Vino: Cusona Brut VSQ
Vitigno: Vernaccia di San Gimignano
Produttore: Guicciardini-Strozzi, San Gimignano (SI)
Andiamo avanti nella nostra ricerca di spumanti, che non solo apprezziamo moltissimo e ci danno grandi soddisfazioni, ma sono talvolta in grado di restituire una buona struttura associata a freschezza di gusto, fresca temperatura di consumo, e non ultimo bassa alcolicità, peculiarità quindi di grandissima utilità nel periodo estivo.
Ci aveva subito incuriosito questa versione ottenuta con metodo ‘charmat lungo’ dell’intramontabile Vernaccia, oltretutto proposta da un produttore di alto livello e pregio della zona, poi, con grande piacere la degustazione ha confermato le caratteristiche di cui è capace il vitigno e la buona riuscita dell’operazione, considerando di essere all’incirca a 4/5 anni dalla vendemmia si è dimostrato anche un vino ben fatto e di spessore.
Continua a leggere
Vini
Vino: Brut Rosè VSQ
Vitigno: Negroamaro con una piccola percentuale di Chardonnay
Produttore: Rosa del Golfo, Alezio (Le)
Non è affatto facile decidere di fare un vino così, spumantizzare uno dei vitigni rossi più decisi e caratteriali e farlo fare in un’altra regione (per ovvie ragioni tecniche…) è una scelta coraggiosa che noi interpretiamo come una fiducia totale nella potenzialità del vitigno che più appartiene alla tradizione salentina. E’ una scelta questa che merita rispetto, e dopo averlo degustato diciamo che merita anche la stima poiché il risultato ci ha colpiti ed abbiamo così scovato un vino con una sua unicità per certi versi singolare. Non un ‘facile’ Charmat quindi, ma un complesso e costoso Metodo Classico, veramente, stima e rispetto.
– packaging: Il nero è sempre elegante, ebbene ci piace l’etichetta nera con un bel gioco di tonalità, c’è una ricerca di esclusività anche se nell’insieme etichetta e capsula non riescono ad affascinare del tutto.
– aspetto visivo: Nel calice il colore è netto e deciso, si fa notare, rosa perla intenso, perlage composto da una decina di catenelle dal centro del bicchiere. Continua a leggere
Vino: Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG millesimato 2009
Vitigno: Glera
Produttore: Andreola, Farra Di Soligo (TV)
Il Prosecco… come dire la storia di un successo, di un vino e del suo sistema che ha saputo comunicarsi nel mondo e fare apprezzare le sue caratteristiche certamente facili ma pur sempre di grande piacevolezza. Il vino in tasting ci ha convinto pur essendo tenaci estimatori del Metodo Classico, ovvio che negli abbinamenti cede subito il passo, ma la facilità di beva e il seducente profilo sensoriale ne fanno un ‘prodotto estivo’ per certi versi inimitabile, grazie anche al basso livello in alcol che ne facilità non poco il consumo anche con temperature torride, fino a divenire un vino da bersi tra quattro chiacchere che diventano quarantotto e chiamano velocemente altre bottiglie.
– packaging: La bottiglia possiede un’immagine molto bella e modaiola e la forma personalizzata la impreziosisce, nell’insieme il look è moderno e di buon gusto, corretta la comunicativa dove abbiamo tutte le informazioni complete, dalla denominazione alla sottozona, stranamente ‘Prosecco’ lo troviamo nel retro etichetta piuttosto che in bella mostra a sfruttarne la fama. Continua a leggere
Vino: Lumassina IGT Colline Savonesi 2010
Vitigno: Lumassina
Produttore: Durin, Ortovero (SV)
– packaging: La veste estetica non manifesta una certa cura, l’etichetta appare anonima e dispersiva nell’estetica.
– aspetto visivo: Il colore è un giallo paglierino pallido con riflessi verdolini.
