Vino: Morellino di Scansano DOCG 2013
Vitigno: 85% Sangiovese, 5% di Ciliegiolo, 7% Alicante, 3% di Colorino
Produttore: Podere 414, Magliano in Toscana (GR)
– packaging: Una presentazione grafica ed estetica molto bella e ricercata, fine ed evocativa, con un’ottima resa della comunicazione che va dalla facile riconoscibilità del prodotto (414, che si vede da lontano prima ancora di avvicinarsi allo scaffale) all’individuazione della denominazione la quale porta con sé il territorio, fino alle intelligenti note di retrocopertina. Rara la cura dei dettagli grafici, da prendere ad esempio.
– aspetto visivo: Di colore rubino vivace, lascia sul calice archi interessanti, fittissimi, stretti e lenti.
– aspetto olfattivo: Naso di intensità medio alta, piacevole ed invitante, avanza con un deciso aroma fruttato di frutti neri e ciliegia, poi poca mandorla, confettura di frutti neri, floreale di glicine ed iris, miele d’acacia, spezie di pepe bianco, poco legno ma più pasticceria, corteccia e arbusto, conifera e pino. Un pochino di alcol pizzica il naso ma nel complesso è corretto e tipico.
– aspetto gustativo: Molto invitante in bocca, di bella e sinuosa beva con un accenno di alcol più moderato, acidità
Toscana
Vino: Piastraia 2009 Bolgheri Doc
Vitigno: Merlot, Cabernet, Sangiovese, Syrah
Produttore: Michele Satta, Castagneto Carducci (LI)
In quel di Bolgheri c’è qualcuno che ha iniziato a fare vino se non proprio tra i fondatori possiamo affermare tra i precursori, Michele Satta è sicuramente tra quelli da contare con le dita di una mano che hanno fortemente creduto nella vocazione della zona, anche quando i terreni erano ancora i possedimenti delle importanti famiglie locali. Un suo grande merito è stata l’affermazione del Sangiovese in un momento dove sembrava che solo i classici bordolesi fossero da considerare, invece la storia ed i fatti raccontano di un ‘Cavaliere’ che ha rotto gli schemi, se la mente non ci inganna forse il primo a farlo con il Sangiovese. Qui abbiamo la sua interpretazione del Bolgheri classico che non poteva non vedere nell’uvaggio il suddetto vitigno, con un livello qualitativo alto ma anche un po’ da fuoriclasse, il che fa un grande piacere, una volta tanto una voce solista fuori dal coro fa rivedere nuovi orizzonti.
– packaging: Grafica seria ma personale, scura ma elegante, bella etichetta distintiva ed impostata similarmente a tutta la linea Satta, orginale l’uso dei caratteri, più che sufficienti le note del retro, buon risultato.
– aspetto visivo: Al calice è di colore rubino molto scuro e quasi totalmente saturo, produce archi molto lenti e molto fitti, molto belli da vedersi.
– aspetto olfattivo: Intensità dei profumi quasi medio alta, avvolge da subito con aromi di frutta rossa, di ciliegia e poi di frutti di bosco neri,
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Vino: Serra dè Cocci 2012 IGT Toscana
Vitigno: Chardonnay 90%, Malvasia 10%
Produttore: Pakravan-Papi, Riparbella (PI)
Non sarà determinante per la qualità dei vini, ma dalla tenuta in quel di Riparbella ‘alta’ nella ‘bassa’ Val di cecina si gode di un panorama che spiega il significato di mozzafiato. Non un vino sottotono nel catalogo, anzi la capacità di interpretare sia gli internazionali che il Sangiovese fanno la differenza, ogni vino di Pakravan Papi ha la sua peculiarità ed il suo carattere, anche nella vinificazione in bianco esiste una nota di merito, di distinzione.
– packaging: Etichetta preziosa, si fa notare con colori belli e armonici, comunicazione a metà strada, ottima per la riconoscibilità del prodotto, una volta tanto proprio bella, un po’ meno efficace dal punto di vista del legame territoriale.
– aspetto visivo: Colore giallopaglierino tenue riflessi paglierino, archi stretti e lenti.
