Vino: Brunello di Montalcino DOCG La Casa 2004
Vitigno: Sangiovese grosso
Produttore: Caparzo, Montalcino (SI)
– packaging: L’etichetta trova il suo ambiente in una tavola elegante con una mise vittoriana dove non stonerà mai con i suoi colori tenui e composti, bene così, è accurata nelle parole e comunica tutto nella giusta dimensione dei caratteri manifestando il prodotto non di meno della rinomata docg, con un po’ di scontatezza. E’ la grafica nell’insieme a sembrare piuttosto anonima, il risultato non è proprio originale ma insomma quando si può scrivere Montalcino sull’etichetta meglio non strafare, sarebbe stupidissimo rischiare di sfuocare l’immagine territoriale.
– aspetto visivo: Il colore è rubino scuro molto carico, nel calice crea archetti spettacolari, fitti, fittissimi e densi. Appaiono sospensioni visibili.
– aspetto olfattivo: L’impianto olfattivo risulta di media intensità, le note che appaiono per prime sono di ciliegia e mora, inseguite da una lieve e calibrata nota di legno, poi nocciola, confetture di prugna e di frutti di bosco, cera, caramello e resina, arbusto di quercia, sottobosco di foglia secca, cuoio, erbaceo e crudità ben focalizzate, ma c’è anche una lieve emersione del sentore di alcol. Buono comunque il profilo dove c’è tutta l’evoluzione del sangiovese grosso. Continua a leggere
Italia
Puntuale come la pioggia di primavera torna la rassegna agroalimentare di Oleggio, una bella e vera fiera in una cittadina fiera della vita agricola e che ha il pregio di coinvolgere tutto il piccolo borgo con una massiccia partecipazione di pubblico, e alla fine la manifestazione è graziata da una splendida e luminosa giornata, fortunatamente perchè l’organizzazione dell’evento si merita questa fortuna. Ci fa bene, ci mette di buon umore vedere il coinvolgimento del pubblico in un’evento molto agricolo.
Stand agroalimentari a parte, la nostra attenzione è verso la degustazione di alcuni vini della Doc Colline Novaresi, al suo secondo episodio e ancora molto stimolante, sperando che sia anche una conferma dell’unione di intenti dei produttori della zona.
Dunque attraversando la bellissima piazza ed entrando nel palazzo comunale sede dell’evento, salendo la scala ottocentesca e guardando gli affreschi ci chiediamo, come dal Philippe Daverio pensiero, se siamo nati nell’epoca sbagliata… Pensiamo che tutto questo patrimonio architettonico deve avere una collocazione ed una visibilità degna del suo valore storico e culturale, che non possa esistere un piano del territorio che consente ad orribili edifici anni 60-70 di sorgere a ridosso di pezzi di storia imperdibili, eppure succede… ma succederebbe anche che un borgo come questo in Francia sarebbe citato sulle guide e tutelato, questo si. Viene in mente lo skyline di La Morra vista dalla Langa che mostra dalla destra un bel palazzone anni ’60, e dalla cui piazza belvedere-mozzafiato sulla Langa Robert Mondavi disse che dormiamo sul più grande potenziale vitivinicolo del mondo… Lui che ha inventato l’enoturismo stando in un posto dove non c’è il concetto di terroir e millesimo ci ha lasciato un critica che ci fa vergognare.
Quindi non siamo nell’epoca sbagliata, è l’epoca che sbaglia… c’è un filo diretto tra la cultura del territorio e quella della qualità agroalimentare, saranno sempre mille le fatiche dei produttori se non cambia la cultura, se non c’è cultura. Il vino buono, buonissimo, si fa in parecchi luoghi, il vino autentico ha bisogno di un forte legame territoriale, questo Mondavi lo sapeva e lo invidiava. Nel suo piccolo, Oleggio rappresenta bene l’occasione mancata, il territorio ha bisogno di rispetto.
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Vino: Cellarius 2007 Pas Dosé Franciacorta DOCG
Vitigno: Chardonnay 80% e Pinot Nero 20%
Produttore: Guido Berlucchi, Corte Franca (BS)
– packaging: Molto buono il lavoro di immagine, dalla capsula all’etichetta, questa elegantemente sdoppiata ad indicare separatamente il prodotto ed il company brand, senza oscurare l’altro importante brand – Franciacorta – tutto in scala di lettura di chiara visibilità. Intelligentemente bello e con la veste arricchita dalla firma del Fondatore, a guardarlo bene tutto sommato semplice e finalmente con una retroetichetta che racconta qualcosa di consistente sul vino, l’azienda ed il territorio.
