Vino: Römigberg 2011 – Kalterersee Classico DOC
Vitigno: Schiava
Produttore: Alois Lageder, Margreid (BZ)
Occorre assolutamente considerare che il prodotto arriva da agricoltura biodinamica, in questo caso certificata Demeter, e questo spiega tutto sulla presenza sopratutto all’olfatto di sentori inusuali e forse non gradevoli al consumatore impreparato. Onestamente a noi il risultato non è piaciuto ed è stato anche condizionato da una temperatura di servizio troppo alta che ne ha influenzato il quadro cromatico togliendo freschezza al gusto e aumentando la percezione di taluni aromi. Tasting dicembre 2012. Continua a leggere
Italia
Vino: Pinot Nero 2007 – Alto Adige DOC
Vitigno: Pinot Nero
Produttore: Rottensteiner Brunnenhof, Egna-Mazzon (BZ)
– packaging: Etichetta a dir poco anonima, sembra una prova dei caratteri per videoscrittura, comunque riporta correttamente tutte le informazioni utili.
– aspetto visivo: Rubino senza riflessi con lieve trasparenza, archetti pesanti anzi molte lacrime.
– aspetto olfattivo: Intensità al naso nella media, apre con un deciso fruttato di lampone sorretto da un livello di alcol un poco troppo avanti sul piano focale, poi ribes ancora ben presente, e mirtilli, seguono uva aromatica, pepe nero, erbe di montagna che direi genziana, fungo, corteccia, note di pelliccia e carne cruda.
– aspetto gustativo: In bocca pieno, di corpo medio e buona struttura, pastoso quasi masticabile con eleganza snob e tannino fine, poca percezione sferica appare più cha altro moderatamente concentrato, senza astringenza con una punta acida bilanciata dall’alcol. Al retrolfatto ritroviamo il fruttato di bosco ma meno protagonista, mentre emerge un balsamico di eucalipto e liquirizia, via via con pigne verdi, cumino. Persustenza medio bassa con allungo speziato e balsamico.
– commento: un signore in loden, freddo come i suoi inverni e razionalmente pangermanico, in bocca molto più riuscito, sicuramente un prodotto ben concepito ma troppo schematico e scontato, troppo alcolico e non del tutto facile nell’abbinamento, schizzinoso come un Pinot Nero senza tutte le doti del Pinot Nero. Tasting dicembre 2012
Prezzo 14e, valutazione 6,5/10, rapporto Q/P 6/10
Vino: Arbino 2010 – IGT Terre di Chieti
Vitigno: Montepulciano D’Abruzzo
Produttore: Venea – Fossacesia (CH)– packaging: Nel suo minimalismo ha una bella grafica originale.
– aspetto visivo: Rubino scuro e riflessi violacei, archetti ampi e coloranti.
– aspetto olfattivo: Al naso ci ha persuaso immediatamente con prugna e uva macerata, viola, muschio verde e un po’ di cantina, fondo di caffè, pepe nero, chiodo di garofano e infine un leggero balsamico.
– aspetto gustativo: In bocca è una genuina espressione del vitigno Montepulciano, moderatamente corposo e strutturato, alcol un pochino in evidenza, ruvido QB, qualche spigolo qua e là da buon contadino, bocca astringente senza eccessi e tannino verace, nota acida sensibile che gioca a scomporre un poco il quadro gustativo. Al retrolfatto c’è un ritorno di frutta macerata e prugna, subito dopo appare un discreto bagaglio aromatico con finale amarognolo. Persistenza medio bassa, vino sincero, semplice, una base onesta che molto ben esprime il carattere del Montepulciano D’Abruzzo. Tasting dicembre 2012.
Prezzo 6,5e, valutazione 7/10, rapporto Q/P 8/10
Vino: Pigato Il Canneto 2010 – Riviera Ligure Di Ponente DOC
Vitigno: Pigato
Produttore: Cascina Praiè, Loc. Colla Micheri – Andora (SV)
– packaging: Etichetta solare, minimal, gradevole e personale con una buona comunicativa.
– aspetto visivo: Paglierino tenue e trasparente, timidi riflessi verdognoli, archetti presenti e fitti.
– aspetto olfattivo: Al naso è di intensità media con un bouquet piacevole e correto che apre con note fruttate di pesca acerba, ananas e mandarino, poi cera d’api, fiori campo e camomilla, una nota erbacea di erba e fino e un aromatico di timo e di pigna.
