Vino: Tùfico 2009, Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC
Vitigno: Verdicchio
Produttore: Colonnara, Cupramontana (AN)
Cantina Sociale di Cupramontana, storica e da considerare attentamente poiché la qualità dei prodotti è decisamente alta e ad un prezzo popolare. Questo Verdicchio indiscutibilmente territoriale anche per la collocazione geografica proprio al centro delle denominazione ci ha colti di sorpresa già ad una veloce degistazione presso la sede della cantina, la tecnica di produzione ed il risultato sono di assoluto rilievo e non sono casuali le numerose ottime recensioni. Dalla spaziale vista della sommità di Cupramontana ecco un Verdicchio nel pieno del suo vigore a tenere alto il nome consolidato dalla denominazione.
– packaging: Insomma, scelta dei colori discutibile che invecchia un poco la mise grafica e dove di sfuocano i colori dei caratteri, peccato per la comunicazione perché il motivo fondamentale cioà la denominazione fa fatica a leggersi. Buona la retroetichetta con utili ed intelligenti informazioni.
– aspetto visivo: Colore paglierino tenue di riflessi paglierino, archi ampi e densi, veloci.
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Vino: Brunello di Montalcino 2007 Docg
Vitigno: Sangiovese Grosso
Produttore: Banfi, Montalcino (SI)
– packaging: Dunque l’etichetta di questo prodotto è magistrale e bellissima, curata, elegante, evocante, ben comunicante! I brand fondamentali sono a posto e visibili, ricordiamo che Banfi stesso è diventato un brand.
– aspetto visivo: Il colore è rubino con riflessi granato, discreta saturazione colore, archi lenti e fitti.
– aspetto olfattivo: I profumi sono di intensità media, quasi medio bassa, apre con un buon fruttato di ciliegia a cui segue fragola acerba e confettura di fragola, ribes, poi floreale di glicine ed iris, segue poco pepe nero e cannella, accenno di vanigliato e pasticceria, un balsamico di conifera molto leggero, lieve sottobosco e corteccia e una sensazione di polvere.
– aspetto gustativo: Al palato una nota di alcol gioca a scomporre il quadro, l’acidità appare smorzata, pochissima l’astringenza e possiede una struttura che si presenta poco robusta a dispetto delle aspettative, tutti fattori che chiudono il campo di messa a fuoco su sensazioni gustative piuttosto corte. Vino comunque molto fine al palato che riacquista punti nel retrolfatto molto piacevole dove un filo di acidità prosegue diligente con ricordi di frutti di bosco neri (a differenza dell’olfatto), cioccolato, polvere di caffè, sottobosco secco e fogliame, sostanzialmente corretto e che lascia il palato soddisfatto, insomma riporta un po’ le cose a posto. Questo prodotto non subisce estreme variazioni dopo l’apertura ed abbiamo sperimentato un abbinamento molto valido con carne salada e trippa, un po’ meno a suo agio con un controfiletto di manzo. Tasting ottobre 2014
Prezzo 29e, valutazione 6,5/10, value_for_money 5,5/10
Vino: Cancellaia 2009 IGT Toscana
Vitigno: Cabernet Sauvignon 60% Cabernet Franc 40%
Produttore: Pakravan-Papi, Riparbella (PI)
Una cantina da tenere d’occhio per le premesse che ci ha mostrato, da una degustazione completa del catalogo abbiamo avuto un’eccellente impressione confermata da questi esami più approfonditi. Il territorio è quello della denominazione Montescudaio ma la scelta è di un’interpretazione più libera nell’ambito della IGT regionale, il terroir è sul versante nord della dorsale della Val di Cecina, quello insomma più ricco di minerale e che culmina con le colline metallifere fino alla sommità di Volterra, un’area splendida dove questa azienda sorge verso il mare regalando ai fortunati visitatori una vista spaziale in tutte le dimensioni che volete, dall’entroterra al litorale fino alle isole dell’Arcipelago Toscano, Corsica compresa.
