Vino: Chianti Classico DOCG 2009
Vitigno: Sangiovese e Canaiolo
Produttore: Castello di Verrazzano, Greve in Chianti (FI)
– packaging: immagine di alto livello grazie all’araldica impressa sulle spalle della bottiglia, che fanno da contral’altare all’etichetta, questa è incisiva e riuscita, molto calibrata tra tradizione e storia pur senza sembrare ‘anticata’. Dunque il riferimento geografico e di denominazione è impresso in rosso, il nome Verrazzano enfatizzato in grande, nome che in nord America è conosciutissimo, perfetta dunque la tecnica comunicativa, una lezione di visual marketing che fa leva sul tesoro appellativo della Casa, comunica benissimo la sua storia, i riferimenti al Chianti, le sue caratteristiche nelle note del retroetichetta.
– aspetto visivo: colore rubino, limpido, con riflessi rubino, archetti fitti e lenti.
– aspetto olfattivo: al naso esprime note di intensità medio alta ed avvolgenti, che iniziano con frutta rossa e nera, prugna e lampone, poi fragola, dattero, mandorla ben focalizzata e caratteristica, floreale di viola passita, balsamico particolare di eucalipto, corteccia verde, muschio e sottobosco umido di castagno. Profilo bello, ma individua un pizzico di alcol. Continua a leggere
Toscana
Vino: Rosso Di Montalcino DOC 2009
Vitigno: Sangiovese Grosso
Produttore: Casanova Di Neri, Montalcino (SI)
Le lusinghe di James Suckling hanno stabilito la reputazione di questa bella azienda, figura quella di Suckling ammirata o criticata, ma, uomo a cui l’enologia toscana deve qualcosa… veniamo al tempo, secondo esemplare da noi degustato della tenuta dell’enologo Neri, anche lui non esule da critiche ma dalla linea enologica chiara, diciamo una linea che non è la nostra preferita nell’universo ilcinese, ma possiede una sua visibilità e notorietà. Dunque questo ‘Rosso’ alla base dell’offerta ci è invero piaciuto, è un vino capace di esprimere la sua origine, già di buona statura, vuole e sa essere elegante, e si fa notare nella mischia dei ‘Rossi di Montalcino’ dove a differenza dei ‘Brunello’ c’è troppo anonimato.
– packaging: immagine sobria, diretta, chiara, di sobria eleganza, non si lascia scappare di mostrare bene il nome Montalcino. Comunica adeguatamente i brand fondamentali Montalcino e Casanova, due nomi must. Intelligente.
– aspetto visivo: colore rubino intenso, tendente al granato, certo intenso ed impenetrabile. Archetti arrampicati sul cristallo, attaccati, che dopo un bel po’ di secondi scendono fittissimi e lenti, come scie di fuochi d’artificio. Continua a leggere
Vino: Cusona Brut VSQ
Vitigno: Vernaccia di San Gimignano
Produttore: Guicciardini-Strozzi, San Gimignano (SI)
Andiamo avanti nella nostra ricerca di spumanti, che non solo apprezziamo moltissimo e ci danno grandi soddisfazioni, ma sono talvolta in grado di restituire una buona struttura associata a freschezza di gusto, fresca temperatura di consumo, e non ultimo bassa alcolicità, peculiarità quindi di grandissima utilità nel periodo estivo.
Ci aveva subito incuriosito questa versione ottenuta con metodo ‘charmat lungo’ dell’intramontabile Vernaccia, oltretutto proposta da un produttore di alto livello e pregio della zona, poi, con grande piacere la degustazione ha confermato le caratteristiche di cui è capace il vitigno e la buona riuscita dell’operazione, considerando di essere all’incirca a 4/5 anni dalla vendemmia si è dimostrato anche un vino ben fatto e di spessore.
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Vino: Duropersico 2010 Toscana IGT
Vitigno: Verdello (localmente Duropersico)
Produttore: Cantina Di Pitigliano, Pitigliano (GR)
Lontano da tutto il sud della Maremma possiede un territorio di selvaggia bellezza, anzi dopo l’ultimo tornante Pitigliano si presenta di bellezza proprio mozzafiato. Nelle incredibile cantine scavate nel tufo si evolvono dei vini di insospettato interesse e talvolta sconosciuti, i vini quaggiù assumono il carattere un po’ coriaceo di questa infinita provincia, e molto spesso sono delle sorprese intriganti. Questa bottiglia correva il rischio di rimanere dimenticata in cantina e per noi è stata proprio una sorpresa che ci ha un po’ riportato in mezzo al tufo… I vitigni autoctoni sono le peculiarità italiana, e non finiscono di stupire.