– aspetto gustativo: Al palato morbido e fresco, quasi setoso, con una certa percezione sferica dovuta al livello alcolico discreto e percebibile e con una acidità giusta e moderata di mandarino e bergamotto. Al retrogusto è gradevole il fruttato di mandarino, a cui segue anice e ginseng, la persistenza è media, medio-bassa. Prodotto molto piacevole con una buonissima varietà di abbinamento grazie alla compostezza della struttura, in grado di dimostrare le potenzialità del vitigno principe di Liguria.
-commenti: Ci aveva lasciato perplessi un avvertibile sentore di muffa di cantina che non siamo riusciti ad identificare tra i classici difetti del sughero e che si è attenuato con una buona aerazione del calice. Fortunatamente con una seconda bottiglia della stessa annata ed identica conservazione la situazione si è normalizzata, il difetto quindi era relativo ad un’unica bottiglia. Stranezze o peculiarità del vino… Tasting gennaio 2013.
Prezzo 8,5e, valutazione 7,5/10, rapporto Q/P 7/10
Vino: Vino Nobile Di Montepulciano 2007 DOCG
Vitigno: 85% Prugnolo Gentile – 15% Colorino, Canaiolo e Merlot
Produttore: Poliziano, Montepulciano Stazione (SI)
– packaging: Etichetta nera, seriosa, un po’ retrò, ottima grafica, luce al punto giusto, scelta dei caratteri azzeccata. Trasmette immagine di cosa seria ed elegante. Purtroppo abbiamo poche informazioni anche dalla retroetichetta e un maggiore accento al territorio non avrebbe guastato.
– aspetto visivo: Rubino scuro mediamente trasparente, presenta numerosi archetti che scendono lenti, stretti e glicerici. Presenza di particelle di residuo a fine bottiglia correttamente trattenuta dalla spalla della bordolese.
– aspetto olfattivo: Intensità media, emerge sopratutto il tono fruttato di prugna macerata, poi mora, floreale di violetta, in seguito arriva lo speziato di pepe bianco e cannella, in fondissimo tostato del legno ma solo gli apporti nobili e non quelli insolenti della barricazione, ancora troviamo nocciolo di oliva, un avvertibile sottobosco di muschio e corteccia, e chiude con cuoio. Buona complessità, equilibrio e territorialità.
– aspetto gustativo: Nel palato è appagante e territoriale, corposo, caldo, con ottima struttura ed acidità corretta e considerando il grado alcolico elevato possiede un grande equilibrio. Palato al contempo fresco e deciso di buon corpo e astringenza caratteristica, persistenza media, aromi sul retrolfatto più erbacei e nervosi, seguiti da cioccolato fondente e polvere di caffè e ritorni di nocciolo di oliva, rimane l’allungo astringente.
-commento: Questo grande Nobile ha virato le proprie note sensoriali con una buona areazione come tipico dei sangiovese di Toscana, divenendo leggermente meno astringente e bilanciando la cromaticità gustativa soprattutto al palato. Non è un vino facile perciò è vero e sincero con la portanza e statura dei grandi vini di più alto prezzo, impressiona per la capacità di domare il grado alcolico ottenendo un perfetto equilibrio, considerando freschezza ed acidità e la presenza di numerosi terziari tuttora vibranti, il prodotto potrebbe avere ancora un lungo invecchiamento e dare grandi soddisfazioni. L’espressione territoriale c’è tutta, esaltando la capacità del Prugnolo Gentile di dare grandi vini proprio in quell’areale che con prodotti come questi compete e si distingue con l’ingombrante vicino ilcinese. L’abbinamento con le carni è un ‘vincere facile’, abbiamo provato con del foiè gras e pur coprendone pienamente il sapore si capisce che non è il cibo della sua terra, non li piacciono i francesi anche se ci immaginiamo che vini come questo oltreconfine li bevano di nascosto senza ammetterlo… Tasting gennaio 2013
Prezzo 20e, valutazione 8,5/10, rapporto Q/P 8,5/10
Vino: Colle del Re 2011 – Albana Di Romagna DOC
Vitigno: Albana di Romagna
Produttore: Umberto Cesari, Castel San Pietro Terme (BO)
– packaging: Etichetta piuttosto semplice con qualche richiamo da scaffale GDO, originale la bottiglia marchiata, nel complesso buono.
