Vino: VSQ Millesimato 2009
Vitigno: 60% Sangiovese, 20% Pinot Nero, 20% Chardonnay
Produttore: Fèlsina, Castelnuovo Berardenga (SI)
La vitalità chiantigiana è tale da riuscire ad impegnare fronti enologici difficilmente immaginabili, ci siamo molto ben abituati a schiere di IGT di ottimo livello ma difficilmente pensavamo ad un metodo classico, quantomeno di ottima qualità quale questo di Fèlsina, storica e bellissima cantina che gioca ben tre carte vincenti con questi spumanti realizzati con uvaggi dove il Sangiovese è protagonista. Dal profilo olfattivo al palato il vino ci ha subito convinti giocando eccellentemente il suo legame territoriale grazie alla presenza di una buona percentuale di Sangiovese che lo caratterizza nettamente in ottima simbiosi con i più tradizionali vitigni spumantistici, alla fine è il risultato che conta che si posiziona su un livello già alto, capace anche di raccontare qualcosa di sè e della sua origine…
– packaging: Risalta bene e a prima vista la bottiglia solida e pesante, presenta una capsula elegante, un’etichetta ordinata e diretta, niente di che ma ben vestito ed elegante, poche invece le informazioni del retro che avremmo sfruttato meglio.
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Italia
Vino: Cuvée Speciale Franciacorta DOCG
Vitigno: Chardonnay 95%, Pinot Bianco 5%
Produttore: Montenisa, Cazzago San Martino (BS)
Una delle più belle cantine di Franciacorta, è particolare da vedere questo insediamento Antinori insito nella attuale proprietà dei Conti Maggi dove l’atmosfera di nobiltà agricola d’altri tempi è realmente suggestiva e la sala di degustazione affrescata è semplicemente un gioiello. L’arrivo di alcuni big di settore dimostra come questa denominazione ‘effervescente’ sia più che mai affermata e redditizia, non sarebbero mancate risorse a questa celeberrima impresa per produrre validi metodo classico ovunque, ed abbiamo già un ottimo esempio con il “Brut Nature”, ma la brillantezza della luce di una denominazione non si inventa, ci vuole almeno un quarto di secolo, perciò eccoci qua in terra lombarda con feeling toscano, dove si producono spumanti che a nostro giudizio si posizionano tra i migliori dell’area.
– packaging: I prodotti Antinori quassù si riconoscono immediatamente dalla micro etichetta molto curata e del tutto riuscita, non solo perc hé è decisamente bella e una volta tanto originale, è anche prodotta con
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Vino: Eugenea 2009, Barbera D’Asti DOCG
Vitigno: Barbera
Produttore: Castello di Razzano, Alfiano Natta (AL)
La Barbera è un vino con alti e bassi, luci ed ombre. Scelte di mercato inopportune spesso lo sacrificano tra le promozioni dello scaffale gdo, per non parlare di azzardate interpretazioni genuine. Ma è poliedrico e può essere sia un eccellente vino della tradizione che un grande vino con spessore e ‘suplesse’, quest’ultima è la caratteristica dei grandi vini di Razzano, vini con -alte luci- che se da un lato perdono la territorialità, dall’altro acquistano in profondità e statura.
– packaging: Questa etichetta stilizzata è un po’ esile nella comunicazione, forse da capire, ma il contrasto bianco-dorato sembra sbilanciato e non attrattivo, c’è qualcosa che non va anche nei font dei caratteri che non fa risaltare alcunché compresa la denominazione, il retro, per quanto personalizzato non comunica e manca di informazioni.
– aspetto visivo: Al calice è di colore rubino molto scuro con ampia saturazione di colore, produce archi veloci e di media ampiezza. E’ presente qualche sospensione.
– aspetto olfattivo: Al naso l’intensità è medio alta e quindi colpisce piacevolmente, si identifica velocemente una composizione di note floreali di rosa e fruttato di fragola surmatura ed in confettura. Seguono frutti di bosco rossi, lampone, altro floreale di geranio, poco pepe nero, conifera, muschio e sottobosco secco di castagneto. Emerge un accenno di alcol e considerando la gradazione non proprio normale è perdonato.
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Compiuto quanto non telegrafico report, un estratto dalla nostra due giorni full-immersion nella fiera che riunisce una consistente parte sana dell’Italia imprenditoriale. E’ visitando questa realtà che ci si rende conto dei fatti, un settore così sano e vitale è ormai cosa infrequente, c’è un fermento prima, durante e dopo che pare di essere nelle fiere degli anni ’80 e ’90 quando sembrava fosse l’industria a regnare, oggi è in buona misura grazie alla terra, al vino, alla convergenza organizzata tra agroalimentare e turismo se abbiamo ancora una statura di un Paese civile e mediamente benestante. Due giorni qui sono come la settimana di addestramento dei Navy Seals, si inizia col traffico rivoluzionato dalla fiera, si va in un girone dantesco di ogni bendiddio enologico, e si finisce col traffico della Verona enomondiale…
Iniziamo dal ramo Franciacorta del padiglione Lombardia, a quell’ora ancora senza la ‘selezione all’ingresso’, poi, vedere per credere la folla ed i bodyguards a limitare gli accessi.