– aspetto visivo: Colore giallo paglierino molto chiaro, perlage molto vivo e spumeggiante fino in fondo.
– aspetto olfattivo: Profumi trattenuti di intensità medio bassa, si presenta con note citrine di lime e, crosta di pane e lievito, segue fruttato di pesca noce acerba, fiori di campo e un tono vegetale secco. Note pulite, bouquet non complesso.
– aspetto gustativo: Molto spumeggiante e sapido nel palato, di acidità media-medio bassa e buona struttura, dimensione masticabile, Continua a leggere
Vino: Brunello di Montalcino DOCG 2006
Vitigno: Sangiovese grosso
Produttore: Altesino, Montalcino (SI)
– packaging: Proprio bruttina l’etichetta, bene solo per il nome del vino in evidenza ma le due tonalità della grafica non ci piacciono e la scelta dell’oro come colore dei caratteri non dona l’eleganza che dovrebbe. Risulta anonimo, inoltre il retro non è utilizzato per comunicare informazioni al consumatore.
– aspetto visivo: Il colore è rubino scuro con riflessi violacei e una tendenza al nobile aranciato all’unghia, numerosi gli archetti, fitti e ravvicinati, belli a vedersi, annunciano la statura del prodotto..
– aspetto olfattivo: Impianto di intensità media, apre con note di prugna rossa e più indietro di ciliegia matura, poi frutta secca e dattero, balsamico di eucalipto e pino, floreale di violetta e garofano, leggero fondo di caffè, vegetale di arbusto e fogliame di sottobosco, sono soprattutto gli aspetti del sottobosco ad essere messi a fuoco bene e molto piacevoli e Continua a leggere
Vino: Paguro 2011 Bolgheri Doc
Vitigno: Vermentino
Produttore: La Cipriana, Castagneto Carducci (LI)
Torniamo spesso sui vini di Bolgheri perché questa area continua a darci grandi soddisfazioni, anche per certi vini più semplici e senza le pretese dei grandi rossi da competizione di questa costa etrusca, quindi come questo bel vermentino che messo alla prova ha dimostrato doti di rispetto, anche distintive. Da un’azienda da noi scoperta recentemente e che merita un’osservazione più attenta, poiché da alcune degustazioni abbiamo colto segnali interessanti e distintivi.
– packaging: Etichetta con una sua originalità, estiva e sussurrata, il disegno all’aquerello è bello e fine ma l’uso dei rilievi e caratteri in oro non ci piace e contrasta male i toni delicati del quadro complessivo, l’immagine benchè bella ne risulta piuttosto spaesata e non sfugge ad un certo anonimato. Anche il nome scelto non aiuta l’immagine, pronunciare ‘paguro’ che evoca? Vuole dirci che sta bene col pesce? Che suono rende all’orecchio di uno straniero? Retro con poche informazioni, troppo poche, nessun richiamo territoriale.
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Vino: Piancastello Riserva Brut millesimato 2009, Trento DOC
Vitigno: Chardonnay 60%. Pinot Nero 40%
Produttore: Endrizzi, S. Michele all’Adige Loc. Masetto (TN)
– packaging: Il prodotto si presenta con una capsula preziosa, etichetta di stile classico o troppo classico che rischia l’anonimato, anche se a ben vedere abbiamo una carta pregiata e con caratteri in rilievo. Retro completo con molte indicazioni, ma, insomma per scoprire il vintage di un millesimato dobbiamo leggerlo nelle note del retroetichetta? Uno dei pochi produttori che riporta ancora il brand Talento… a quando i Metodo Classico italiani avranno una degna riconoscibilità?
– aspetto visivo: Nel calice il colore è giallo paglierino molto tenue con riflessi verdini, bollicina molto fine e sottile, persistente fino all’ultimo goccio. Qualche archetto arranca sulle pareti,
– aspetto olfattivo: Al naso l’intensità dei profumi è media-medio bassa, con in evidenza crosta di pane e frutta bianca, diremmo mela golden, kiwi acerbo, uva da tavola bianca, poi prugna susina, vegetale fresco, un accenno di erbaceo di erba tagliata, seppure un accenno Continua a leggere
Vino: La Querce 2009 Toscana IGT
Vitigno: Sangiovese 90%, Colorino 10%
Produttore: La Querce, Impruneta (FI)
– packaging: Immagine lineare, classica con un accenno di carattere, sufficiente per non eccedere, piuttosto poco per farsi notare e ricordare. Nell’insieme la leggerezza dei toni è apprezzabile e insomma aiuta nella presentazione del prodotto, impreziosita dai contorni a più riprese, insomma positiva pichè la troviamo più aderente ad evocazioni territoriali che verso spesso inutili ricerche di immagine. Molto bene l’avere il posizionamento dei caratteri, se consideriamo che questa non è un’azienda conosciuta, la scelta di, nome prodotto/azienda in grande, Toscana e vintage in medio e IGT in piccolo, è scelta di uno studio ragionato e corretto.