– aspetto olfattivo: Al naso presenta una bassa seppur corretta intensità olfattiva, il profilo è composto da frutta a pasta bianca a cui seguono note floreali e di camomilla, note verdurose di spinaci cotti e cavolfiore, e in fondo un leggerissimo sentore di zolfo.
– aspetto gustativo: Al palato cede il passo, risulta piuttosto povero e scivoloso, l’acidità non aiuta il tono generale sembrando scomposta e senza una direzione, al retrogusto che si chiude velocemente, troviamo note di raspo e uva acerba tendente al medicinale. Pur concedendo a molti vitigni autoctoni le ‘attenuanti del varietale’ non ci sentiamo di promuovere questo vino. Tasting luglio 2013.
Prezzo 6e, valutazione 5/10, rapporto Q/P 4/10
Vino: Brut Trento DOC
Vitigno: Chardonnay
Produttore: Altemasi – Cavit, Trento
– packaging: Estetica molto pulita e adeguata a comunicare un prodotto di classe, troviamo bella l’etichetta giocata su toni chiari che risaltano sul verde scuro della bottiglia, attraente e calibrato l’uso del colore oro ed elegante il tutto nell’insieme.
– aspetto visivo: Nel calice il nostro spumante si presenta con un colore classico giallo paglierino tenue con lievi riflessi verdognoli, il perlage è formato da un insieme di catenelle che danno forma ad una sorgente dal centro del calice fino a sbocciare in superficie.
Aspetto sonoro: Le bollicine di anidride carbonica una volta in superficie scoppiettano briosamente, rilassante, starei ad ascoltare a lungo…
– aspetto olfattivo: Stranamente l’intensità è bassissima e fatichiamo a cogliere il bouquet, appena un accenno di mela verde ed erbaceo, impercettibili i descrittori tipici o perlomeno i profumi sono talmente bassi da non riuscire a cogliere il profilo completo. Continua a leggere
Vino: Duropersico 2010 Toscana IGT
Vitigno: Verdello (localmente Duropersico)
Produttore: Cantina Di Pitigliano, Pitigliano (GR)
Lontano da tutto il sud della Maremma possiede un territorio di selvaggia bellezza, anzi dopo l’ultimo tornante Pitigliano si presenta di bellezza proprio mozzafiato. Nelle incredibile cantine scavate nel tufo si evolvono dei vini di insospettato interesse e talvolta sconosciuti, i vini quaggiù assumono il carattere un po’ coriaceo di questa infinita provincia, e molto spesso sono delle sorprese intriganti. Questa bottiglia correva il rischio di rimanere dimenticata in cantina e per noi è stata proprio una sorpresa che ci ha un po’ riportato in mezzo al tufo… I vitigni autoctoni sono le peculiarità italiana, e non finiscono di stupire.
– packaging: L’etichetta è singolare nella ricerca di un immagine che si lega al mito etrusco, non bellissima ma insomma sufficiente nel distinguersi, ci sono piaciute le pur poche informazioni riportate nel retro, diciamo che si presenta come prodotto ‘da cantina sociale’ dove gli investimenti in marketing non sono proprio all’ordine del giorno. Continua a leggere
Vino: La Leona 2011, Barbera D’Asti DOCG
Vitigno: Barbera
Produttore: Castello di Razzano, Alfiano Natta (AL)
Dalle vigne che crescono nelle sinuose colline intorno alla splendida tenuta del Castello Di Razzano vengono prodotti un serie di Barbera di pregio, La Leona è l’entry-level ed abbiamo trovato delle buone caratteristiche se non proprio tutte le virtù del famoso e ‘nervoso’ vitigno. Non del tutto una Barbera da rappresentanza ma un buon esempio territoriale della versione “D’Asti”, e considerando il collocamento all’inizio della gamma un’ottima performance.
– packaging: Etichetta classica intramontabile ma deja-vù, troviamo bella la scelta della doppia etichetta anche se non riesce ad essere distintiva pur trasmettendo una discreta eleganza, poche le note informative.
– aspetto visivo: Il colore è un rubino scuro impenetrabile con riflessi rubino, archetti ampi e densi.