Qualche assaggio flash, Cavalleri Blanc de Blancs, sempre di grande finezza… Tutta la batteria Faccoli è stata entusiasmante, di bellissima pungenza sulla lingua e struttura, lunghi in bocca, con preferenze per Pas Dosè e Rosè, delicato, finissimo e di esuberanza controllata… Berlucchi ’61 Saten, finalmente un ottimo Satèn e c’è poco da aggiungere su questa tipologia che non ha visto le aziende confrontarsi con ardore… Montedelma Pas Dosè, molto particolare al palato, interessante e da approfondire… Biondelli molto interessante il Brut, meno il Satèn… Brut SA Bellavista, ecco un bel vino gentile e bellone, la Cuveé Alma ha più struttura ma anche meno personalità… Lugana, orizzontale completa da Citari con i Lugana più giovani 2014 molto freschi e fruttati, a dispetto dell’annata gli assaggi dimostrano dei buoni vini, meno profondi e già pronti, molto piacevoli, interessanti il rosato Chiaretto e il Garda rosso, da indicare anche il Metodo Classico a lunga permanenza sui lieviti, vino molto elegante e certamente poco muscoloso ma da considerare molto bene tra i metodi classici da autoctoni… In Valtellina, Dirupi, giovane azienda ora molto migliorata, i vini ora
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Vino: Perlé 2007 Trento Doc
Vitigno: Chardonnay
Produttore: Ferrari, Trento
Dopo un attenta degustazione presso la Maison trentina e un sublime pranzo accompaganto da diversi calici nella splendida Locanda Margon, scegliamo i campioni da acquistare, il Perlè ci aveva colpiti per finezza e statura, aspetti confermati dalla nostra degustazione tecnica. Non che le bottiglie di Riserva del Fondatore siano da meno ma è storia a sè stante con il lunghissimo affinamento sui lieviti e il perlage quasi evanescente, molto particolare e quasi unico nel panorama italiano, mentre questo Perlè ha colto il nostro interesse tra la quindicina di milioni di bottiglie in affinamento a fianco dell’Adige…
– packaging: Etichetta che arriva dritta all’occhio, di notevole bellezza ed eleganza, gioco facile c’è un solo brand da comunicare, quello della Casa.
– aspetto visivo: Al calice è giallo paglierino tenue, il perlage è una catena irruenta e cospicua, velocissima. Continua a leggere
Vino: Dosage Zéro 2007 Franciacorta Docg
Vitigno: Chardonnay 50%, Pinot nero 50%
Produttore: Castello Bonomi, Coccaglio (BS)
– packaging: la presentazione del prodotto è interessante, fine ed elegante, risulta riconoscibile e possiede la capacità di comunicare compostamente l’eleganza del prodotto ed una certa statura, senza banalità. Usa caratteri in rilievo su carta di qualità, di grammatura preziosa e resistente all’umidità.
– aspetto visivo: al calice il colore è paglierino tenue , appare accennata la briosità in superficie ed il perlage è regolare e fine.
– aspetto olfattivo: I profumi al naso sono avari, Franciacorta-tipo d’altronde, è fruttato di agrumi, lime, pesca, pescanoce, ananas, favo, fiori di campo, polline, lievito, erbaceo fresco, riprendendo respiro appare ben complesso, anche più della media.
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Vino: Tùfico 2009, Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC
Vitigno: Verdicchio
Produttore: Colonnara, Cupramontana (AN)
Cantina Sociale di Cupramontana, storica e da considerare attentamente poiché la qualità dei prodotti è decisamente alta e ad un prezzo popolare. Questo Verdicchio indiscutibilmente territoriale anche per la collocazione geografica proprio al centro delle denominazione ci ha colti di sorpresa già ad una veloce degistazione presso la sede della cantina, la tecnica di produzione ed il risultato sono di assoluto rilievo e non sono casuali le numerose ottime recensioni. Dalla spaziale vista della sommità di Cupramontana ecco un Verdicchio nel pieno del suo vigore a tenere alto il nome consolidato dalla denominazione.
– packaging: Insomma, scelta dei colori discutibile che invecchia un poco la mise grafica e dove di sfuocano i colori dei caratteri, peccato per la comunicazione perché il motivo fondamentale cioà la denominazione fa fatica a leggersi. Buona la retroetichetta con utili ed intelligenti informazioni.
– aspetto visivo: Colore paglierino tenue di riflessi paglierino, archi ampi e densi, veloci.
