abbiamo potuto effettuare piacevoli degustazioni, nonchè discussioni…

Arturo Pellizzatti Perego (Sondrio), che seguiamo da tempo, e anche dopo numerosi assaggi i vini della storica Ar.Pe.Pe. sono sempre una conferma, rimarcano il territorio e la tipicità dei vini di montagna dove altri hanno lasciato solo il nome, qui la Valtellina è vera ed è ciò che li differenzia e che li colloca tra i migliori interpreti dell’areale. Assaggiati il base Rosso di Valtellina, il Sassella Riserva Stella Retica e il più statuario Sassella Riserva Rocce Rosse, fino alla eccellente e coraggiosa interpretazione (fuori dagli schemi) dello sfursat con il Sassella Ultimi Raggi, un vino che desta l’attenzione e segna un traguardo interpretativo del nebbiolo nella valle e sicuramente nel nord Italia.
Ca’ del Bosco (Erbusco BS), Satèn 2008 interpretazione semplicemente vincente del campione franciacortino, grande eleganza ed equilibrio, suadente; il Dosage Zéro 2008 ci ha stupiti confermandoci come i dosaggi ‘zero’ siano prodotti che non possono mancare nei cataloghi, qui, grazie ad acidità e struttura siamo su altri livelli e la latitudine di abbinamenti ne guadagna.
La Costa (Perego LC), ebbene già pochi anni fa questo produttore di un’area ‘anonima’ ci aveva colti alla sprovvista con i suoi vini ben fatti e di buon livello, ancora abbiamo apprezzato il pinot nero, interpretazione già ardua che se, a detta del produttore, risulta ancora in definizione per la tecnica di tappatura potrà solo evolvere in meglio (noi stessi non ci stancheremo mai di sostenere la scelta del tappo a vite per alcune tipologie).
Ricchi – F.lli Stefanoni (Monzanbano MN), prodotti già recensiti su questo blog e tuttora una piacevole dimostrazione di qualità, non un vino sottotono e nemmeno nella media ma una serie di prodotti encomiabili che oltretutto non godono di un’areale nominato, e che si fanno notare sia nelle interpretazioni più legate al territorio che nel repertorio internazionale e che abbiamo più apprezzato: il merlot Carpino e chardonnay Meridiano che conosciamo e confermiamo come ottimi, i due metodo classico di cui il dosaggio zero ci è (ancora) particolarmente piaciuto.
Perla del Garda (Lonato BS), Madonna Della Scoperta Lugana Superiore Doc molto interessante presenta un bouquet olfattivo complesso ed un palato pieno ed aromatico che ci è molto piaciuto e valutiamo il prezzo non proprio competitivo ma tuttavia centrato sulla qualità. Il Millesimato extra brut di chardonnay ci corteggia con un pizzicore peculiare in bocca e si esprime con bella struttura ed eleganza. Stimiamo la coraggiosa scelta di dotarsi di bottiglie personalizzate.
Endrizzi (San Michele All’Adige TN), il Masetto Nero ci è sembrato una bella scelta di uvaggi locali ed internazionali con un risultato sicuramente buono, il Teroldego tradizionale 2010 fa percepire molto bene la validità di questo autoctono mai troppo apprezzato, il Trento Doc  Brut Riserva 2008 veramente ottimo con un bel palato  fruttato, ci è piaciuto molto tra i metodi classici presenti e siamo rimasti stupiti dal prezzo suggerito, ultimo,il  Serpaiolo 2010 dalla tenuta maremmana di Endrizzi è  forse il vino meno interessante, ma come tutti questi prodotti con un rapporto q/p estremamente conveniente.
Pojer e Sandri (Faedo TN), bello e tonico il Sauvignon 2011 presenta soprattutto al palato note interessanti con le annotazioni varietali non esagerate e una bella sapidità, il Rosso “Faye” 2008  prodotto impegnativo piace per statura complessiva, ovvero equilibrio, corposità non invadente, acidità giusta per l’evoluzione, scelta degli uvaggi che trovano equilibrio tra il Trentino e il resto del mondo… intrigante il ‘suo’  Rosso “Merlino” un prodotto davvero peculiare, ci è piaciuto poi il Metodo Classico Brut Rosé.
Arunda (Meltina BZ) siamo rimasti a lungo al banco di assaggio del produttore sudtiroler che tra i primi nell’areale ha creduto nella spumantizzazione, dove abbiamo scovato una grande qualità dei prodotti in degustazione da uvaggi internazionali o meglio canonici della spumantizzazione champenoise che in tutte le versioni ci hanno convinto di essere vini ben fatti.
Muri-Gries (Bolzano), ci ha persuasi il Pinot Bianco, vitigno che l’enologia atesina sta finalmente valorizzando, valido anche il loro Alto Adige Lagrein.

