Vino: Barbera D’Asti DOCG Superiore 2010
Vitigno: Barbera
Produttore: Oddero, La Morra (CN)
Grande Barbera prodotta da uve allevate nella Docg astigiana e con caratteristiche agronomiche di rilievo. Il territorio è Vinchio d’Asti, altitudine 250 m, esposizione Sud, fortissima pendenza del suolo, sesto d’impianto improntato a 5300 ceppi/ha, Guyot a controspalliera e viti di 60 anni con resa per ettaro significativamente bassa. Numeri che danno luogo ad una Barbera di grande tecnica, moderna nell’impostazione ma ben salda nel gusto tradizionale ed elegante tipico dell’Astigiano.
– packaging: La grafica dell’etichetta è molto curata e riuscita nell’insieme, colorata con ottimo gusto, attraente quanto basta, discretamente moderna. Retro poco espressiva.
– aspetto visivo: Al calice il colore è rubino carico con riflessi rubino, abbastanza saturo, produce archi lentissimi quasi aggrapparti al vetro, molto spessi.
– aspetto olfattivo: Naso di intensità media, quasi medio-alta, bouquet focalizzato su tonalità fruttate di frutti maturi e succosi, ciliegia e fragola ben mature, secondariamente di mirtillo e di confettura di mirtilli, poi violetta, poi aromi speziati e leggeri di pepe nero e ancor leggera pasticceria, più netta la corteccia bagnata, alloro, sottobosco secco, humus. Ottima presentazione, inizia ad affascinare ed a definirsi il carattere.
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Vino: Champagne Rosé de Macération
Vitigno: 100% Pinot Noir
Produttore: Benoît Lahaye, Bouzy (F)
Sembrava un fronte indissolubile quello delle grandi Maison che presentavano e presentano prodotti incantevoli ma spesso troppo in linea e per nulla sorprendenti. Non è ne nuova ne recente l’apparizione di medio-piccoli produttori che con grande tecnica e passione hanno riempito questo vuoto, facendosi bandiera di produzioni biologiche dove i ‘più grandi’ trovano limiti, portando in vetta i migliori millesimi, enfatizzando profili furttati capaci di esaltarci e di commuoverci, o meglio hanno portato aria fresca nella continuità imprenditoriale dello Champagne, sempre irraggiungibile. Lahaye, produttore parecchio interessante e capace di distinguersi pure con prezzi umani e concorrenziali, un brut ben piazzato e questo rosé sono già prodotti che hanno fatto parlare. Nel merito questo rosé che definiremo ‘tradizionale’ in parte da pinot nero con vinificazione in bianco e leggera permanenza sulle bucce è per noi al secondo tasting che conferma la caratterialità del prodotto, profilo sensoriale ammiccante, elettrico e di ottima tecnica, statura al palato davvero alta, insomma un grande vino per chi ama l’alta cucina.
– packaging: La bottiglia neutra si presenta con il colore molto seducente del vino, giocando un riuscito contrasto con l’etichetta essenziale ma la cui carta a dispetto dell’apparente semplicità nasconde un’ottima qualità, con il simbolo aziendale in rilievo, design diretto e modernista dove troviamo il brand aziendale in vista, l’immancabile denominazione con caratteri dorati ed il nome del vino, nome che è perfetto e pieno di significato per chi conosce come fanno i rosati da quelle parti… che lasciamo il piacere di scoprire. Comunicazione dunque buona, chiara, tuttavia questo modernismo del design non colpisce fino in fondo.
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Vino: Brut Anniversario Franciacorta Docg Vitigno: Chardonnay Produttore: Bersi Serlini, Provaglio D’Iseo (BS) – packaging: Un’insieme di estetiche ricercate fa di questa bottiglia un prodotto molto bello da vedere e molto attraente, al gioco di nuance partecipa il colore intrinseco del vino grazie alla bottiglia trasparente. La veste grafica è molto bella già dalla capsula, l’etichetta è dorata con toni eleganti e fini, preziosa, con caratteri in rilievo, fatta con un film plastico che non si impregna di umidità. – aspetto visivo: Il colore è giallo paglierino tenue con vaghi riflessi verdini, perlage vivo e persistente, bollicina fine. – aspetto olfattivo: Al naso è d’intensità bassa, tendente al medio basso, apre con lieviti di pasticceria ed agrumi, focus particolare su lime e cedro, poi pesca e pescanoce, mela matura, mela verde, ananas, pappa reale, floreale lieve di margherita, una vaga quanto interessante pasticceria tipo biscottino da tè, vegetale di fieno ed erba tagliata, sedano. Oibò una volta tanto un Franciacorta con un bel profilo olfattivo! – aspetto gustativo: Al palato esprime una bella dimensione bilanciata tra un deciso sapido e l’amarognolo che sembrano Continua a leggere
Vino: Macchion Del Lupo 2009 Montescudaio DOC
Vitigno: Cabernet Sauvignon
Produttore: Marchesi Ginori Lisci, Ponteginori (PI)
Rieccoci alle prese con questo ottimo Cabernet già degustato [2006] in diverse annate e sempre degno di nota. Se si conosce la zona da dove proviene si rischia di rimanerne influenzati dalla bellezza, ma stando coi piedi per terra dobbiamo rimanerne ancora più che soddisfatti, la capacità di questo vino di esprimere contemporaneamente il carattere del vitigno e del territorio è affascinante. Non si tratta di un prodotto banale di facile beva, ne si tratta di un vitigno di facile risultato, perlomeno sarebbe facilissimo farlo assomigliare ai tanti e troppi buoni Cabernet tanto fruttati quanto senza carattere, ed è qui che sa esprimere un potenziale parecchio intrigante.
