Vino: Castello di Brolio Vin Santo del Chianti Classico DOCG 2004
Vitigno: Malvasia
Produttore: Barone Ricasoli, Gaiole in Chianti (SI)
Il Vin Santo è già qualcosa che si presenta bene nel nome, quello tra Siena e Firenze è poi spinto dall’onda del più signorile dei Chianti, che non per niente si definisce ‘Classico’. Vino quindi conosciuto nel nome ma ci scommettiamo poco nei fatti, eppure la tecnica ed il profilo sensoriale sono già nella storia dell’enologia, dunque eccoci al cospetto di un vino prodotto da vendemmie tardive e successivo appassimento in appositi locali come vuole la tradizione divenuta oggi una tecnica enologica sensata. Il nostro proviene da sole uve Malvasia (piuttosto che anche Sangiovese e Trebbiano) e questo ne caratterizza il profilo con toni più gentili, manca insomma la spinta della colonna acida tipica dei vinsanti, e prende una sua strada assolutamente sensata e con ottimi risultati. Vini questi sempre di non facile abbinamento, più che mai da meditazione e ci sognamo di meditare dalla limonaia del Castello di Brolio laddove la vista che spazia su Siena e sul Monte Amiata fa capire cosa rende unico ed inimitabile il paesaggio toscano.
– packaging: Questa etichetta è un “già visto…”, essenziale e un pochino scontata, una semplicità che non guasta mai e sufficiente a dare un tono elegante, ma insomma la troviamo proprio sufficiente. Benone invece le informazioni del retro, poche parole chiare e sensate, così come è estremamente positivo il web aziendale che riporta tutte le informazioni tecniche e gli andamenti stagionali e vendemmiali. Continua a leggere
Toscana
Vino: Castello Ginori 2008, Montescudaio Doc
Vitigno: Merlot e Cabernet
Produttore: Marchesi Ginori Lisci – Ponteginori (PI)
La Toscana ha il pregio di preservare luoghi idilliaci che costituiscono l’autentica essenza del genius loci che ci aspettiamo, e il borgo di Querceto rappresenta perfettamente questo quadro della Toscana dei tesori rurali, un luogo di vero lusso essenziale ed intimo. I vini dei Marchesi Ginori Lisci, ‘sovrani in questo borgo’, sono per noi una affermata conoscenza, vini spesso di alta qualità ma senza una direzione dove il Castello Ginori è il prodotto di punta, vino di ampia soddisfazione godereccia che appunto ha cambiato spesso direzione addirittura da IGT a Doc, fino a questa versione Montescudaio Doc, risultato ordunque non solo notevole ma sorprendente. Sorprende che da una verticale delle ultime annata avevamo trovato il 2008 meno convincente, e poi nella calma di casa abbiamo scoperto che si, sarà l’annata meno convincente a confronto con 2010 e 2009, ma giocando da solo e bene abbinato si è rivelato un vino di classe non comune. Attendiamo con ansia le degustazioni degli altri vintage che meritano un più lungo affinamento. L’attesa sarà impaziente, Il vino ha fascino proprio per queste sfide, per insegnarti che il risultato di oggi è frutto del lavoro e dell’impegno passato.
– packaging: Non sappiamo se per caso o per strategia ma l’etichetta è comunque perfetta, veste la bottiglia come un’abito di Armani fa con una bella donna! Siluette ad anfora, etichetta a scudo, capsula nera, insieme molto elegante su cui incide benissimo la grafica dell’etichetta, composta, leggibile, molto fine, colori tenui ben scelti con alcuni caratteri in rilievo, ma la carta è di mediocre qualità che si rovina facilmente. Abbastanza buone le note di retro, descrittive e comunicative, ci parlano delle uve, del territorio… e si parla di Maremma ma avremo qualche dubbio in merito… scrivere che siamo in ‘Alta Maremma’ sembra di inseguire un identità più famosa e non ci piace, perché qui siamo nella splendida Val di Cecina, uno dei territori più belli della regione e dei più intatti. Continua a leggere
Vino: Le Volte 2012, IGT Toscana
Vitigno: 50% Merlot, 30% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon
Produttore: Ornellaia, Loc. Bolgheri, Castagneto Carducci (LI)
A quale prezzo entrare nel mondo Ornellaia? Le Volte chiede un impegno più che ragionevole e come entry-level è un ottimo risultato anche intelligente, lontano da banalità e da sofismi si pone un po’ a sè stante rispetto agli altri prodotti Ornellaia, non solo per la disparità del prezzo. Questo prodotto è un’altra cosa ma stiamo sottolineando la validità del risultato sensoriale olfattivo-gustativo che lo rende un vino di discreto carattere senza farsi schiacciare dai parenti ingombranti ed onorando il nome di famiglia.