Dall’Enoteca di Papillon una serie di assaggi ‘al volo’: iniziamo con Donatella Cinelli Colombini Casato Prime Donne Montalcino(SI), Brunello di Montalcino “Prime Donne” 2007, valido ed anche ottimo ma non il Brunello che ci aspettiamo, che invece ci è apparso con il ‘Vigna Soccorso’ di Tiezzi, un Brunello che nella sua ‘adoloscenza’ (si trattava di un 2007) presenta un palato corposo e astringente, tannino duro e robusto, frutto acerbo ancora in sviluppo, struttura verace, insomma un vino non replicabile altrove che ha ragione di essere un Montalcino, con tutte le precauzioni di avere assaggiato un vino del genere stappato un minuto prima, che probabilmente dall’aerazione avrebbe ancora guadagnato. Michele Satta con il Cavaliere I.G.T. Toscana prodotto in terra di Bolgheri entusiasma per la capacità di produrre un eccellente sangiovese laddove questo vitigno è quasi ‘straniero in patria’. E per rimanere in tema, un paio di anni orsono avevamo visitato la cantina Pagani De Marchi (alcuni assaggi sono presenti su questo blog) il cui ricordo oltre alla cortesia dell’accoglienza, era di vini a livello di eccellenza all’interno della Doc Montescudaio, insomma cantina emergente in un’areale solo mediamente valido, quindi assaggiamo il Principe Guerriero sangiovese in purezza che pur lontano dalle più rinomate aree vocate lo mettiamo tra le preziosità dell’interpretazione del più competitivo vitigno proprio in Toscana. Ancora in Toscana Querciabella propone il suo Chianti Classico diciamo base, ottimo, ben fatto, come ti aspetti sia un Chianti moderno, quasi un esempio da manuale.

winelover

Lodi wine & food 2012

Pubblicato da Winelover in dicembre 23, 2012
Pubblicato in: Eventi e Manifestazioni, Italia, Lombardia. Tag: Lodi, wine & food. Lascia un commento

Wine and Food a Lodi  2012

La manifestazione che si è svolta ai primi di novembre era incentrata su alcuni stand di produttori da svariate regioni e qualche rappresentante estero, per quanto riguarda il food si è rivelata piuttosto scarna e l’ambiente appariva come un ‘mercato coperto’ dove non abbiamo trovato spunti degni di nota. Più risollevata la situazione nel padiglione del vino, come vedremo per alcuni assaggi degni di nota e anche per il bel banco di assaggio Onav con davvero tante etichette a disposizione.

Iniziamo il tour dalla cantina Kurtasch dell’Alto Adige, i suoi pinot grigio e pinot bianco ci hanno conquistato subito, freschezza, aromaticità e struttura ben equilibrata per dei vitigni classici della regione, soprattutto per il Pinot Bianco che sosteniamo per i meriti intrinseci di questo vitigno proprio tra gli eccellenti vignaioli della vallata dell’Adige.

I Nobili del Vesuvio è un’zienda ovviamente partenopea che ci è piaciuta particolarmente su tutti, qui abbiamo scovato ottimi bianchi, Fiano, Greco e Falanghina principalmente, qualità, freschezza e pulizia davvero sorprendenti, solo discreti i rossi ma tutti i prodotti nel complesso con un rapporto Q/P indiscutibilmente concorrenziale. Forse il produttore più interessante della mostra.