– aspetto visivo: Giallo paglierino.
– aspetto olfattivo: Si presenta al naso con note erbacee con una buona intensità predominante di frutta a pasta bianca, a cui seguono sentori di liquirizia, agrumi, platano e frutta essiccata, anice stellato, stringa, timo, tè. Bene.
– aspetto gustativo: Al palato è sorretto dalle note alcolica e acida, è pieno e avvolgente, quasi concentrato, piacevole, nel complesso corretto con un buon equilibrio gustativo. Sul finale allungo aromatico molto convincente poi tornano i sentori di liquirizia e leggermente amarognolo. Persistenza medio alta, prodotto elegante e singolare, equilibrato e molto piacevole. Tasting dec. 2012.
Prezzo 6e, valutazione 7,5/10, rapporto Q/P 8/10
Vino: Valpolicella Classico DOC 2011
Vitigno: 45% Corvina Veronese, 30% Corvinone, 20% Rondinella, 5% Croatina
Produttore: Casa Vinicola Sartori, Negrar in Valpolicella (VR)
– packaging: Immagine da svecchiare, poco attraente e monotona.
– aspetto visivo: Rubino vivace, trasparente senza riflessi con pochi archetti che si spengono rapidamente.
– aspetto olfattivo: Intensità aromatica media che si presenta con un fruttato acerbo di uva e pescanoce, seguito da erbaceo di raspo, peperone, pepe nero, sottobosco di foglie secche. In fondo un tono medicinale e qualcosa di biologico e cipria. Nel complesso poco armonioso.
– aspetto gustativo: In bocca non convince, è scivoloso, monocorde e squilibrato nell’acidità, con bassa persistenza e retrolfatto di frutta macerata o meglio sangria, e ancora toni scomposti e ritorni di acetoso. Tasting dec. 2012
Prezzo 6e, valutazione 4/10, rapporto Q/P 4/10
Vino: Chianti 2009 Colli Senesi DOCG
Vitigno: Sangiovese 70%, Canaiolo 10%, Colorino 5%, Malvasia Nera 5%, Foglia Tonda 5%, Barsaglina 5%
Produttore: Montechiaro, Siena
– packaging: Etichetta ricercata e bellissima con una riproduzione a colori vivi che esprime il carattere medievale e culturale dell’ambiente. Su uno scaffale affollato si fa notare.
– aspetto visivo: Rubino pieno e brillante di media trasparenza, archetti visibili non ampi ne aggrappati.
– aspetto olfattivo: Assolutamente da aerare per una buona mezzora, cosicché questo Chianti si apre con una spiccata intensità aromatica bilanciata dal alcol e che esprime soprattutto un bel fruttato di prugna acerba, accompagnato da erbaceo e alloro, via via accenni di nocciolo di pesca, seguiti da note floreali di rosa, pepe nero, zenzero, ancora erbaceo ma di sottobosco con muschio bagnato e fungo, e infine chiude con un resinoso di conifera.
– aspetto gustativo: Al palato esprime un tannino robusto con astringenza pronunciata e una buona acidità complessiva che dona freschezza e longevità, un bel caratterino dunque. Non profondo ma con una buona struttura sorretta dal livello alcol ben dosato e percezione sferica con ritorno nel retrolfatto del microcosmo di sottobosco, insieme al fruttato di prugna, ciliegia e caco, in seguito timidi chiodi di garofano e lontani sentori di pelliccia, persistenza media con astringenza sempre presente fino in fondo. Un’impronta gustativa con raro equilibrio tra struttura e freschezza, giusta complessità e grande piacere di beva.