– packaging: Veste molto bella fin dalla capsula, etichetta fine e molto elegante, espressiva e rustica con buona qualità della carta che ne esalta i fini dettagli di stampa. Indicazioni sufficienti del retro.
– aspetto visivo: Nel calice è rubino scuro con alta saturazione colore, archi impressionanti, pesanti, fitti, lenti. Uno spettacolo.
– aspetto olfattivo: L’impianto olfattivo è di intensità medio-alta dove sovrastano gli aromi di frutta rossa ed erbaceo, focus nel dettaglio su ciliegia matura e canditi, ribes, confettura di arancia rossa e di ciliegia, frutta cotta, nocciola, cera, speziato netto di pepe nero e vaga tostatura del legno,
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Vino: VSQ Millesimato 2009
Vitigno: 60% Sangiovese, 20% Pinot Nero, 20% Chardonnay
Produttore: Fèlsina, Castelnuovo Berardenga (SI)
La vitalità chiantigiana è tale da riuscire ad impegnare fronti enologici difficilmente immaginabili, ci siamo molto ben abituati a schiere di IGT di ottimo livello ma difficilmente pensavamo ad un metodo classico, quantomeno di ottima qualità quale questo di Fèlsina, storica e bellissima cantina che gioca ben tre carte vincenti con questi spumanti realizzati con uvaggi dove il Sangiovese è protagonista. Dal profilo olfattivo al palato il vino ci ha subito convinti giocando eccellentemente il suo legame territoriale grazie alla presenza di una buona percentuale di Sangiovese che lo caratterizza nettamente in ottima simbiosi con i più tradizionali vitigni spumantistici, alla fine è il risultato che conta che si posiziona su un livello già alto, capace anche di raccontare qualcosa di sè e della sua origine…
– packaging: Risalta bene e a prima vista la bottiglia solida e pesante, presenta una capsula elegante, un’etichetta ordinata e diretta, niente di che ma ben vestito ed elegante, poche invece le informazioni del retro che avremmo sfruttato meglio.
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Vino: Cuvée Speciale Franciacorta DOCG
Vitigno: Chardonnay 95%, Pinot Bianco 5%
Produttore: Montenisa, Cazzago San Martino (BS)
Una delle più belle cantine di Franciacorta, è particolare da vedere questo insediamento Antinori insito nella attuale proprietà dei Conti Maggi dove l’atmosfera di nobiltà agricola d’altri tempi è realmente suggestiva e la sala di degustazione affrescata è semplicemente un gioiello. L’arrivo di alcuni big di settore dimostra come questa denominazione ‘effervescente’ sia più che mai affermata e redditizia, non sarebbero mancate risorse a questa celeberrima impresa per produrre validi metodo classico ovunque, ed abbiamo già un ottimo esempio con il “Brut Nature”, ma la brillantezza della luce di una denominazione non si inventa, ci vuole almeno un quarto di secolo, perciò eccoci qua in terra lombarda con feeling toscano, dove si producono spumanti che a nostro giudizio si posizionano tra i migliori dell’area.
– packaging: I prodotti Antinori quassù si riconoscono immediatamente dalla micro etichetta molto curata e del tutto riuscita, non solo perc hé è decisamente bella e una volta tanto originale, è anche prodotta con
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Vino: Eugenea 2009, Barbera D’Asti DOCG
Vitigno: Barbera
Produttore: Castello di Razzano, Alfiano Natta (AL)
La Barbera è un vino con alti e bassi, luci ed ombre. Scelte di mercato inopportune spesso lo sacrificano tra le promozioni dello scaffale gdo, per non parlare di azzardate interpretazioni genuine. Ma è poliedrico e può essere sia un eccellente vino della tradizione che un grande vino con spessore e ‘suplesse’, quest’ultima è la caratteristica dei grandi vini di Razzano, vini con -alte luci- che se da un lato perdono la territorialità, dall’altro acquistano in profondità e statura.
– packaging: Questa etichetta stilizzata è un po’ esile nella comunicazione, forse da capire, ma il contrasto bianco-dorato sembra sbilanciato e non attrattivo, c’è qualcosa che non va anche nei font dei caratteri che non fa risaltare alcunché compresa la denominazione, il retro, per quanto personalizzato non comunica e manca di informazioni.