Un paio di degustazioni di Brunello di Montalcino hanno purtroppo riconfermato come in questo areale non si ritrovi una ‘qualità media’, ma si passa dalle eccellenze a prodotti come questi degustati che non rispecchiano la qualità aspettata dal più nobile vino toscano. Non è un fatto banale portare il nome Montalcino, si diviene sottoposti ad un esame più severo… per la cronaca si trattava delle aziende Terre Nere e Villa I Cipressi.

Colsaliz produttore trevigiano ha proposto dei Prosecco che abbiamo valutato sufficienti, per quanto questa denominazione non sia mai riuscita a conquistare i nostri gusti e convincerci in pieno (come è vero che raramente abbiamo rinvenuto un Prosecco di scarsa qualità), semplicemente a nostro parere crediamo che con i prezzi di alcune GDO sia possibile reperire dei metodo classico di ben altro livello.

Dourdon-Vieillard produttore di Champagne ‘recoultant’ propone dei vini di fattura più semplice ben lontani dalle complessità delle grandi maison, e per questo più caratteristici, comunque a ben altri prezzi più accessibili confronto ai quali ci si consenta, troviamo in Trento e Franciacorta peculiarità più interessanti. Qui la nota fruttata di mela verde è molto accentuata e piacevole e l’acidità un poco accentuata anche per un dosaggio extra-brut.

Argei produttore sardo dell’areale a sud di Cagliari, zona splendida, propone dei classici del territorio tra cui un IGT Pranu Mariga a base di un uvaggio di tipici vitigni rossi isolani, che già ci aveva convinto in una precedente vicenda.

Tra i vari produttori greci non abbiamo purtroppo ritrovato spunti interessanti.

A finire il bellissimo banco di degustazione dell’Onav con davvero tante etichette proposte, su queste abbiamo optato per alcuni ‘verdicchio di matelica’ vino che continua a soprenderci per la qualità di tanti prodotti provati, sia in questa occasione che in altrove. L’Alarico 2011 è apparso molto equilibrato, e la sorpresa è stato il Verdicchio di Matelica Maraviglia2009 francesizzante e di grande interesse.

Tra le altre degustazioni il Rosa Vittoria delle Cantine del Castello di Santa Vittoria (CN), si presenta con un bel colore buccia di cipolla tendente al rosa, profumo deciso floreale con la dominante di rosa, in bocca è piacevolissimo, sapido, fresco e moderatamente acido, con un buon alcol che regge la struttura e ancora rosa nel retrogusto con un richiamo fruttato, è composto da Nebbiolo vinificato in rosato 70% e arneis 30%.

Il Dolcetto Di Dogliani Vigna Del Pilone di San Romano si presenta densamente scuro e carico, al naso esprime aromi di frutti rossi, verdure cotte, corteccia, catrame, humus, polvere di caffè, in bocca convince, è varietale con una moderata acidità e astringenza, ha una nota amara, terziari di fumo, corteccia, un prodotto particolare schietto e verace che ci è piaciuto.

Siamo fan del Timorasso, e qui la Colombera 2010 conferma la nostra stima per questo vino che possiede una nota resinosa ben bilanciata da acidità e alcol.

L’Apollonio 18 Fanali rosato è un prodotto particolare anzi unico, l’uso della barrique per affinare un rosato è una scelta del tutto singolare che a noi è sempre piaciuta, nel senso che le prima annate risultavano troppo afflitte dall’apporto del legno, mentre poi cìè stato uno sviluppo positivo e le ultime come questa diventano bilanciate e troviamo piacevole il risultato e il sapore sicuramente unico, certo il tostato si sente e a noi piace.

Lacrima di Morro d’Alba di Podere Santa Lucia 2010 mostra un interessante profilo olfattivo e gustativo, con una  componente aromatica molto caratteriale.

Il Chianti Classico di Felsina 2010 così giovane e già pronto, esprime tutta la dote chiantigiana.

