Vino: Satén Franciacorta DOCG
Vitigno: Chardonnay
Produttore: Bersi Serlini, Provaglio d’Iseo (BS)
– packaging: La gabbietta di metallo di filo bordò è molto fine, l’etichetta elaborata è molto elegante ed armonica, con dei richiami estetici champagnigni che non guastano, nel complesso bella ed elegante, adatta alla statura che un vino spumante metodo classico dovrebbe trasmettere. Ma non capiamo il significato del nome che si è voluto per questo vino: “Collection Terroir Bersi-Serlini”, una parola inglese, una francese, poi il nome aziendale, ci sembra di dubbio significato e con attrattiva funzionale forse sul consumatore occasionale ma che rischia di banalizzare il prodotto, oltre che i richiami linguistici francesizzanti su un metodo-classico sono di fatto un riconoscimento occulto ai principali competitors.
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Vino: Scialo 2007 – IGT Sicilia
Vitigno: Nero D’Avola e Sirah
Produttore: Viticoltori Associati, Canicattì (AG)
Due vitigni che in blend fanno quattro… le caratteristiche di corposità e fruttato sono per entrambi, Nero d’Avola e Sirah particolarmente spiccate, eppure sembra che agli enologi siciliani il risultato piaccia. A noi francamente la concentrazione di fruttato che ne deriva difficilmente ci convince, e alla fine troviamo anche una beva piuttosto forzata e un risultato finale che accentua il carattere meridionale del prodotto estremizzandolo un poco. In questo vino la succosità e rotondità al palato in un primo momento appare come una pratica di concentrazione ma potrebbe trovare conferma anche nella somma dei caratteri varietali dei due vitigni che ne diventa un vino ingombrante e stancante troppo presto.
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I vini delle colline moreniche del Ticino – Oleggio (NO) 1 maggio 2013
La Fiera Agricola di Oleggio è sempre stato un evento coinvolgente e riuscito, la partecipazione di espositori e pubblico nel corso degli anni ha mantenuto costantemente una grande quota, e in definitiva la qualità dei prodotti proposti, il clima agreste e la bellezza agricola del borgo interamente chiuso al traffico ne fa tra la miriade di eventi sui generis, uno dei migliori da sempre.
Questa volta è stato inserito un evento molto consono alla manifestazione e che in un certo senso mancava proprio: “I vini delle colline moreniche del Ticino”, iniziativa di esposizione e degustazione dei vini quasi a kilometro zero e nell’ambito della più vasta Doc Colline Novaresi, pochi i produttori quindi, selezionati nelle ‘campagne’ circostanti, poi, come abbiamo avuto il piacere di costatare, di grande competenza e con inaspettata ottima qualità dei vini! L’inaspettata qualità è più una nostra scusante, stava a noi interessarci prima di questo areale, ma crediamo anche che negli ultimi anni ci sia stato un impegno anche innovativo verso la crescita qualitativa.
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Vinum – Alba (CN) 27 aprile 2013
Una manifestazione sul vino ad Alba crea una certa attesa ed emana un sicuro richiamo, dovrebbe almeno, eppure il pubblico non pareva quello degli eventi culturali e di degustazione sul tema del vino, del vino come lo si può intendere nella capitale delle Langhe, ovvero dell’arte e dell’imprenditorialità del vino. Il pubblico sembrava più quello di un momento festaiolo, interessato alla quantità a disposizione, al costo-per-drink, insomma ad un happy-hour allargato, e di questo non può che essere responsabile la poca e sbagliata comunicazione, sbagliata considerando il risultato di immagine e ricaduta di interesse, corretta forse se si puntava a riempire la location e dare notizia poi del successo dell’evento.
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Vino: Campordigno 2006, Montescudaio DOC
Vitigno: Merlot 85%, Sangiovese 15%
Produttore: Marchesi Ginori Lisci – Ponteginori (PI)
Questo vino appartiene alla denominazione pisana di Montescudaio, zona di eccellente bellezza paesaggistica, ed è prodotto nella cantina all’interno di uno dei borghi più caratteristici e belli dell’intera Toscana: Querceto. Qui la famiglia Ginori-Lisci ha una residenza storica e le cantine appunto distribuite nei palazzi medievali, intorno una vastissima foresta e a pochi kilometri dal mare. I vini prodotti hanno tutti delle ottime caratteristiche ed ognuno ha la propria espressione che lo caratterizza, li abbiamo potuti apprezzare per il genuino rapporto con il territorio, il buon livello tecnico ed il profilo sensoriale sostanzialmente corretto, dal rosato al più modaiolo bordolese, compreso questo Merlot con richiamo territoriale grazie ad una piccola aggiunta di Sangiovese. Il risultato pur senza sospetti è poi limitato da una beva che diventa difficile dopo un paio di bicchieri e da un sostenuto livello alcolico che comunque non aiuta nell’abbinamento.