– aspetto olfattivo: I profumi sono interessanti e varietali, abbiamo un’intensità media con note di viola, fragola macerata e vinacce, Continua a leggere
Vino: Sòdole 2006, IGT Toscana
Vitigno: Sangiovese
Produttore: Guicciardini-Strozzi, San Gimignano (SI)
Non c’è niente da fare, il Sangiovese di Toscana crea dipendenza e dopo alcune settimane dove, vuoi per il periodo estivo, si passa a vini meno impegnativi, la mancanza si sente. Ha ben pochi rivali e quella botta di vita che esce dal calice ci fa riconoscere e distinguere un vino dall’altro, infatti se solo in Toscana raggiunge il suo massimo livello espressivo, esso costituisce sempre una prova impegnativa anche per i produttori indigeni, specie per chi non viene dalle aree chiantigiane ed ilcinesi che del Sangiovese ne hanno fatto quasi un brand, un Sangiovese in purezza quando vuole essere il biglietto da visita di un’azienda non ammette mezze misure. Sòdole è un gran vino, del tipo quasi d’elite dei Sangiovese dal caratterino che non scende a compromessi, non è un vino facile, non lascia meditare, fa semplicemente godere quando in tavola trova la sua regina nella carne rossa e nel giusto abbinamento con i piaceri del cibo. Guicciardini-Strozzi si rivela ancora un produttore ben sopra le aspettative. Continua a leggere
Vino: Primitivo 2008, Salento IGT
Vitigno: Primitivo
Produttore: Cantele, Guagnano (LE)
E venne il tempo della ragione, la forza è nulla senza controllo… Il Primitivo, vino un tempo di grande robustezza e invadenza ‘meridionale’ ma oggi finemente lavorato per ottenere un prodotto di grande livello dove la ragione e la sapienza enologica giocano un ruolo fondamentale. La cultivar Primitivo è capace di grandi cose e questo prodotto di una tra le prime realtà vitivinicole dell’Alto Salento è un esempio del livello oggi raggiungibile e ad un prezzo concorrenziale, abbiamo quindi non solo i muscoli ma finezza e statura.
– packaging: Immagine dell’etichetta seria ed un po’ autorevole, ma molto dirette e chiara, belle scelte dei colori e caratteri, retroetichetta che riporta delle parole che ci sono piaciute per il modo semplice ma efficace con cui si descrive il vino.
– aspetto visivo: Il colore è un rubino carico ed intenso, appena trasparente, con lacrime lente, lentissime.
– aspetto olfattivo: Il bouquet colpisce con un’intensità alta, decise le note di ciliegia marasca, fragola, prugna rossa, mirtillo, una specie di esplosione di frutta rossa e nera, nel microdettaglio abbiamo confettura di ciliegia e mirtillo, fragola surmatura, seguono dattero glassato, latte di mandorla, pepe bianco, eucalipto e corteccia. Lievissimi gli apporti di terziari del legno che appaiono più come sentori di crostata di ciliegia. Ammaliante.
Vino: Friulano 2012, Colli Orientali del Friuli DOC
Vitigno: Tocai
Produttore: Cantarutti Alfieri, San Giovanni al Natisone (UD)
Potremo o no chiamarlo Tocai? In ossequio ai regolamenti comunitari, ciò che da secoli ha un nome viene vietato da qualche geniale burocrate di Brussels per evitare, dicono, di confornderlo con un altro vino che porta lo stesso nome… e chissà come sarà d’aiuto al consumatore cancellare un riferimento autoctono e culturale! Invece di percorrere la via della corretta informazione (l’altro, stimatissimo e meritevole, si chiama Tokaj, non proprio identico) cancelliamo e secolarizziamo… non ci sono commenti. Il nostro protagonista diventa quindi “Friulano” ed è benissimo in grado di manifestare le peculiarità del vitigno Tocai, pulizia dei profumi, finezza del gusto, e già un discreto corpo, vediamolo nel dettaglio.