– aspetto olfattivo: Profumi di intensità media, presenta note fruttate di pompelmo stramaturo, esotico di papaya, floreale di acacia -caratterizzante-, camomilla, buona dose di liquirizia, erbaceo fresco, tabacco, lieve rosmarino, lieve quanto intrigante nota di pino e di fumo. Profilo interessante, equilibrio e pulizia con carattere.
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Vino: L’Ornellaia Bolgheri Superiore DOC 2011
Vitigno: 51% Cabernet Sauvignon, 32%, Merlot, 11%, Cabernet Franc, 6% Petit Verdot
Produttore: Tenuta Dell’Ornellaia, Bolgheri – Castagneto Carducci (LI)
Bolgheri possiede una notorietà affermata e matura fondamentalmente grazie a due leader di prodotto, due aziende con filosofie e prodotti fantastici e diversi, che al di là dell’ altissima qualità dei vini soprattutto causano una ricaduta sul territorio, sul mondo del vino e fino al made in Italy con un impatto rilevante. Questo è già abbastanza per avvicinarsi con rispetto ed impegnarsi a capire a fondo questi prodotti di cui, pensare siano solo una griffe del lusso è svilente, differente ad esempio dal settore della moda poiché qui non si cuce l’etichetta ad un prodotto fatto chissaddove, qui abbiamo un successo qualitativo realmente territoriale con una catena che va da chi lavora la terra a chi lavora nel marketing.
Lunga precisazione ma doverosa per rimarcare il nostro distacco dall’atteggiamento odioso di taluni che va dal totale cospetto oppure al distacco per partito preso, noi valutiamo questi vini per quello che sono, certo, ma non possiamo non sapere come essi siano stati capaci almeno in parte di scrivere la storia e di elevare l’immagine del vino italiano al punto che anche il piccolo ne può beneficiare. Senza questi due leader oggi a Bolgheri si coltiverebbero ancora e solo pesche, dei due uno è L’Ornellaia…
Quindi come descriviamo tale vino? A tre anni dal vintage questo Bolgheri Superiore sa già esprimere la sua statura notevole, il suo carattere elegante ma non nobile, la sua ferma autorevolezza. Non è che sia ancora in evoluzione, è ancora immaturo e proprio in definizione, ma quanti altri vini da ‘invecchiamento’ sarebbero in grado di mostrarsi già con questa qualità, con un profilo sensoriale al naso e al palato del tutto formato e corretto e di grande pulizia, in sostanza quanti altri da giovani sanno già dirti chi sono e cosa diverranno? Leggiamo…
– packaging: Quasi obbligata la tradizionale veste grafica neo-classica-vittoriana, armoniosa, delicata, alla francese. Se non si chiamasse Ornellaia rischierebbe di confondersi, ma in casi come questi non succede. Bella dunque l’etichetta che va bene così, non sono questi i vini su cui sperimentare comunicative particolari e soprattutto quando un prodotto è affermatissimo da trent’anni ha già dimostrato tutto. A noi piace molto la delicata grafica di questa(i) prodotto(i).
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Vino: Andanè VSQ
Vitigno: Alicante e Chardonnay
Produttore: Acquagiusta, Tenuta La Badiola, Castiglione della Pescaia (GR)
Guarda un po’ dove e come si va a spumantizzare… forte delle tradizione della sede franciacortina tiriamo fuori dal cilindro una magnum maremmana di metodo classico in prevalenza da uve alicante! Non porta lo stesso nome di famiglia ma l’interesse è tale da costringerci all’acquisto immediato dopo la degustazione presso la splendida Tenuta e nella relativa cantina dell’Acquagiusta.
– packaging: Grossolana la veste grafica anche nei colori, la bottiglia invece è molto bella, la pancia della magnum fa tutt’uno con il bel colore pieno.
– aspetto visivo: All’occhio è buccia di cipolla, saturo e vivo con riflessi salmone, nella rotondità della bottiglia fa una palla che attira lo sguardo.