All’apertura questo vino appariva inquietante con punte acide ed erbacee scomposte e un tannino instabile, poi con una buona mezzora di areazione ha preso un’ottima forma mostrandosi un prodotto di eccellente qualità ma soprattutto specifico e distaccato dalla moltitudine di proposte presenti nella regione. La statura e sensorialità del prodotto realizzano un’immagine perfettamente a fuoco sulla linea di confine tra Firenze e Siena, insomma nell’estremità meridionale del Chianti Classico, questo vino vuole dirti che è un nobile senese che guarda con distacco la provincia fiorentina e mantiene una sua peculiarità proponendosi con carattere, mentre un bicchiere dopo l’altro ci si immagina con lo sguardo rivolto dalle mura di Monteriggioni scrutando verso il Castello di Brolio… questo vino è veramente capace di raccontarci di sé collocando la nostra immaginazione tridimensionalmente e precisamente nel suo luogo d’origine e questo è quasi unico. Tasting dic. 2012
Prezzo 8e, valutazione 8/10, rapporto Q/P 9,5/10
Golosaria 17 novembre 2012 Milano – Palazzo del Ghiaccio e Frigoriferi Milanesi
All’interno dell’ottima manifestazione di Paolo Massobrio che si ripete ogni anno, abbiamo visitato Top Hundred Wines, ideale iniziativa con numerosi banchi di assaggio di produttori tra i quali abbiamo potuto effettuare piacevoli degustazioni, nonchè discussioni…
Arturo Pellizzatti Perego (Sondrio), che seguiamo da tempo, e anche dopo numerosi assaggi i vini della storica Ar.Pe.Pe. sono sempre una conferma, rimarcano il territorio e la tipicità dei vini di montagna dove altri hanno lasciato solo il nome, qui la Valtellina è vera ed è ciò che li differenzia e che li colloca tra i migliori interpreti dell’areale. Assaggiati il base Rosso di Valtellina, il Sassella Riserva Stella Retica e il più statuario Sassella Riserva Rocce Rosse, fino alla eccellente e coraggiosa interpretazione (fuori dagli schemi) dello sfursat con il Sassella Ultimi Raggi, un vino che desta l’attenzione e segna un traguardo interpretativo del nebbiolo nella valle e sicuramente nel nord Italia.
Ca’ del Bosco (Erbusco BS), Satèn 2008 interpretazione semplicemente vincente del campione franciacortino, grande eleganza ed equilibrio, suadente; il Dosage Zéro 2008 ci ha stupiti confermandoci come i dosaggi ‘zero’ siano prodotti che non possono mancare nei cataloghi, qui, grazie ad acidità e struttura siamo su altri livelli e la latitudine di abbinamenti ne guadagna.
La Costa (Perego LC), ebbene già pochi anni fa questo produttore di un’area ‘anonima’ ci aveva colti alla sprovvista con i suoi vini ben fatti e di buon livello, ancora abbiamo apprezzato il pinot nero, interpretazione già ardua che se, a detta del produttore, risulta ancora in definizione per la tecnica di tappatura potrà solo evolvere in meglio (noi stessi non ci stancheremo mai di sostenere la scelta del tappo a vite per alcune tipologie).
Ricchi – F.lli Stefanoni (Monzanbano MN), prodotti già recensiti su questo blog e tuttora una piacevole dimostrazione di qualità, non un vino sottotono e nemmeno nella media ma una serie di prodotti encomiabili che oltretutto non godono di un’areale nominato, e che si fanno notare sia nelle interpretazioni più legate al territorio che nel repertorio internazionale e che abbiamo più apprezzato: il merlot Carpino e chardonnay Meridiano che conosciamo e confermiamo come ottimi, i due metodo classico di cui il dosaggio zero ci è (ancora) particolarmente piaciuto.
Perla del Garda (Lonato BS), Madonna Della Scoperta Lugana Superiore Doc molto interessante presenta un bouquet olfattivo complesso ed un palato pieno ed aromatico che ci è molto piaciuto e valutiamo il prezzo non proprio competitivo ma tuttavia centrato sulla qualità. Il Millesimato extra brut di chardonnay ci corteggia con un pizzicore peculiare in bocca e si esprime con bella struttura ed eleganza. Stimiamo la coraggiosa scelta di dotarsi di bottiglie personalizzate.
Endrizzi (San Michele All’Adige TN), il Masetto Nero ci è sembrato una bella scelta di uvaggi locali ed internazionali con un risultato sicuramente buono, il Teroldego tradizionale 2010 fa percepire molto bene la validità di questo autoctono mai troppo apprezzato, il Trento Doc Brut Riserva 2008 veramente ottimo con un bel palato fruttato, ci è piaciuto molto tra i metodi classici presenti e siamo rimasti stupiti dal prezzo suggerito, ultimo,il Serpaiolo 2010 dalla tenuta maremmana di Endrizzi è forse il vino meno interessante, ma come tutti questi prodotti con un rapporto q/p estremamente conveniente.