– aspetto visivo: Al calice è di colore rubino molto scuro con ampia saturazione di colore, produce archi veloci e di media ampiezza. E’ presente qualche sospensione.
– aspetto olfattivo: Al naso l’intensità è medio alta e quindi colpisce piacevolmente, si identifica velocemente una composizione di note floreali di rosa e fruttato di fragola surmatura ed in confettura. Seguono frutti di bosco rossi, lampone, altro floreale di geranio, poco pepe nero, conifera, muschio e sottobosco secco di castagneto. Emerge un accenno di alcol e considerando la gradazione non proprio normale è perdonato.
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Compiuto quanto non telegrafico report, un estratto dalla nostra due giorni full-immersion nella fiera che riunisce una consistente parte sana dell’Italia imprenditoriale. E’ visitando questa realtà che ci si rende conto dei fatti, un settore così sano e vitale è ormai cosa infrequente, c’è un fermento prima, durante e dopo che pare di essere nelle fiere degli anni ’80 e ’90 quando sembrava fosse l’industria a regnare, oggi è in buona misura grazie alla terra, al vino, alla convergenza organizzata tra agroalimentare e turismo se abbiamo ancora una statura di un Paese civile e mediamente benestante. Due giorni qui sono come la settimana di addestramento dei Navy Seals, si inizia col traffico rivoluzionato dalla fiera, si va in un girone dantesco di ogni bendiddio enologico, e si finisce col traffico della Verona enomondiale…
Iniziamo dal ramo Franciacorta del padiglione Lombardia, a quell’ora ancora senza la ‘selezione all’ingresso’, poi, vedere per credere la folla ed i bodyguards a limitare gli accessi.
Qualche assaggio flash, Cavalleri Blanc de Blancs, sempre di grande finezza… Tutta la batteria Faccoli è stata entusiasmante, di bellissima pungenza sulla lingua e struttura, lunghi in bocca, con preferenze per Pas Dosè e Rosè, delicato, finissimo e di esuberanza controllata… Berlucchi ’61 Saten, finalmente un ottimo Satèn e c’è poco da aggiungere su questa tipologia che non ha visto le aziende confrontarsi con ardore… Montedelma Pas Dosè, molto particolare al palato, interessante e da approfondire… Biondelli molto interessante il Brut, meno il Satèn… Brut SA Bellavista, ecco un bel vino gentile e bellone, la Cuveé Alma ha più struttura ma anche meno personalità… Lugana, orizzontale completa da Citari con i Lugana più giovani 2014 molto freschi e fruttati, a dispetto dell’annata gli assaggi dimostrano dei buoni vini, meno profondi e già pronti, molto piacevoli, interessanti il rosato Chiaretto e il Garda rosso, da indicare anche il Metodo Classico a lunga permanenza sui lieviti, vino molto elegante e certamente poco muscoloso ma da considerare molto bene tra i metodi classici da autoctoni… In Valtellina, Dirupi, giovane azienda ora molto migliorata, i vini ora
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Vino: Perlé 2007 Trento Doc
Vitigno: Chardonnay
Produttore: Ferrari, Trento
Dopo un attenta degustazione presso la Maison trentina e un sublime pranzo accompaganto da diversi calici nella splendida Locanda Margon, scegliamo i campioni da acquistare, il Perlè ci aveva colpiti per finezza e statura, aspetti confermati dalla nostra degustazione tecnica. Non che le bottiglie di Riserva del Fondatore siano da meno ma è storia a sè stante con il lunghissimo affinamento sui lieviti e il perlage quasi evanescente, molto particolare e quasi unico nel panorama italiano, mentre questo Perlè ha colto il nostro interesse tra la quindicina di milioni di bottiglie in affinamento a fianco dell’Adige…
– packaging: Etichetta che arriva dritta all’occhio, di notevole bellezza ed eleganza, gioco facile c’è un solo brand da comunicare, quello della Casa.
– aspetto visivo: Al calice è giallo paglierino tenue, il perlage è una catena irruenta e cospicua, velocissima. Continua a leggere
Vino: Dosage Zéro 2007 Franciacorta Docg
Vitigno: Chardonnay 50%, Pinot nero 50%
Produttore: Castello Bonomi, Coccaglio (BS)
– packaging: la presentazione del prodotto è interessante, fine ed elegante, risulta riconoscibile e possiede la capacità di comunicare compostamente l’eleganza del prodotto ed una certa statura, senza banalità. Usa caratteri in rilievo su carta di qualità, di grammatura preziosa e resistente all’umidità.
– aspetto visivo: al calice il colore è paglierino tenue , appare accennata la briosità in superficie ed il perlage è regolare e fine.
– aspetto olfattivo: I profumi al naso sono avari, Franciacorta-tipo d’altronde, è fruttato di agrumi, lime, pesca, pescanoce, ananas, favo, fiori di campo, polline, lievito, erbaceo fresco, riprendendo respiro appare ben complesso, anche più della media.
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