– packaging: L’etichetta è singolare nella ricerca di un immagine che si lega al mito etrusco, non bellissima ma insomma sufficiente nel distinguersi, ci sono piaciute le pur poche informazioni riportate nel retro, diciamo che si presenta come prodotto ‘da cantina sociale’ dove gli investimenti in marketing non sono proprio all’ordine del giorno. Continua a leggere
Vino: Sòdole 2006, IGT Toscana
Vitigno: Sangiovese
Produttore: Guicciardini-Strozzi, San Gimignano (SI)
Non c’è niente da fare, il Sangiovese di Toscana crea dipendenza e dopo alcune settimane dove, vuoi per il periodo estivo, si passa a vini meno impegnativi, la mancanza si sente. Ha ben pochi rivali e quella botta di vita che esce dal calice ci fa riconoscere e distinguere un vino dall’altro, infatti se solo in Toscana raggiunge il suo massimo livello espressivo, esso costituisce sempre una prova impegnativa anche per i produttori indigeni, specie per chi non viene dalle aree chiantigiane ed ilcinesi che del Sangiovese ne hanno fatto quasi un brand, un Sangiovese in purezza quando vuole essere il biglietto da visita di un’azienda non ammette mezze misure. Sòdole è un gran vino, del tipo quasi d’elite dei Sangiovese dal caratterino che non scende a compromessi, non è un vino facile, non lascia meditare, fa semplicemente godere quando in tavola trova la sua regina nella carne rossa e nel giusto abbinamento con i piaceri del cibo. Guicciardini-Strozzi si rivela ancora un produttore ben sopra le aspettative. Continua a leggere
Vino: Morellino Di Scansano DOCG 2009
Vitigno: 85% Sangiovese, 15% Ciliegiolo
Produttore: Lohsa, Magliano in Toscana (GR)
Un tipo di Morellino ricercato dal mercato, affabile ed immediato, di buona fattura, solo che eccede un attimo dalla sua natura di buon vino maremmano e tende a fare l’anglosassone. Costruito per tendere alla rotondità, tende all`elegante con un risultato dignitoso se cerchiamo di coniugare una certa territorialità e un`esigenza di mercato, d’altronde rimane ben percepibile la differenza col Sangiovese chiantigiano e questa è la peculiarità fondamentale. Prodotto nella tenuta maremmana del ‘quasi’ leader di Montepulciano Poliziano Carletti, gente che ci sa fare.
– packaging: Etichetta (oggi diversa e rinnovata) sufficientemente elaborata, grafica impostata su colori corretti e in sintonia, riporta bene la descrizione territoriale.
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Vino: Campordigno 2006, Montescudaio DOC
Vitigno: Merlot 85%, Sangiovese 15%
Produttore: Marchesi Ginori Lisci – Ponteginori (PI)
Questo vino appartiene alla denominazione pisana di Montescudaio, zona di eccellente bellezza paesaggistica, ed è prodotto nella cantina all’interno di uno dei borghi più caratteristici e belli dell’intera Toscana: Querceto. Qui la famiglia Ginori-Lisci ha una residenza storica e le cantine appunto distribuite nei palazzi medievali, intorno una vastissima foresta e a pochi kilometri dal mare. I vini prodotti hanno tutti delle ottime caratteristiche ed ognuno ha la propria espressione che lo caratterizza, li abbiamo potuti apprezzare per il genuino rapporto con il territorio, il buon livello tecnico ed il profilo sensoriale sostanzialmente corretto, dal rosato al più modaiolo bordolese, compreso questo Merlot con richiamo territoriale grazie ad una piccola aggiunta di Sangiovese. Il risultato pur senza sospetti è poi limitato da una beva che diventa difficile dopo un paio di bicchieri e da un sostenuto livello alcolico che comunque non aiuta nell’abbinamento.
