Vino: Cru Perdu Franciacorta DOCG
Vitigno: Chardonnay 70%, Pinot nero 30%
Produttore: Castello Bonomi, Coccaglio (BS)
Vale il gioco ‘scendere’ al limite inferiore della denominazione, sotto il Monte Orfano infatti si sviluppano delle realtà spumantistiche peculiari che hanno il pregio di godere di diverse condizioni climatiche, meno alpine, e di sviluppare contenuti molto interessanti, diremo quasi un’impronta territoriale.
Castello Bonomi possiede una catalogo di ottimi prodotti, alcuni coraggiosi per la cura produttiva, abbiamo quindi scelto questo Cru Perdu che a nostro avviso manifesta doti gustative che permettono di scoprire il territorio, ma anche più semplicemente una reale qualità del prodotto, presentandosi un po’ come biglietto da visita dell’Azienda.
– packaging: Bella veste grafica, poche cosa ma chiare e dirette, raccolte in un’etichetta elegante di fattura pregiata e caratteri in rilievo, comunicazione buona con la denominazione sufficientemente visibile, brand aziendale in evidenza che avendo il nome “Castello…” fa sempre evocare scenari ammalianti, design a forma di scudo, bello e sincero senza andare a scimmiottare la più famosa etichetta a scudo del mondo che in troppi copiano spudoratamente! Retroetichetta con indicazione del degorgement, benissimo. Continua a leggere
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Vino: Passito Di Pantelleria DOC 2004
Vitigno: Zibibbo di Pantelleria (Moscato di Alessandria)
Produttore: Minardi – C/da Karuscia, Pantelleria (TP)
– packaging: Etichetta a pergamena molto carina, se vogliamo al limite del barocco ma l’influenza si può capire… bottiglia snella su cui l’etichetta è ben progettata con i colori ben abbinati, comunicazione corretta, estetica dunque accattivante e buono il retro con corrette ed esaurienti indicazioni.
– aspetto visivo: L’evoluzione ha probabilmente giocato sui colori e al calice si presenta ambra scuro con riflessi marroni, cupo ed opaco, un po’ spento.
– aspetto olfattivo: Al naso l’intensità dei profumi è alta, il bouquet molto seducente apre con belle note fruttate di albicocca secca e surmatura, polpa di fico e confettura di fico, uvetta aromatica e sotto spirito, dattero, mandorla, noce, col passare dei minuti gli elementi secondari ed i terziari evoluti scorrono, abbiamo così miele di acacia, fico d’india, poi note floreali di glicine e genziana, lo speziato lievissimo di zenzero, un tocco di vaniglia, un po’ di caramello, una manciata di erbaceo e di erbe alpine (si, siamo abbastanza convinti dell’aggettivo alpine!), aromi resinosi di macchia mediterranea e un leggerissimo marsala… principio d’ossidazione o forse terziario risultato dell’evoluzione… abbiamo utilizzato dei calici a flute e dobbiamo dire che il risultato della percezione sensoriale olfattiva ne ha guadagnato non poco, aiutando l’espressione del bouquet di questo magnifico vino. Continua a leggere
Vino: Pazzesco 2010 IGT Toscana
Vitigno: Merlot 60% e Syrah 40%
Prduttore: Castello del Trebbio, Pontassieve (FI)
– packaging: Per chi conosce la storia sa il riferimento al nome, la congiura dei Pazzi a cui risale il Castello del Trebbio… l’impostazione grafica proprio non riesce a piacerci, colore blu improbabile, nome fracassante, risultato estetico netto, così così. Daccordo che la riconoscibilità sullo scaffale è assicurata ma questo non è un vino da mostrare sui shelf della Gdo, piuttosto sul canale enoteca dove la vendita assistita può comunque aiutarlo e valorizzare altre caratteristiche decisamente meritevoli piuttosto che per il richiamo estetico.
– aspetto visivo: Nel calice colore rubino a media saturazione senza riflessi, archi molto ampi e abbastanza lenti.
– aspetto olfattivo: Al naso esprime profumi di Intensità quasi medio alta, si presenta con un bouquet di frutti rossi e neri, ciliegia acerba, more e mirtilli stramaturi, confettura di mirtillo, poi pepe nero e poco bianco a cui segue un apporto del legno ben calibrato con pochi ma giusti Continua a leggere
Vino: Salmariano 2010 Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc
Vitigno: Verdicchio
Produttore: Marotti Campi, Morro D’Alba (AN)
– packaging: Etichetta molto curata bella e riuscita nell’insieme, qualche appunto sulla comunicazione dove il nome della denominazione va in secondo piano visivo, peccato poichè la denominazione possiede da parecchio tempo un discreto awareness globale che qui non emerge, ed anche la didascalia ‘Riserva’ non è nella giusta evidenza. Molto belli caratteri e la qualità della carta, ma sopratutto finalmente ci troviamo con un retroetichetta denso di informazioni importanti ed interessanti, qui seriamente c’è la volontà di comunicare al consumatore molte informazioni sulla lavorazione specifica del vino, sulla sua sensorialità, sull’abbinamento.