– aspetto visivo: Colore rubino scuro carico senza riflessi, archi fitti e lunghi, spessi.
– aspetto olfattivo: Al naso pronuncia un’intensità dei profumi medio alta, inizia con un bouquet di frutti di bosco di lampone e poi gli altri, mora e ribes, seguiti da ciliegia Continua a leggere
Vino: Blanc de Blancs Franciacorta DOCG
Vitigno: Chardonnay 100%
Produttore: Cavalleri, Erbusco (BS)
Si fa notare per il suo splendore dorato una volta scartata la bottiglia dall’utilissima carta protettiva anti-uv, è decisamente un’affare bellissimo da guardare con l’umidità che inizia a condensare e fare mille bolle sulla superficie sembra ancora più bello. In questa categoria quanto sia importante il visual marketing non lo hanno ancora capito tutti, questo è davvero incredibile, un prodotto del genere che venga da quella famosa regione d’oltralpe o comunque contenga un festaiolo quantitativo di bollicine deve obbligatoriamente manifestare solo nel packaging un messaggio felice e sereno di un momento importante, eppure di design improbabili o scontati se ne vedono anche fin troppi. Cavalleri quindi come sinonimo di qualità nella continuità della filosofia aziendale, quasi un Franciacorta nel Franciacorta, un brand affermato nonostante i numeri non altissimi, ma appunto per continuità di qualità e filosofia produttiva. Creatori di vino che evidentemente dimostrano di conoscere il valore della presentazione del prodotto.
– packaging: capsula doratamente elegante, singolare la scelta del vetro trasparente che mette bene in rilievo il colore prezioso del vino, colore che si intona perfettamente con la veste grafica dell’etichetta, Continua a leggere
Vino: Mottobello 2012 Colline Novaresi DOC
Vitigno: Erbaluce
Produttore: Francesco Brigatti, Suno (NO)
– packaging: una volta tanto la semplicità si fa notare, bell’etichetta, contraddizione quindi riuscita. Buona descrizione del profilo sensoriale e del prodotto in generale.
– aspetto visivo: colore paglierino tiepido quasi bianco, con leggerissime sospensioni, archetti visibili non ampi, leggeri.
– aspetto olfattivo: al naso di intensità media quasi medio alta, dove trovano dimora soprattutto note fruttate e floreali di camomilla e gelsomino, a seguire viene subito dopo miele e frutta a pasta bianca, mela golden, poi balsamico, vegetale secco, tisana e rabarbaro che arriva in fondo ma è presente. Molto diretto e pulito, piacevole, di bella presentazione e sensazione di dolce pulizia. Continua a leggere
Verona, un giorno qualunque se non fosse il wine day dell’anno: l’apertura di Vinitaly
Dunque è nella giornata di apertura che decidiamo di effettuare il doveroso, fatidico pellegrinaggio alla ‘fiera delle fiere’, luogo non forse ameno ma che una volta nella vita bisogna starci, e raccontare di cose mai viste. Non è con tanto entusiasmo che partiamo per lanciarci in una giornata di sofferenze fisiche, tuttavia la presenza di un’infinità di produttori ne fa un’occasione importante, almeno per assaggiare qualcosa di nuovo o riassaggiare ed avere conferme, riguardo agli eventi in programmazione non sono proprio questi che attirano… tuttavia una volta giunti nel pieno dell’evento la domanda che sorgerà forse a chiunque è perché mai questa manifestazione non trasloca a Milano dove avrebbe solo grossi vantaggi per pubblico ed operatori, quindi ancora più rilevanza internazionale…?
Ma entriamo nei fatti di quello che ci interessa, delle degustazioni veramente molto interessanti e delle nostre valutazioni, premesso che in una situazione del genere non ci lanceremo nei particolari, non sarebbe possibile nel nostro modo di comprendere il vino, pensare di definire un assaggio come fosse una comoda degustazione introspettiva, a casa nostra nella calma e concentrazione o in una rilassata serata al ristorante.
La serietà impone un parametro di valutazione più cauto, descrittivo si, più che indicativo sicuramente, ma non saremo capaci di essere definitivi: i punteggi vanno da + a +++, evitando di parlare di impressioni non positive. Quindi…: Continua a leggere