– packaging: Etichetta a scudo veramente molto bella, colorata, elegante, fa colpo e richiama, in qualche modo riproduce uno stendardo che richiama un gusto tradizionale. La comunicazione territoriale perde qualcosa poiché il nome Toscana per qualche font in meno passa in secondo piano, considerando che è l’unica cosa comunicabile l’avremo posizionato meglio, anche il retro è piuttosto scarno di informazioni. Nel complesso passa bene l’esame, si tratta quindi di un’azienda recente che può ben permettersi una ricerca sulla grafica che ad oggi appare già molto ricercata e mirata. Continua a leggere
Vino: Bosco 2005 IGT Emilia
Vitigno: Pignoletto, Maligia e Sauvignon
Produttore: Maria Bortolotti, Zola Predosa (BO)
Perbacco quando capita un vino così bisogna rifletterci sopra un bel po’, sono quei tipi di vini che lasci in cantina ‘tot’ tempo non trovandone l’occasione di abbinarli, poi ci fai un progetto gastronomico ragionato ed ecco le soprese, 9 anni ben piazzati e profilo olfatto-gustativo da tesi di laurea. Fare un prodotto così da uve (in maggioranza) Pignoletto è una grande impresa e un gran risultato, certo molto caratteristico e caratteriale, e testimonia la voglia di sperimentare ma anche il saper-fare del vigneron, azienda di cui abbiamo degustato molto con impressioni sempre molto buone.
– packaging: Mah, etichetta così così, l’accostamento dei colori e scelta dei caratteri è luminosa ma non convince, come il vino è una scelta di carattere ma quantomeno la comunicazione non rende bene, peccato perchè invece il testo è scelto con una buonissima sostanza comunicativa.
– aspetto visivo: Nel calice è di colore quasi indefinibile e torbido, quantomeno unico, ambra con riflessi in tonalità, sospensioni evidenti e fondo che permane sulla spalla della bottiglia bordolese, il vino sul bordo del calice se ne sta fermo per mezzo minuto prima di scendere lentissimamente, è tutto bellissimo. Continua a leggere
Vino: ’61 Brut Franciacorta DOCG
Vitigno: Chardonnay 90% e Pinot Nero 100%
Produttore: Guido Berlucchi, Corte Franca (BS)
1961, non uno di più ne uno di meno, fu in quel anno che le esoteriche pratiche champenoise produssero il primo ‘Pinot di Franciacorta’ dando origine al fenomeno che oggi dimostra numeri di una solidità esemplare, numeri di non solo vino ma di tutto l’indotto enoturistico. Tutto fu per mano di Franco Ziliani e Guido Berlucchi, rivoluzionari o sognatori incauti, 40 anni prima del motto ‘stay hungry-stay fool’ tradussero in realtà un progetto tecnicamente avventato ed economicamente imprudente! Come non potere richiamare in etichetta quell’anno? ’61 diventa il nome di una cuveé metodo classico importante nel posizionamento di marketing e significativa nel momento di ‘rientro’ dei prodotti Berlucchi nella denominazione Franciacorta, che con le sue tre milioni e passa di fascette avrà impegnato non poco il Poligrafico di Stato.
– packaging: Esemplare la veste grafica, il tutto non è un marketing casuale ma mirato a supportare l’ambizione del ‘product-name’, molto bello quindi il numero ‘sessantuno’ cerchiato e posto in evidenza con scelta di caratteri e sfondo fini ed eleganti, diventa un immagine originale con un riuscito gioco-effetto vecchio-nuovo, nella semplicità dell’insieme tutto ben comunicante. Retro con frasi mirate che ci raccontano di quell’anno… Ben tornato in Franciacorta Berlucchi.