– aspetto visivo: nel calice mostra un colore giallo paglierino con archi densi e abbastanza spessi, quasi lenti.
– aspetto olfattivo: al naso esprime note pulite e molto piacevoli di media intensità, bouquet floreale netto di fiori d’arancio, margherita, fiori di campo, polline o pappa reale, biancospino,
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Vino: Mandrone 2007, IGT Maremma Toscana
Vitigno: 80% Cabernet Sauvignon, 10% Petit Verdot, 10% Alicante
Produttore: Lohsa, Magliano in Toscana (GR)
Particolare è l’appeal internazionale ottenuto negli ultimi tempi dai prodotti maremmani, spesso con risultati come questi che a fronte di un’ottima qualità presentano prezzi senza l’aggiunta di quel blasone stile supertuscan dei tempi che furono che purtroppo caratterizza molte altre produzione toscane sul genere.
Non da meno è apprezzabile un tratto, un filo di legame territoriale che personalizza questi vini che sfruttano molto bene sia le potenzialità di pregiati vitigni internazionali ma risultando in una chiara interpretazione dove le peculiarità territoriali sono seducenti…
– packaging: Etichetta sufficientemente bella, tradizionalista che non farà effetto ma riesce a comunicare il prodotto e il territorio, le parole Maremma (e) Toscana si trovano in corretta evidenza in modo di comunicare subito di cosa si tratta. Questa grafica non viene più utilizzata nelle ultime produzione, benchè troviamo riuscita anche quella recente, preferiamo una veste più tradizionalista, questa dunque.
– aspetto visivo: Colore rubino scuro impenetrabile e tendente al bordò, qualche residuo visibile, archi molto ampi e abbastanza veloci. Continua a leggere
Vino: Le Mura Saracene 2004 Sagrantino Montefalco DOCG
Vitigno: Sagrantino di Montefalco
Produttore: Goretti, Pila (PG)
– packaging: Etichetta moderna e discretamente preziosa, con un gioco di caratteri in rilievo e colori piuttosto ricercati. Buone le informazioni nel retro presenti anche in inglese. Immagine insomma ricercata ma che deve piacere, sufficientemente bella nel complesso, si lascia ricordare mentre non trasmette e non evoca ne il vino ne il suo territorio, e questo è un errore.
– aspetto visivo: Nel calice il colore è scuro ed impenetrabile, rubino tendente al nero dell’amarena senza riflessi, produce archetti densi e lenti. Notevoli tracce di residui lasciati a fine bottiglia.
– aspetto olfattivo: Al naso l’intensità è media, frutta rossa e foglie secche, focalizziamo meglio ciliegia rossa e frutti di bosco macerati, caco, uvetta, confettura di prugne e di frutti di bosco, caramellato della cugnà, miele seguito da una leggera speziatura di zenzero, poi caramello, vegetale secco, conifera e resinoso, foglie secche di castagno, cuoio. Buonissimo profilo ma con una lieve emersione del sentore alcolico.
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Vino: Brunello di Montalcino DOCG La Casa 2004
Vitigno: Sangiovese grosso
Produttore: Caparzo, Montalcino (SI)
– packaging: L’etichetta trova il suo ambiente in una tavola elegante con una mise vittoriana dove non stonerà mai con i suoi colori tenui e composti, bene così, è accurata nelle parole e comunica tutto nella giusta dimensione dei caratteri manifestando il prodotto non di meno della rinomata docg, con un po’ di scontatezza. E’ la grafica nell’insieme a sembrare piuttosto anonima, il risultato non è proprio originale ma insomma quando si può scrivere Montalcino sull’etichetta meglio non strafare, sarebbe stupidissimo rischiare di sfuocare l’immagine territoriale.
– aspetto visivo: Il colore è rubino scuro molto carico, nel calice crea archetti spettacolari, fitti, fittissimi e densi. Appaiono sospensioni visibili.
– aspetto olfattivo: L’impianto olfattivo risulta di media intensità, le note che appaiono per prime sono di ciliegia e mora, inseguite da una lieve e calibrata nota di legno, poi nocciola, confetture di prugna e di frutti di bosco, cera, caramello e resina, arbusto di quercia, sottobosco di foglia secca, cuoio, erbaceo e crudità ben focalizzate, ma c’è anche una lieve emersione del sentore di alcol. Buono comunque il profilo dove c’è tutta l’evoluzione del sangiovese grosso. Continua a leggere
Puntuale come la pioggia di primavera torna la rassegna agroalimentare di Oleggio, una bella e vera fiera in una cittadina fiera della vita agricola e che ha il pregio di coinvolgere tutto il piccolo borgo con una massiccia partecipazione di pubblico, e alla fine la manifestazione è graziata da una splendida e luminosa giornata, fortunatamente perchè l’organizzazione dell’evento si merita questa fortuna. Ci fa bene, ci mette di buon umore vedere il coinvolgimento del pubblico in un’evento molto agricolo.