– packaging: Delicata immagine in acquerello, il nome si pone leggermente più in evidenza rispetto al ‘cognome’, un ovvia scelta di comunicazione atta ad evitare ogni confusione al consumatore meno attento, ci leggiamo ancora la volontà di mantenerlo distaccato. Buona in definitiva l’immagine comunicata, elegante, quasi sussurrata, bilanciata.
– aspetto visivo: Il colore è rubino scuro ma non del tutto saturo, riflessi violacei, archi abbastanza spessi e veloci. Continua a leggere
Vino: Tignanello 2006 IGT Toscana
Vitigno: 85% Sangiovese, 10% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc
Produttore: Tenuta di Tignanello Marchesi Antinori, San Casciano Val di Pesa (FI)
Al cospetto di un vino protagonista dell’enologia italiana e che ha potuto fare storia di sè e del vino italiano, l’introduzione è dovuta. Ma anche quando ci si trova davanti a queste credenziali la missione rimane comunque introspettiva del profilo olfatto-gustativo e… per essere brevi diciamo che Tignanello mantiene fede alla sua statura senza meravigliare più di tanto, chi dirà che non vale lo farà seguendo il proprio gusto, tuttavia troviamo quasi impossibile non apprezzarlo (molto). Oggigiorno nella stessa magica terra chiantigiana abbiamo parecchi esempio di eclatanti Chianti Classico di simile calibro, ma, ma… non dimentichiamo che il risveglio del Chianti e la sua elevazione a Chianti Classico sono dovuti anche al Tignanello e agli uomini che lo hanno creato.
– packaging: Etichetta sobria, austera, molto fine ed elegante che definiremo ‘Francescana’. Al di là di essere ormai storica, affermata e nota, i suoi toni, caratteri, colori sono abbinati fin troppo bene nell’insieme a comunicare benissimo la classe del prodotto. A noi è piaciuta molto con il suo stile classico ‘caldo’ ed anche le parole scelte per raccontare del vino e del territorio le troviamo efficaci ed evocative. Continua a leggere
Vino: Rocca di Frassinello 2006, IGT Maremma Toscana
Vitigno: 20% Merlot, 20% Cabernet Sauvignon, 60% Sangiovese
Produttore: Rocca di Frassinello – Gavorrano (GR)
Analizziamo uno dei prodotti di punta della spettacolare cantina di Castellare e Baron De Rothschild-Lafite, dopo l’eccellente entry-level, ed il performante medium, questo vino diventa importante anche nel prezzo e conferma l’elevata qualità dei prodotti di Gavorrano.
– packaging: Capsula rossa molto elegante, etichetta essenzialmente bella per questo tipo di vino, fine, elegante, quasi sussurrata, carta di qualità molto curata, comunicazione complessivamente riuscita ma è carente la retroetichetta
– aspetto visivo: Nel calice appare di colore rubino scuro impenetrabile, con lievi riflessi mattone leggermente aranciati, archetti fitti e lentissimi. Già così dice molto della sua sostanza.
– aspetto olfattivo: Bouquet di intensità medio bassa, rimane timido anche ben dopo l’apertura e con temperatura sostanzialmente corretta che passa dai 18° ai 20°, profumi quindi che rimangono stranamente trattenuti. Si presenta con aromi di lampone e ciliegia, maturi e sotto spirito, uva aromatica, confettura di prugna, un inebriante floreale sorretto anche dal tenore alcolico, poi un bel miele balsamico e pappa reale, pepe nero e un bel caffè tostato che ricorda i liquori al caffè, Continua a leggere
Vino: Filare18 2010, Toscana IGT
Vitigno: Cabernet Franc
Produttore: Casa Dei, Suvereto (LI)
– packaging: Immagine giocata su temi moderni ma soggettivi, non ci piacciono la geometria ed i colori che troviamo poco efficaci e anche un po’ banali, vero che tuttavia sono anche distintivi, ma non attrattivi, la parola Toscana che aiuta sempre la troviamo in terzo piano. Un’immagine che risulta di basso appeal e senza richiami importanti di denominazione dice poco e necessita di un ruolo del marketing in grado di fare leva su altri canali, ad esempio una vendita assistita su settori specialistici in cui questo vino è in grado di figurare bene per l’ottima qualità intrinseca, ma appunto con un prezzo che richiede una spinta.