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Vino: Brunello di Montalcino 2007 Docg
Vitigno: Sangiovese Grosso
Produttore: Banfi, Montalcino (SI)
– packaging: Dunque l’etichetta di questo prodotto è magistrale e bellissima, curata, elegante, evocante, ben comunicante! I brand fondamentali sono a posto e visibili, ricordiamo che Banfi stesso è diventato un brand.
– aspetto visivo: Il colore è rubino con riflessi granato, discreta saturazione colore, archi lenti e fitti.
– aspetto olfattivo: I profumi sono di intensità media, quasi medio bassa, apre con un buon fruttato di ciliegia a cui segue fragola acerba e confettura di fragola, ribes, poi floreale di glicine ed iris, segue poco pepe nero e cannella, accenno di vanigliato e pasticceria, un balsamico di conifera molto leggero, lieve sottobosco e corteccia e una sensazione di polvere.
– aspetto gustativo: Al palato una nota di alcol gioca a scomporre il quadro, l’acidità appare smorzata, pochissima l’astringenza e possiede una struttura che si presenta poco robusta a dispetto delle aspettative, tutti fattori che chiudono il campo di messa a fuoco su sensazioni gustative piuttosto corte. Vino comunque molto fine al palato che riacquista punti nel retrolfatto molto piacevole dove un filo di acidità prosegue diligente con ricordi di frutti di bosco neri (a differenza dell’olfatto), cioccolato, polvere di caffè, sottobosco secco e fogliame, sostanzialmente corretto e che lascia il palato soddisfatto, insomma riporta un po’ le cose a posto. Questo prodotto non subisce estreme variazioni dopo l’apertura ed abbiamo sperimentato un abbinamento molto valido con carne salada e trippa, un po’ meno a suo agio con un controfiletto di manzo. Tasting ottobre 2014
Prezzo 29e, valutazione 6,5/10, value_for_money 5,5/10
Vino: Cancellaia 2009 IGT Toscana
Vitigno: Cabernet Sauvignon 60% Cabernet Franc 40%
Produttore: Pakravan-Papi, Riparbella (PI)
Una cantina da tenere d’occhio per le premesse che ci ha mostrato, da una degustazione completa del catalogo abbiamo avuto un’eccellente impressione confermata da questi esami più approfonditi. Il territorio è quello della denominazione Montescudaio ma la scelta è di un’interpretazione più libera nell’ambito della IGT regionale, il terroir è sul versante nord della dorsale della Val di Cecina, quello insomma più ricco di minerale e che culmina con le colline metallifere fino alla sommità di Volterra, un’area splendida dove questa azienda sorge verso il mare regalando ai fortunati visitatori una vista spaziale in tutte le dimensioni che volete, dall’entroterra al litorale fino alle isole dell’Arcipelago Toscano, Corsica compresa.
– packaging: Etichetta a scudo veramente molto bella, colorata, elegante, fa colpo e richiama, in qualche modo riproduce uno stendardo che richiama un gusto tradizionale. La comunicazione territoriale perde qualcosa poiché il nome Toscana per qualche font in meno passa in secondo piano, considerando che è l’unica cosa comunicabile l’avremo posizionato meglio, anche il retro è piuttosto scarno di informazioni. Nel complesso passa bene l’esame, si tratta quindi di un’azienda recente che può ben permettersi una ricerca sulla grafica che ad oggi appare già molto ricercata e mirata. Continua a leggere
Vino: Bosco 2005 IGT Emilia
Vitigno: Pignoletto, Maligia e Sauvignon
Produttore: Maria Bortolotti, Zola Predosa (BO)
Perbacco quando capita un vino così bisogna rifletterci sopra un bel po’, sono quei tipi di vini che lasci in cantina ‘tot’ tempo non trovandone l’occasione di abbinarli, poi ci fai un progetto gastronomico ragionato ed ecco le soprese, 9 anni ben piazzati e profilo olfatto-gustativo da tesi di laurea. Fare un prodotto così da uve (in maggioranza) Pignoletto è una grande impresa e un gran risultato, certo molto caratteristico e caratteriale, e testimonia la voglia di sperimentare ma anche il saper-fare del vigneron, azienda di cui abbiamo degustato molto con impressioni sempre molto buone.
– packaging: Mah, etichetta così così, l’accostamento dei colori e scelta dei caratteri è luminosa ma non convince, come il vino è una scelta di carattere ma quantomeno la comunicazione non rende bene, peccato perchè invece il testo è scelto con una buonissima sostanza comunicativa.
– aspetto visivo: Nel calice è di colore quasi indefinibile e torbido, quantomeno unico, ambra con riflessi in tonalità, sospensioni evidenti e fondo che permane sulla spalla della bottiglia bordolese, il vino sul bordo del calice se ne sta fermo per mezzo minuto prima di scendere lentissimamente, è tutto bellissimo. Continua a leggere