– packaging: L’etichetta di questo vino è particolarmente bella ed attraente, molto elegante e distintiva, ottima scelta dei colori, dei caratteri, della grafica, bel lavoro di rappresentazione del prodotto. La retro etichetta è completa con le informazioni sul vino, l’uvaggio, la denominazione. Continua a leggere
Vino: Chardonnay Fabrizio Bianchi 2007, IGT Toscana
Vitigno: Chardonnay
Produttore: Castello Di Monsanto, Barberino Val D’Elsa (FI)
Sul tema ‘Chardonnay’ prima o poi si cimentano in tanti, e in una terra vocata e altolocata come la Toscana sono appunto moltissimi a cedere alla voglia (o esigenza) di proporre al mercato la propria interpretazione del più conosciuto vitigno a bacca bianca, dovendo o volendo slegarsi dalla consueta vocazione per i ‘rossi’ affermati e non avendo a disposizione nell’area centrale vitigni autoctoni come Vermentino, Ansonica o la vicinissima e stupenda Vernaccia. La mission della cantina di Monsanto è così doppiamente impegnativa, primo per il segno che ha lasciato negli anni ’70 con i primi coraggiosi ed intraprendenti pionieri sostenitori di un vino come appagamento dell’opera dell’uomo, piacere ed espressione culturale, e contribuendo a cancellare in modo definitivo le deleterie e bugiarde immagini del “fiaschetto di vino del contadino”, poi più tardi volendo proporre questa qualità e cultura anche con un vino bianco quindi con alte aspettative. La nostra valutazione è prima di tutto di trovarci con un vino che strizza l’occhio ai mercati di riferimento internazionali ma ben lontano da banalità e scontatezze, un vino che compete quindi con l’alta gamma e da cui non aspettarsi nulla di specificatamente territoriale, piuttosto una delle migliori interpretazioni toscane sul tema Chardonnay in grado saldare e confermare l’alta immagine del brand Toscana nel mondo. Continua a leggere
Vino: Caiarossa Bianco 2008 Toscana IGT
Vitigno: Viognier (50%) e Chardonnay (50%)
Produttore: Caiarossa, Riparbella (PI)
In terra di rossi un bianco da primato, è netta l’introduzione di questo campione prodotto nello splendido areale della Val Di Cecina e di Montescudaio. Per una probabile scelta di marketing non viene utilizzata la Doc medesima ma un più riconoscibile in ambito internazionale appellativo Toscana Igt, il che consente anche una più libera selezione dei vitigni da utilizzare. All’iper classico Chardonnay viene introdotto in blend in uguale percentuale un’uva che dichiaratamente amiamo, il Viognier, il quale è semplicemente un seduttore di profumi ed aromi ed in questo caso grazie all’abilità di produttore ed enologo (si tratta di un team franco-olandese) arriva a risultati di pura eccellenza. Caiarossa è un progetto che arriva dall’estero, capitali stranieri che investono in Toscana in un’area in crescita ma con un’intelligenza diversa (Montescudaio dovrebbe trovare un percorso proprio e diverso dall’ingombrante vicinanza di Bolgheri), con scelte di concreto rispetto ambientale e basso utilizzo di tecnologia, cantina Feng-Shui e agricoltura biodinamica. Questo ‘Bianco’ e tutti i prodotti che durante la nostra visita abbiamo degustato si dimostrano di alta qualità e intelligente peculiarità, oltre alla cortesia di averci accolto per una visita esclusiva con rara competenza. Continua a leggere
Vino: Tenuta Nuova 2006 – Brunello di Montalcino DOCG
Vitigno: Sangiovese Grosso
Produttore: Casanova di Neri, Montalcino (SI)
Sul tavolo un prodotto importante che non è solo un vino ma un’intero “sistema del vino” con annessi gli sviluppi dell’indotto territoriale tra i più importanti e l’immagine di un’intera regione se non dell’intera reputazione italiana nel vino. Nella degustazione bisogna sempre applicare la neutralità e ben conoscere ciò che un vino rappresenta in termini di gusto ed espressione del suo territorio, in tutta onestà quest’ultimo è proprio l’aspetto che meno ci ha convinto di questo affermatissimo vino e prodotto di un’ottima annata. Vino di buon livello e soddisfazione, certamente, ma siamo perplessi di avere ritrovato un gusto quasi omologato tendente alla ‘eleganza internazionale’ piuttosto che all’unicità ilcinese e perciò anche con un prezzo di mercato emblematico, insomma ad occhi chiusi non avremmo ritrovato i descrittori gustativi, sensoriali ed emozionali di Montalcino, talmente la succosità e rotondità sovrastano le caratteristiche più consone al Brunello, di fatto abbiamo un prodotto che rappresenta bene l’alto livello dell’enologia italiana ma anche un vino imitabile e impersonale, che a differenza di un Brunello da ‘purista’ non risulta per nulla emotivo e caratteristico, tendendo a riempire e soddisfare troppo presto la voglia di vino ancor prima di vedere vuota la bottiglia. Tasting aprile 2013. Continua a leggere