– aspetto visivo: Il colore è deciso rubino intenso e carico, con archi non molto spessi, ampi e veloci.
– aspetto olfattivo: Al naso esprime un interessante profilo di media intensità, si colgono da subito sottobosco secco e frutta rossa, nel dettaglio abbiamo note di frutti di bosco, prugna cotta, confettura di frutti di bosco, floreale di violetta, poi apporti del legno ben calibrati con poca vaniglia e pasticceria, una lieve tostatura e poco chiodo di garofano, seguono belle e nette note erbacee di erba tagliata e foglie secche, e compare anche un apporto balsamico lieve ma caratterizzante. Continua a leggere
Vino: Brut Nature VSQ
Vitigno: Chardonnay e Pinot Nero
Produttore: Marchesi Antinori, San Casciano Val Di Pesa (FI)
Nello sconfinato catalogo Antinori quasi dimenticato in un’angolo c’è questo discreto spumante Metodo Classico che un certo interesse lo merita fosse solo per il cognome che porta. Forse anche messo in secondo piano dal brand Montenisa in Franciacorta dove la famiglia produce eccellenti metodi classici, è comuqnue un vino degnamente apprezzabile, addirittura l’unico che abbiamo avuto voglia di acquistare nel deludente shop della titanica cantina di Bargino ma dopo averlo provato nel gradito aperitivo servito all’eccellente ristorante attiguo, Rinuccio 1180. Quindi avendolo, apriamolo e proviamolo, ed apprezziamolo…
– packaging: La capsula colpisce per il microdettaglio e la bellezza della riproduzione dello stemma dei Savoia che richiama la linea diretta di fornitura degli Antinori, mentre l’etichetta è nella normalità e risulta anche piuttosto vecchiotta, certo non ha doti importanti di denominazione da comunicare essendo un VSQ, ma a nostro avviso questa è un’azienda a cui non mancano risorse per curare i dettagli importanti del visual-marketing. Il nome richiama il brand conosciuto, bene, ma poi c’è un anonimato generale e alla fine non ci piace, sembra un prodotto che va a completare un catalogo senza interesse particolare, eppure vedremo che è ben fatto. Considerando che nemmeno sul sito internet, ne sulla scheda tecnica, troviamo la descrizione dell’uvaggio, questo prodotto prende una sonora insufficienza in comunicazione. Continua a leggere
Vino: Valénte 2011, IGT Toscana
Vitigno: 70% Sangiovese, 30% ciliegiolo, foglia tonda e pugnitello
Produttore: Podere Il Castellaccio, Castagneto Carducci (LI)
Ecco una recensione figurativamente ‘inquadrettata’, fate finta che ci sia il bordo rosso e considerate con attenzione questo prodotto parchè vi sono usati vitigni singolari e quasi unici in un territorio vocato ai bordolesi, vitigni tra cui troviamo il Sangiovese e per la serie ‘da queste parti non viene bene…’, come se i mitici Grattamacco o Cavaliere fossero acqua fresca! Dunque non solo questo vino è venuto bene e benvenuto, di più, manifesta un’eccellente qualità intrinseca, un carattere suo, proprio, personale, straziantemente bello, un vino insomma che sarebbe un po’ fuori dagli schemi anche laddove il Santo Giovese è di casa, un po’ un ricordo d’altri tempi ma molto ben attualizzato, una piacevolissima sorpresa. Amiamo i nostri Bolgheri imponenti e seriosi perciò non vogliamo rileggere il copione della tiritera dei bordolesi sempre uguali, sicuramente il Valénte anche per questo essere così diverso è sorprendente, il fare un vino-così-proprio-qui è una sfida che già ci piace parecchio, e alla fine ciò che conta è un risultato eccellente…
– packaging: Originale la grafica dell’etichetta che riesce ad evocare efficacemente il carattere del prodotto distinguendosi dallo snobismo serioso del luogo e senza intricarsi dentro tradizioni che lì appunto non ci sono, ottima l’idea di riprodurre le macchie del fondo bottiglia, con poche parole, dirette, e con il brand Toscana in secondo piano ma che non sfugge. Scarna l’etichetta posteriore, sarebbe stato interessante saperne di più.