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Vino: Castello di Brolio Vin Santo del Chianti Classico DOCG 2004
Vitigno: Malvasia
Produttore: Barone Ricasoli, Gaiole in Chianti (SI)
Il Vin Santo è già qualcosa che si presenta bene nel nome, quello tra Siena e Firenze è poi spinto dall’onda del più signorile dei Chianti, che non per niente si definisce ‘Classico’. Vino quindi conosciuto nel nome ma ci scommettiamo poco nei fatti, eppure la tecnica ed il profilo sensoriale sono già nella storia dell’enologia, dunque eccoci al cospetto di un vino prodotto da vendemmie tardive e successivo appassimento in appositi locali come vuole la tradizione divenuta oggi una tecnica enologica sensata. Il nostro proviene da sole uve Malvasia (piuttosto che anche Sangiovese e Trebbiano) e questo ne caratterizza il profilo con toni più gentili, manca insomma la spinta della colonna acida tipica dei vinsanti, e prende una sua strada assolutamente sensata e con ottimi risultati. Vini questi sempre di non facile abbinamento, più che mai da meditazione e ci sognamo di meditare dalla limonaia del Castello di Brolio laddove la vista che spazia su Siena e sul Monte Amiata fa capire cosa rende unico ed inimitabile il paesaggio toscano.
– packaging: Questa etichetta è un “già visto…”, essenziale e un pochino scontata, una semplicità che non guasta mai e sufficiente a dare un tono elegante, ma insomma la troviamo proprio sufficiente. Benone invece le informazioni del retro, poche parole chiare e sensate, così come è estremamente positivo il web aziendale che riporta tutte le informazioni tecniche e gli andamenti stagionali e vendemmiali. Continua a leggere
Vino: Gewurtztraminer 2008, AOC Alsace
Vitigno: Gewurtztraminer
Produttore: Brand et Fils, Ergersheim Alsace (F)
Una regione particolare questa Alsazia, dove si respira aria teutonica ma si parla e si cultureggia in francese, e molto interessante per i suoi bianchi aromatici da uve germaniche e viticultura francese, gulp! E un paio di vini di Brand et Fils li abbiamo molto piacevolmente consumati, si trattava di un eccellente Pinot Bianco, e di questo altrettanto eccellente Gewurtztraminer, vitigni che col Riesling dominano la scena locale dando il nome del varietale alla denominazione, ad uso esclusivo alsaziano. Valuteremo a fine recensione molto positivamente il vino per via della squisita beva ed eccellente equilibrio sensoriale, fatti questi che talvolta sono in bilico con questi vini da uve così nette e decise, divenendo facilmente stancanti. Certo il varietale si sente, il profilo aromatico c’è ma di un tipo di grande bellezza, una volta trovato l’abbinamento giusto è solo un dispiacere trovare la bottiglia vuota troppo rapidamente.
– packaging: Abbastanza bella la presentazione, se non esalta è comunque un’immagine elegante e sussurrata, una sorta di belle epoque rivisitata e modernista, il retro è molto semplice e riporta solo l’appellazione e l’indicazione bio. Non è ricco di informazioni però come sempre un francese non fallisce mai nella comunicazione, Non manca l’indicazione orgogliosa -recoltant- e… avete notato come tutti i vini francesi sono riconoscibili dalla capsula anche quando sono inclinati? Maestri del marketing…
– aspetto visivo: Colore nitido giallo paglierino tenue con riflessi dorati, con archi fitti e densi. Continua a leggere
Vino: Castello Ginori 2008, Montescudaio Doc
Vitigno: Merlot e Cabernet
Produttore: Marchesi Ginori Lisci – Ponteginori (PI)
La Toscana ha il pregio di preservare luoghi idilliaci che costituiscono l’autentica essenza del genius loci che ci aspettiamo, e il borgo di Querceto rappresenta perfettamente questo quadro della Toscana dei tesori rurali, un luogo di vero lusso essenziale ed intimo. I vini dei Marchesi Ginori Lisci, ‘sovrani in questo borgo’, sono per noi una affermata conoscenza, vini spesso di alta qualità ma senza una direzione dove il Castello Ginori è il prodotto di punta, vino di ampia soddisfazione godereccia che appunto ha cambiato spesso direzione addirittura da IGT a Doc, fino a questa versione Montescudaio Doc, risultato ordunque non solo notevole ma sorprendente. Sorprende che da una verticale delle ultime annata avevamo trovato il 2008 meno convincente, e poi nella calma di casa abbiamo scoperto che si, sarà l’annata meno convincente a confronto con 2010 e 2009, ma giocando da solo e bene abbinato si è rivelato un vino di classe non comune. Attendiamo con ansia le degustazioni degli altri vintage che meritano un più lungo affinamento. L’attesa sarà impaziente, Il vino ha fascino proprio per queste sfide, per insegnarti che il risultato di oggi è frutto del lavoro e dell’impegno passato.