Pojer e Sandri (Faedo TN), bello e tonico il Sauvignon 2011 presenta soprattutto al palato note interessanti con le annotazioni varietali non esagerate e una bella sapidità, il Rosso “Faye” 2008 prodotto impegnativo piace per statura complessiva, ovvero equilibrio, corposità non invadente, acidità giusta per l’evoluzione, scelta degli uvaggi che trovano equilibrio tra il Trentino e il resto del mondo… intrigante il ‘suo’ Rosso “Merlino” un prodotto davvero peculiare, ci è piaciuto poi il Metodo Classico Brut Rosé.
Arunda (Meltina BZ) siamo rimasti a lungo al banco di assaggio del produttore sudtiroler che tra i primi nell’areale ha creduto nella spumantizzazione, dove abbiamo scovato una grande qualità dei prodotti in degustazione da uvaggi internazionali o meglio canonici della spumantizzazione champenoise che in tutte le versioni ci hanno convinto di essere vini ben fatti.
Muri-Gries (Bolzano), ci ha persuasi il Pinot Bianco, vitigno che l’enologia atesina sta finalmente valorizzando, valido anche il loro Alto Adige Lagrein.
Dall’Enoteca di Papillon una serie di assaggi ‘al volo’: iniziamo con Donatella Cinelli Colombini Casato Prime Donne Montalcino(SI), Brunello di Montalcino “Prime Donne” 2007, valido ed anche ottimo ma non il Brunello che ci aspettiamo, che invece ci è apparso con il ‘Vigna Soccorso’ di Tiezzi, un Brunello che nella sua ‘adoloscenza’ (si trattava di un 2007) presenta un palato corposo e astringente, tannino duro e robusto, frutto acerbo ancora in sviluppo, struttura verace, insomma un vino non replicabile altrove che ha ragione di essere un Montalcino, con tutte le precauzioni di avere assaggiato un vino del genere stappato un minuto prima, che probabilmente dall’aerazione avrebbe ancora guadagnato. Michele Satta con il Cavaliere I.G.T. Toscana prodotto in terra di Bolgheri entusiasma per la capacità di produrre un eccellente sangiovese laddove questo vitigno è quasi ‘straniero in patria’. E per rimanere in tema, un paio di anni orsono avevamo visitato la cantina Pagani De Marchi (alcuni assaggi sono presenti su questo blog) il cui ricordo oltre alla cortesia dell’accoglienza, era di vini a livello di eccellenza all’interno della Doc Montescudaio, insomma cantina emergente in un’areale solo mediamente valido, quindi assaggiamo il Principe Guerriero sangiovese in purezza che pur lontano dalle più rinomate aree vocate lo mettiamo tra le preziosità dell’interpretazione del più competitivo vitigno proprio in Toscana. Ancora in Toscana Querciabella propone il suo Chianti Classico diciamo base, ottimo, ben fatto, come ti aspetti sia un Chianti moderno, quasi un esempio da manuale.
winelover
Wine and Food a Lodi 2012
La manifestazione che si è svolta ai primi di novembre era incentrata su alcuni stand di produttori da svariate regioni e qualche rappresentante estero, per quanto riguarda il food si è rivelata piuttosto scarna e l’ambiente appariva come un ‘mercato coperto’ dove non abbiamo trovato spunti degni di nota. Più risollevata la situazione nel padiglione del vino, come vedremo per alcuni assaggi degni di nota e anche per il bel banco di assaggio Onav con davvero tante etichette a disposizione.
Iniziamo il tour dalla cantina Kurtasch dell’Alto Adige, i suoi pinot grigio e pinot bianco ci hanno conquistato subito, freschezza, aromaticità e struttura ben equilibrata per dei vitigni classici della regione, soprattutto per il Pinot Bianco che sosteniamo per i meriti intrinseci di questo vitigno proprio tra gli eccellenti vignaioli della vallata dell’Adige.
I Nobili del Vesuvio è un’zienda ovviamente partenopea che ci è piaciuta particolarmente su tutti, qui abbiamo scovato ottimi bianchi, Fiano, Greco e Falanghina principalmente, qualità, freschezza e pulizia davvero sorprendenti, solo discreti i rossi ma tutti i prodotti nel complesso con un rapporto Q/P indiscutibilmente concorrenziale. Forse il produttore più interessante della mostra.