Divina Villa Trasimeno Gamay, attratti da questo vitigno che conosciamo siamo tuttavia rimasti un po’ perplessi per un vuoto gustativo tra le note apportate dal legno e l’acidità.

Sfursat Carlo Negri 2005 e 2007 – Nino Negri

Pubblicato da Winelover in dicembre 22, 2012
Pubblicato in: Italia, Lombardia, Vini. Tag: chiavennasca, Chiuro, GIV, Nino Negri, Sfursat, Valtellina. Lascia un commento
Valtellina

Troppi sforzi…

Vino: Sfursat Carlo Negri 2005 e 2007 – Valtellina Docg
Vitigno: Nebbiolo Chiavennasca
Produttore: Nino Negri, Chiuro (SO)
– packaging: Pulito ed elegante, troppo pulito, ma comunica bene il vino e una certa serietà, molto bella la carta utilizzata.
– aspetto visivo: Il 2007 si presenta tipicamente nebbiolo, rubino spento, il 2005 è invece più scuro.
– aspetto olfattivo: Il 2005 mostra un profilo olfattivo per nulla convincente, avaro nei profumi e con una nota polverosa e di cantina a cui seguono sentori di uva e sottobosco; il 2007 va meglio e mostra un evidente profilo di frutta rossa sotto spirito, ovvero prugna e ciliegia, poi pepe nero, sottobosco boisè, fungo, e un cenno di melograno. In entrambi emerge una percezione alcolica non ben integrata.
– aspetto gustativo: Certamente il 2007 convince di più, al palato è avvolgente dove si percepisce il lavoro della vinificazione con appassimento in cassette e macerazione lunga, la persistenza è media con retrogusto di frutta rossa macerata e sentori di cantina, finale amarognolo, nell’insieme poco astringente e con un tannino dignitoso. Con il 2005 abbiamo poco da dire, deludente, polveroso e scivoloso, addirittura povero in bocca. Entrambe le annate al gusto presentano note alcoliche fuori posto e anche il 2007 risulta stancante ben prima di finire la bottiglia. Tasting novembre 2012.

Prezzo 17e,  2007: valutazione 5,5/10, rapporto Q/P 4/10;  2005 valutazione 4/10, rapporto Q/P NC

Poggio Ai Ginepri 2007 – Tenuta Argentiera

Pubblicato da Winelover in dicembre 15, 2012
Pubblicato in: Italia, Toscana, Vini. Tag: argentiera, Bolgheri. Lascia un commento
poggioaiginepri08

A Taste of Bolgheri…

Vino: Poggio Ai Ginepri 2007 – Bolgheri DOC
Vitigno: 50% Cabernet Sauvignon – 30% Syrah – 20% Merlot
Produttore: Tenuta Argentiera, Donoratico (LI)
– aspetto visivo: Rubino carico con scarsi riflessi violacei, disegna ampi archetti stabili che annunciano il tenore alcolico
– aspetto olfattivo: Al naso esprime un deciso bouquet fruttato composto di marmellata di frutti di bosco e mirtilli sotto spirito, seguono piuttosto in fondo cuoio e  muschio. Domina il fruttato a scapito della complessità.
– aspetto gustativo: In bocca rotondo e ampio con un tannino signorile che si ritrova normalmente in prodotti di più alto valore, discretamente corposo ma più che altro sorretto dalla nota alcolica un poco eccedente e che scompone le sensazioni, retrolfatto deciso di frutti di bosco in alcol o meglio fermentati. Come è solito nei Bolgheri, magistrale l’impiego della barrique come perfetto equalizzatore senza apportare eccessi, in ultima anche se non sbilanciato ma, appunto con la nota alcolica da parte e non integrata nel tessuto sensoriale. Questo prodotto trova tutte le caratteristiche di vini di classe bordolesi ad un prezzo allettante, in questo caso il vintage 2007 ci è piaciuto sensibilmente più del 2008. Tasting giugno 2012.

Prezzo 9e, valutazione 7,5/10, rapporto Q/P 9,5/10

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