– packaging: Non sappiamo se per caso o per strategia ma l’etichetta è comunque perfetta, veste la bottiglia come un’abito di Armani fa con una bella donna! Siluette ad anfora, etichetta a scudo, capsula nera, insieme molto elegante su cui incide benissimo la grafica dell’etichetta, composta, leggibile, molto fine, colori tenui ben scelti con alcuni caratteri in rilievo, ma la carta è di mediocre qualità che si rovina facilmente. Abbastanza buone le note di retro, descrittive e comunicative, ci parlano delle uve, del territorio… e si parla di Maremma ma avremo qualche dubbio in merito… scrivere che siamo in ‘Alta Maremma’ sembra di inseguire un identità più famosa e non ci piace, perché qui siamo nella splendida Val di Cecina, uno dei territori più belli della regione e dei più intatti. Continua a leggere
Vino: Vignapedale Riserva 2009, Castel Del Monte Doc
Vitigno: Nero di Troia
Produttore: Torrevento, Corato (BA)
– packaging: L’etichetta è abbastanza singolare grazie ad un disegno creato dal fustellamento della carta, nel complesso troviamo che la grande dimensione dell’etichetta faccia un po’ confondere la comunicazione non riuscendo a fare focalizzare l’occhio su alcun particolare, anche nel retro perde l’occasione di darci informazioni territoriali e sul vitigno che da qualche anno vive una certa notorietà… nel complesso l’attrattiva rimane sufficiente per la buona estetica totale e tonale.
– aspetto visivo: Il colore è rubino chiaro, produce archi molto fitti, mediamente lenti e lunghi.
– aspetto olfattivo: I profumi mostrano un intensità media, si apre con note belle e ben scandite di ciliegia e lampone, sentori di canditi, note floreali che giungono dal tenore alcolico, speziatura leggera di pepe nero, toni vegetali freschi e balsamico di eucalipto, un accenno polveroso e di terreno, cuoio. Discreta complessità, buona territorialità, buonissima statura.
– aspetto gustativo: Al palato diviene più interessante, mostra acidità e astringenza medie e giustamente calibrate, è lievemente minerale con struttura non robusta ma più che buona manifestando un potenziale di cospicuo invecchiamento. La persistenza è gradevolmente lunga e fatta di sentori piacevoli ed intriganti anche rispetto al naso, Continua a leggere
Vino: Cuprese 2012, Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC
Vitigno: Verdicchio
Produttore: Colonnara, Cupramontana (AN)
La cantina sociale di Cupramontana continua a solleticare il nostro (buon) gusto con prodotti di onesto rilievo come questo Verdicchio Doc praticamente un prodotto base con prestazioni eccellenti, un vino che entra nella nostra ipotetica classifica dei best-buy…
– packaging: Semplice ma diretto e piacevole, solo il nome -Verdicchio- non risalta bene che, ricordiamo essere ben conosciuto all’estero, buona quindi la grafica mentre la comunicazione riceve un buon supporto dal retroetichetta, molto ben fatto con una micro indicazione geografica e belle parole descrittive.
– aspetto visivo: Colore giallo paglierino molto chiaro e tenue con riflessi verdini, produce archi fitti e lenti.
– aspetto olfattivo: Al naso è di intensità media con un bouquet fruttato, nitido e pulito di agrumi e floreale, quindi pompelmo e lieve bergamotto, tropicale con papaya e frutto della passione, poi miele millefiori, decisi fiori di campo, erba tagliata e fieno, anice, te. Pulizia e orizzonte olfattivo tipico, ben presentato.
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