Stand agroalimentari a parte, la nostra attenzione è verso la degustazione di alcuni vini della Doc Colline Novaresi, al suo secondo episodio e ancora molto stimolante, sperando che sia anche una conferma dell’unione di intenti dei produttori della zona.
Dunque attraversando la bellissima piazza ed entrando nel palazzo comunale sede dell’evento, salendo la scala ottocentesca e guardando gli affreschi ci chiediamo, come dal Philippe Daverio pensiero, se siamo nati nell’epoca sbagliata… Pensiamo che tutto questo patrimonio architettonico deve avere una collocazione ed una visibilità degna del suo valore storico e culturale, che non possa esistere un piano del territorio che consente ad orribili edifici anni 60-70 di sorgere a ridosso di pezzi di storia imperdibili, eppure succede… ma succederebbe anche che un borgo come questo in Francia sarebbe citato sulle guide e tutelato, questo si. Viene in mente lo skyline di La Morra vista dalla Langa che mostra dalla destra un bel palazzone anni ’60, e dalla cui piazza belvedere-mozzafiato sulla Langa Robert Mondavi disse che dormiamo sul più grande potenziale vitivinicolo del mondo… Lui che ha inventato l’enoturismo stando in un posto dove non c’è il concetto di terroir e millesimo ci ha lasciato un critica che ci fa vergognare.
Quindi non siamo nell’epoca sbagliata, è l’epoca che sbaglia… c’è un filo diretto tra la cultura del territorio e quella della qualità agroalimentare, saranno sempre mille le fatiche dei produttori se non cambia la cultura, se non c’è cultura. Il vino buono, buonissimo, si fa in parecchi luoghi, il vino autentico ha bisogno di un forte legame territoriale, questo Mondavi lo sapeva e lo invidiava. Nel suo piccolo, Oleggio rappresenta bene l’occasione mancata, il territorio ha bisogno di rispetto.
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Vino: Cellarius 2007 Pas Dosé Franciacorta DOCG
Vitigno: Chardonnay 80% e Pinot Nero 20%
Produttore: Guido Berlucchi, Corte Franca (BS)
– packaging: Molto buono il lavoro di immagine, dalla capsula all’etichetta, questa elegantemente sdoppiata ad indicare separatamente il prodotto ed il company brand, senza oscurare l’altro importante brand – Franciacorta – tutto in scala di lettura di chiara visibilità. Intelligentemente bello e con la veste arricchita dalla firma del Fondatore, a guardarlo bene tutto sommato semplice e finalmente con una retroetichetta che racconta qualcosa di consistente sul vino, l’azienda ed il territorio.
– aspetto visivo: Colore giallo paglierino molto chiaro, perlage molto vivo e spumeggiante fino in fondo.
– aspetto olfattivo: Profumi trattenuti di intensità medio bassa, si presenta con note citrine di lime e, crosta di pane e lievito, segue fruttato di pesca noce acerba, fiori di campo e un tono vegetale secco. Note pulite, bouquet non complesso.
– aspetto gustativo: Molto spumeggiante e sapido nel palato, di acidità media-medio bassa e buona struttura, dimensione masticabile, Continua a leggere
Vino: Brunello di Montalcino DOCG 2006
Vitigno: Sangiovese grosso
Produttore: Altesino, Montalcino (SI)
– packaging: Proprio bruttina l’etichetta, bene solo per il nome del vino in evidenza ma le due tonalità della grafica non ci piacciono e la scelta dell’oro come colore dei caratteri non dona l’eleganza che dovrebbe. Risulta anonimo, inoltre il retro non è utilizzato per comunicare informazioni al consumatore.
– aspetto visivo: Il colore è rubino scuro con riflessi violacei e una tendenza al nobile aranciato all’unghia, numerosi gli archetti, fitti e ravvicinati, belli a vedersi, annunciano la statura del prodotto..
– aspetto olfattivo: Impianto di intensità media, apre con note di prugna rossa e più indietro di ciliegia matura, poi frutta secca e dattero, balsamico di eucalipto e pino, floreale di violetta e garofano, leggero fondo di caffè, vegetale di arbusto e fogliame di sottobosco, sono soprattutto gli aspetti del sottobosco ad essere messi a fuoco bene e molto piacevoli e Continua a leggere