– packaging: L’etichetta di questo vino è particolarmente bella ed attraente, molto elegante e distintiva, ottima scelta dei colori, dei caratteri, della grafica, bel lavoro di rappresentazione del prodotto. La retro etichetta è completa con le informazioni sul vino, l’uvaggio, la denominazione. Continua a leggere
Vino: Gattinara DOCG 2001
Vitigno: Nebbiolo
Produttore: Bianchi, Sizzano (NO)
Ecco un campione di sobria (!) veracità vinicola, potremmo descriverlo con una contraddizione: semplice ma importante. Semplice perché è schietto e arriva al punto con i profumi e sentori che contano, peculiari e composti solo con discreta complessità, poi importante perché il vitigno nebbiolo è capace di portare a grandi vini e il Gattinara ne è un ambasciatore, questo poi molto concreto. Forse un po’ duro, ma talmente genuino nel suo essere territoriale e nella capacità di descrivere l’Alto Piemonte che si pone tra i meglio riusciti dell’areale, ad un prezzo irresistibile. A dir poco straordinario nella freschezza che ha manifestato dopo più di 12 anni dalla vendemmia. Muscoli fini…
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Vino: Cimixà L’Antico 2011, Portofino DOC
Vitigno: Çimixà
Produttore: Bisson, Chiavari (GE)
Questo produttore ha doti piuttosto rare da quelle parti, imprenditorialità e lungimiranza, grazie a cui dispone di un’ampia gamma di vini tutti interessanti e territoriali, e tra tutti questo vino non ha mancato di attrarre la nostra attenzione, ripagandoci poi con l’ottima degustazione. La Cimixa, ancora non ben identificata nella parola che diventa anche Cimixià, Scimiscià, Cimicà ed altre quattro o cinque varianti dialettali, ha rischiato l’estinzione se non fosse stato per la lungimiranza di alcuni appassionati che l’hanno cercata, recuperata e rimessa a dimora, riportando ad oggi questa vite che una volta vinificata ha mostrato nella degustazione doti di pura eccellenza e una performance sorprendente ed inaspettata.
Questa rubrica è dedicata a tutti coloro che nel weekend preferiscono stare a casa, in famiglia o in compagnia di amici, tutti quelli che amano cucinare e che non rinunciano a vini e prodotti di qualità.
Quando abbiamo pensato all’abbinamento per il Caiarossa Bianco, abbiamo deciso di selezionare un menù ricco di contrasti ricercati, piatti poveri seguiti da ricette elaborate, ricette tradizionali accompagnate da ricette creative. Sicuramente si tratta di un menù selezionato e impegnativo in termini di tempo di elaborazione e preparazione, ma assolutamente di successo.
Tema unificante la consistenza cremosa e vellutata dei simboli della nostra gastronomia tradizionale, cioè zuppe, minestre, creme, interpretate seguendo le numerose varianti, le quali possono ben essere antipasto, trasformarsi in un primo, accompagnare un secondo, oppure troneggiare come piatto unico.
Antipasto: vellutata di topinambur al profumo di liquirizia, mozzarella di bufala
Primo piatto: zuppa di cipolle all’ italiana all’aroma di pistacchi
Secondo piatto: mazzancolle con crema di zucca
Abbinamento: Caiarossa Bianco 2008 Toscana Igt, Caiarossa
Vino: Chardonnay Fabrizio Bianchi 2007, IGT Toscana
Vitigno: Chardonnay
Produttore: Castello Di Monsanto, Barberino Val D’Elsa (FI)
Sul tema ‘Chardonnay’ prima o poi si cimentano in tanti, e in una terra vocata e altolocata come la Toscana sono appunto moltissimi a cedere alla voglia (o esigenza) di proporre al mercato la propria interpretazione del più conosciuto vitigno a bacca bianca, dovendo o volendo slegarsi dalla consueta vocazione per i ‘rossi’ affermati e non avendo a disposizione nell’area centrale vitigni autoctoni come Vermentino, Ansonica o la vicinissima e stupenda Vernaccia. La mission della cantina di Monsanto è così doppiamente impegnativa, primo per il segno che ha lasciato negli anni ’70 con i primi coraggiosi ed intraprendenti pionieri sostenitori di un vino come appagamento dell’opera dell’uomo, piacere ed espressione culturale, e contribuendo a cancellare in modo definitivo le deleterie e bugiarde immagini del “fiaschetto di vino del contadino”, poi più tardi volendo proporre questa qualità e cultura anche con un vino bianco quindi con alte aspettative. La nostra valutazione è prima di tutto di trovarci con un vino che strizza l’occhio ai mercati di riferimento internazionali ma ben lontano da banalità e scontatezze, un vino che compete quindi con l’alta gamma e da cui non aspettarsi nulla di specificatamente territoriale, piuttosto una delle migliori interpretazioni toscane sul tema Chardonnay in grado saldare e confermare l’alta immagine del brand Toscana nel mondo. Continua a leggere
Vino: Caiarossa Bianco 2008 Toscana IGT
Vitigno: Viognier (50%) e Chardonnay (50%)
Produttore: Caiarossa, Riparbella (PI)
In terra di rossi un bianco da primato, è netta l’introduzione di questo campione prodotto nello splendido areale della Val Di Cecina e di Montescudaio. Per una probabile scelta di marketing non viene utilizzata la Doc medesima ma un più riconoscibile in ambito internazionale appellativo Toscana Igt, il che consente anche una più libera selezione dei vitigni da utilizzare. All’iper classico Chardonnay viene introdotto in blend in uguale percentuale un’uva che dichiaratamente amiamo, il Viognier, il quale è semplicemente un seduttore di profumi ed aromi ed in questo caso grazie all’abilità di produttore ed enologo (si tratta di un team franco-olandese) arriva a risultati di pura eccellenza. Caiarossa è un progetto che arriva dall’estero, capitali stranieri che investono in Toscana in un’area in crescita ma con un’intelligenza diversa (Montescudaio dovrebbe trovare un percorso proprio e diverso dall’ingombrante vicinanza di Bolgheri), con scelte di concreto rispetto ambientale e basso utilizzo di tecnologia, cantina Feng-Shui e agricoltura biodinamica. Questo ‘Bianco’ e tutti i prodotti che durante la nostra visita abbiamo degustato si dimostrano di alta qualità e intelligente peculiarità, oltre alla cortesia di averci accolto per una visita esclusiva con rara competenza. Continua a leggere