Un paio di degustazioni di Brunello di Montalcino hanno purtroppo riconfermato come in questo areale non si ritrovi una ‘qualità media’, ma si passa dalle eccellenze a prodotti come questi degustati che non rispecchiano la qualità aspettata dal più nobile vino toscano. Non è un fatto banale portare il nome Montalcino, si diviene sottoposti ad un esame più severo… per la cronaca si trattava delle aziende Terre Nere e Villa I Cipressi.
Colsaliz produttore trevigiano ha proposto dei Prosecco che abbiamo valutato sufficienti, per quanto questa denominazione non sia mai riuscita a conquistare i nostri gusti e convincerci in pieno (come è vero che raramente abbiamo rinvenuto un Prosecco di scarsa qualità), semplicemente a nostro parere crediamo che con i prezzi di alcune GDO sia possibile reperire dei metodo classico di ben altro livello.
Dourdon-Vieillard produttore di Champagne ‘recoultant’ propone dei vini di fattura più semplice ben lontani dalle complessità delle grandi maison, e per questo più caratteristici, comunque a ben altri prezzi più accessibili confronto ai quali ci si consenta, troviamo in Trento e Franciacorta peculiarità più interessanti. Qui la nota fruttata di mela verde è molto accentuata e piacevole e l’acidità un poco accentuata anche per un dosaggio extra-brut.
Argei produttore sardo dell’areale a sud di Cagliari, zona splendida, propone dei classici del territorio tra cui un IGT Pranu Mariga a base di un uvaggio di tipici vitigni rossi isolani, che già ci aveva convinto in una precedente vicenda.
Tra i vari produttori greci non abbiamo purtroppo ritrovato spunti interessanti.
A finire il bellissimo banco di degustazione dell’Onav con davvero tante etichette proposte, su queste abbiamo optato per alcuni ‘verdicchio di matelica’ vino che continua a soprenderci per la qualità di tanti prodotti provati, sia in questa occasione che in altrove. L’Alarico 2011 è apparso molto equilibrato, e la sorpresa è stato il Verdicchio di Matelica Maraviglia2009 francesizzante e di grande interesse.
Tra le altre degustazioni il Rosa Vittoria delle Cantine del Castello di Santa Vittoria (CN), si presenta con un bel colore buccia di cipolla tendente al rosa, profumo deciso floreale con la dominante di rosa, in bocca è piacevolissimo, sapido, fresco e moderatamente acido, con un buon alcol che regge la struttura e ancora rosa nel retrogusto con un richiamo fruttato, è composto da Nebbiolo vinificato in rosato 70% e arneis 30%.
Il Dolcetto Di Dogliani Vigna Del Pilone di San Romano si presenta densamente scuro e carico, al naso esprime aromi di frutti rossi, verdure cotte, corteccia, catrame, humus, polvere di caffè, in bocca convince, è varietale con una moderata acidità e astringenza, ha una nota amara, terziari di fumo, corteccia, un prodotto particolare schietto e verace che ci è piaciuto.
Siamo fan del Timorasso, e qui la Colombera 2010 conferma la nostra stima per questo vino che possiede una nota resinosa ben bilanciata da acidità e alcol.
L’Apollonio 18 Fanali rosato è un prodotto particolare anzi unico, l’uso della barrique per affinare un rosato è una scelta del tutto singolare che a noi è sempre piaciuta, nel senso che le prima annate risultavano troppo afflitte dall’apporto del legno, mentre poi cìè stato uno sviluppo positivo e le ultime come questa diventano bilanciate e troviamo piacevole il risultato e il sapore sicuramente unico, certo il tostato si sente e a noi piace.
Lacrima di Morro d’Alba di Podere Santa Lucia 2010 mostra un interessante profilo olfattivo e gustativo, con una componente aromatica molto caratteriale.
Il Chianti Classico di Felsina 2010 così giovane e già pronto, esprime tutta la dote chiantigiana.
Divina Villa Trasimeno Gamay, attratti da questo vitigno che conosciamo siamo tuttavia rimasti un po’ perplessi per un vuoto gustativo tra le note apportate dal legno e l’acidità.