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Vino: Riserva Sassello 2007 Chianti Classico DOCG
Vitigno: Sangiovese
Produttore: Castello di Verrazzano, Greve in Chianti (FI)
Amiamo questa regione a sè stante tra le valli del Grevepesa e D’Elsa a tal punto che il suo vino è uno dei pochi di cui sentiamo l’astinenza. Ci capita in estate quando privilegiamo vini meno robusti, ma anche se per alcune settimane degustiamo altri vini… allora sentiamo la mancanza di Chianti Classico proprio come l’astinenza di un elemento che va in simbiosi con il metabolismo. Venendo al dunque, è nostro parere che l’area del Chianti Classico offra una qualità media molto alta con poche eccezioni verso lo scarso ed alcune di rilievo verso l’eccellenza, la Riserva Sassello di Verrazzano è tra queste ultime. Prodotto glorioso inizialmente immolato fuori dagli schemi delle denominazioni e per la causa del Sangiovese in purezza, negli allora anni ’80 si seguiva l’orma già intrapresa da un pugno di intrepidi nominati dalla storia ‘I Supertuscan’, ovvero coloro che sfidavano le imposizioni di disciplinari assurdamente ‘tradizionali’ per produrre vini che cambiarono la storia e la collocazione del vino italiano nel mondo, e col Sassello ci troviamo di fronte ad uno dei cavalieri dell’epoca. Poi, il produttore una volta vinta la battaglia del disciplinare sceglie di fare rientrare nel Chianti Classico il suo gioiello, contribuendo non poco a distinguere ed elevare il livello qualitativo della DOCG, siamo nel ‘96.
Il nostro esemplare è stato acquistato dal produttore un paio d’anni fa e affinato nella nostra ‘cave’, la degustazione è stata un vero piacere, non raro ma anche non comune, e sarebbe molto interessante osservare l’evoluzione a distanza di 10/12 anni, ammesso di resistere… Una nota sulla professionalità dell’accoglienza presso Castello di Verrazzano, la visita che è condotta molto bene si conclude nella bellissima sala di degustazione dove i vini sono abbinati a piatti di salumi di eccellente qualità (Falorni tanto per non fare nomi, se non siamo a Km-zero, saremo a 1,5…), e non ci sono esitazioni nel variare il programma ed avere differenze nella gamma dei vini, la sala quasi piena e con molti stranieri fuori stagione testimonia che scelte intelligenti e orientate verso la qualità funzionano sempre bene.
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Vino: Poggio alla Guardia 2009 – IGT Maremma Toscana
Vitigno: 45% Merlot, 40% Cabernet Sauvignon, 15% Sangiovese
Produttore: Rocca di Frassinello – Gavorrano (GR)
– aspetto visivo: Rubino trasparente, archetti densi e fitti.
– aspetto olfattivo: media, deciso fruttato di ciliegia note marcate di lampone, ciliegia, composta di frutta rossa, floreale di violetta.
– aspetto gustativo: la ricerca della rotondità appare subito e con precisione, a nostro avviso sovrasta il merlot con le sue note fruttate, piacevolissime, qualche secondo dopo fa il suo ingresso il cabernet, elegante, austero, leggermente erbaceo, in retrogusto il tannino, peraltro finissimo, del sangiovese. Astringenza appena accennata ed equilibrio perfetto, un gran bel lavoro verso il gusto internazionale, tale da spazzare via una serie di concorrenti più o meno del nuovo mondo, più o meno anonimi e senza spessore.
Prodotto nella straordinaria, avveniristica e imponente cantina di Rocca di Frassinello progettata da Renzo Piano, Continua a leggere