– aspetto olfattivo: Di intensità medio alta, apre con netto agrumato di pompelmo rosa e frutti di bosco rossi, segue un caratteristico accenno di arancia rossa, delizioso peraltro, un bel tropicale di melograno e ananas, speziato fresco ma fievole di zenzero, pasticceria e crema pasticcera, caramello, fiori di pesco e fiori d’arancio, vegetale erbaceo e di radice, e altro che sembra aloe… con una buona intensità nell’espressione dei profumi e questo bouquet si insinua già ad un primo contatto.
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Vino: Palmazio 2013 IGT Toscana
Vitigno: Vermentino
Produttore: La Piana, Capraia Isola (LI)
– packaging: Immagine complessiva bruttina, la carta dell’etichetta è di mediocre qualità, ma almeno il retroetichetta trasmette una buona informazione utile e carina. Occorrerebbe creare un po’ di awareness, il prodotto d’altronde arriva da un luogo già di per se stesso esclusivo.
– aspetto visivo: Nel calice il colore è un paglierino davvero molto tenue addirittura quasi incolore, con riflessi verdini chiari.
– aspetto olfattivo: Naso di intensità media, apre con un buon fruttato di agrumi maturi, meglio dire di pompelmo giallo, bergamotto, mandarino, poi ananas acerbo, floreale lievissimo di geranio, lieve speziatura di anice, erbaceo con erba fresca, tabacco e fieno, occorre dire delle belle note vegetali, chiude con un pochino di macchia mediterranea, giusto intrigante per questo prodotto isolano.
– aspetto gustativo: Al palato manifesta un apporto del alcol appena percettibile, un’acidità presente e controllata, vino fresco e nel suo vigore, di buona struttura, bilanciato tra mineralità ed un accenno di salmastro che porta una buona sapidità, indispensabile una corretta temperatura di consumo poichè al tendere sopra i 15 gradi tende a sfocalizzare un quadro invece piacevole. Retrolfatto di media lunghezza, coerente nei ricordi. Tasting settembre 2014
Prezzo 11e, valutazione 6,5/10, value_for_money 6/10
Vino: Macchion Del Lupo 2009 Montescudaio DOC
Vitigno: Cabernet Sauvignon
Produttore: Marchesi Ginori Lisci, Ponteginori (PI)
Rieccoci alle prese con questo ottimo Cabernet già degustato [2006] in diverse annate e sempre degno di nota. Se si conosce la zona da dove proviene si rischia di rimanerne influenzati dalla bellezza, ma stando coi piedi per terra dobbiamo rimanerne ancora più che soddisfatti, la capacità di questo vino di esprimere contemporaneamente il carattere del vitigno e del territorio è affascinante. Non si tratta di un prodotto banale di facile beva, ne si tratta di un vitigno di facile risultato, perlomeno sarebbe facilissimo farlo assomigliare ai tanti e troppi buoni Cabernet tanto fruttati quanto senza carattere, ed è qui che sa esprimere un potenziale parecchio intrigante.
– packaging: Veste molto bella fin dalla capsula, etichetta fine e molto elegante, espressiva e rustica con buona qualità della carta che ne esalta i fini dettagli di stampa. Indicazioni sufficienti del retro.
– aspetto visivo: Nel calice è rubino scuro con alta saturazione colore, archi impressionanti, pesanti, fitti, lenti. Uno spettacolo.
– aspetto olfattivo: L’impianto olfattivo è di intensità medio-alta dove sovrastano gli aromi di frutta rossa ed erbaceo, focus nel dettaglio su ciliegia matura e canditi, ribes, confettura di arancia rossa e di ciliegia, frutta cotta, nocciola, cera, speziato netto di pepe nero e vaga tostatura del legno,
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Vino: VSQ Millesimato 2009
Vitigno: 60% Sangiovese, 20% Pinot Nero, 20% Chardonnay
Produttore: Fèlsina, Castelnuovo Berardenga (SI)
La vitalità chiantigiana è tale da riuscire ad impegnare fronti enologici difficilmente immaginabili, ci siamo molto ben abituati a schiere di IGT di ottimo livello ma difficilmente pensavamo ad un metodo classico, quantomeno di ottima qualità quale questo di Fèlsina, storica e bellissima cantina che gioca ben tre carte vincenti con questi spumanti realizzati con uvaggi dove il Sangiovese è protagonista. Dal profilo olfattivo al palato il vino ci ha subito convinti giocando eccellentemente il suo legame territoriale grazie alla presenza di una buona percentuale di Sangiovese che lo caratterizza nettamente in ottima simbiosi con i più tradizionali vitigni spumantistici, alla fine è il risultato che conta che si posiziona su un livello già alto, capace anche di raccontare qualcosa di sè e della sua origine…
– packaging: Risalta bene e a prima vista la bottiglia solida e pesante, presenta una capsula elegante, un’etichetta ordinata e diretta, niente di che ma ben vestito ed elegante, poche invece le informazioni del retro che avremmo sfruttato meglio.
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Vino: Brunello di Montalcino 2007 Docg
Vitigno: Sangiovese Grosso
Produttore: Banfi, Montalcino (SI)
– packaging: Dunque l’etichetta di questo prodotto è magistrale e bellissima, curata, elegante, evocante, ben comunicante! I brand fondamentali sono a posto e visibili, ricordiamo che Banfi stesso è diventato un brand.
– aspetto visivo: Il colore è rubino con riflessi granato, discreta saturazione colore, archi lenti e fitti.
– aspetto olfattivo: I profumi sono di intensità media, quasi medio bassa, apre con un buon fruttato di ciliegia a cui segue fragola acerba e confettura di fragola, ribes, poi floreale di glicine ed iris, segue poco pepe nero e cannella, accenno di vanigliato e pasticceria, un balsamico di conifera molto leggero, lieve sottobosco e corteccia e una sensazione di polvere.
– aspetto gustativo: Al palato una nota di alcol gioca a scomporre il quadro, l’acidità appare smorzata, pochissima l’astringenza e possiede una struttura che si presenta poco robusta a dispetto delle aspettative, tutti fattori che chiudono il campo di messa a fuoco su sensazioni gustative piuttosto corte. Vino comunque molto fine al palato che riacquista punti nel retrolfatto molto piacevole dove un filo di acidità prosegue diligente con ricordi di frutti di bosco neri (a differenza dell’olfatto), cioccolato, polvere di caffè, sottobosco secco e fogliame, sostanzialmente corretto e che lascia il palato soddisfatto, insomma riporta un po’ le cose a posto. Questo prodotto non subisce estreme variazioni dopo l’apertura ed abbiamo sperimentato un abbinamento molto valido con carne salada e trippa, un po’ meno a suo agio con un controfiletto di manzo. Tasting ottobre 2014
Prezzo 29e, valutazione 6,5/10, value_for_money 5,5/10
Vino: Cancellaia 2009 IGT Toscana
Vitigno: Cabernet Sauvignon 60% Cabernet Franc 40%
Produttore: Pakravan-Papi, Riparbella (PI)
Una cantina da tenere d’occhio per le premesse che ci ha mostrato, da una degustazione completa del catalogo abbiamo avuto un’eccellente impressione confermata da questi esami più approfonditi. Il territorio è quello della denominazione Montescudaio ma la scelta è di un’interpretazione più libera nell’ambito della IGT regionale, il terroir è sul versante nord della dorsale della Val di Cecina, quello insomma più ricco di minerale e che culmina con le colline metallifere fino alla sommità di Volterra, un’area splendida dove questa azienda sorge verso il mare regalando ai fortunati visitatori una vista spaziale in tutte le dimensioni che volete, dall’entroterra al litorale fino alle isole dell’Arcipelago Toscano, Corsica compresa.
– packaging: Etichetta a scudo veramente molto bella, colorata, elegante, fa colpo e richiama, in qualche modo riproduce uno stendardo che richiama un gusto tradizionale. La comunicazione territoriale perde qualcosa poiché il nome Toscana per qualche font in meno passa in secondo piano, considerando che è l’unica cosa comunicabile l’avremo posizionato meglio, anche il retro è piuttosto scarno di informazioni. Nel complesso passa bene l’esame, si tratta quindi di un’azienda recente che può ben permettersi una ricerca sulla grafica che ad oggi appare già molto ricercata e mirata. Continua a leggere









