Vino: Falestar Faville 2011 Pignoletto IGT Emilia
Vitigno: Pignoletto
Produttore: Maria Bortolotti, Zola Predosa (BO)
Una volta tanto vale esclamare: “ecco un prodotto artigianale fatto come si deve!”. Che rimane quello che è, un vino semplice, immediato ed estremamente godereccio, ma molto migliore di improbabili Prosecco e/o charmat vari…. Il pregio delle uve Pignoletto è di potervi ‘estrarre’ questi vini che pur rimanendo senza impegno riescono a darci una certa soddisfazione. Questa azienda che con il suo catalogo dimostra una sapienza non comune nella vinificazione di diverse uve, ed ha nell’interpretazione del Pignoletto una carta vincente proprio dove questo vino è tipico e banalizzato, inoltre in diverse degustazioni abbiamo avuto prova del buon livello qualitativo di tutti i prodotti biologici.
– packaging: Etichetta molto semplice, casalinga o artigianale che sia serve comunque a comunicare la ‘specificità’ del prodotto, la versione ‘Word’ di una vecchia etichetta scritta a mano insomma. Accompagna bene la semplicità del vino dove forse sarebbe fuori posto una grafica ricercata e ci sono tutte le informazioni utili per capire cosa stiamo bevendo, comunica un po’ a fatica proprio per questa (positiva) densità di informazioni, qualche evidenziazione sui messaggi importanti, nome, denominazione, vitigno, andrebbe a vantaggio della immediatezza comunicativa.
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Italia
Vino: Petra 2006 IGT Toscana
Vitigno: Cabernet Sauvignon e Merlot
Produttore: Petra, Suvereto (LI)
– packaging: Bottiglia ad anfora personalizzata bellissima, tuttavia l’estetica dell’etichetta composta dai tre cerchi che si concatenano non riesce a piacerci e la troviamo piuttosto scontata se non grossolana, anche se bisogna ammettere che appare subito riconoscibile. Buona comunque l’intonazione dei colori e pure molto belli i caratteri scelti così come la capsula che è decisamente elegante.
– aspetto visivo: Il colore è rubino scuro saturo e profondo, sono visibili delle sospensioni e produce archetti abbastanza veloci, lunghi e fitti.
– aspetto olfattivo: Al naso esprime un intensità medio alta composta da frutti rossi e neri dove focalizziamo ciliegia e fragola, lampone e ribes, prugna sotto spirito e cugnà, miele di acacia e polline, viola e violetta, balsamico di eucalipto, un microdettaglio di spezie intriganti, pepe nero e chiodi di garofano con un vago e piacevole tostato, insomma barrique utilizzata molto bene… ancora, lievi ma percepibili gli aromi di caramello e cioccolato, in fondo note erbacee e vagamente verdurose, erbe officinali di timo. Risultato di gran classe, complesso ed intrigante. Continua a leggere
Vino: Cento Su Cento 2010 IGT Salento
Vitigno: Negroamaro
Produttore: Castel di Salve, Tricase (LE)
– packaging: La grafica dona una buona riconoscibilità al prodotto con toni e caratteri netti con gioco di contrasto azzeccato, anche se troviamo la comunicativa in generale migliorabile dal nome del prodotto che è brutto e banale, oltre a non esserci riferimenti territoriali di alcun tipo.
– aspetto visivo: Colore rubino leggermente trasparente, produce archi molto glicerici, pesanti, fitti, spessi, anche abbastanza veloci.
– aspetto olfattivo: Al naso l’intensità dei profumi è medio alta, l’apertura è con note fruttate di arancia rossa maturissima e frutti neri in particolare lampone, poi dattero fresco, confettura di frutti di bosco, fragola, fragolina di bosco, miele di acacia, floreale di glicine e viola, poi ancora un bello speziato di zenzero vaniglia, cannella e un leggero tostato, vegetale di alloro ed erbaceo fresco, un tocco balsamico resinoso e di eucalipto. Note piacevoli e seducenti.
– aspetto gustativo: Al palato è subito caldo a tal punto da risultare pastoso e liquoroso ma tutto sommato ben dosato e domato nella importante componente alcolica, Continua a leggere
Vino: Caiarossa 2006 Toscana IGT
Vitigno: Sangiovese (23%), Cabernet Franc (22%), Merlot (21%), Cabernet Sauvignon (12%), Grenache (10%), Syrah (6%), Petit Verdot (6%)
Produttore: Caiarossa, Riparbella (PI)
Maison molto interessante e propositiva con due prodotti di punta, un Caiarossa Bianco e questo rosso, di gran qualità. La proprietà e l’esperienza vengono direttamente dalla regione di Bordeaux con lo scopo di produrre vini di pregio internazionale con un denominatore Toscano, obiettivo ad oggi quanto mai riuscito, l’uvaggio di questo rosso è complesso ed è interessante seguire come cambiano le percentuali ad ogni annata, probabilmente per creare la cuveé più adatta, dopo questo 2006 c’è infatti più preponderanza di Cabernet, ci promettiamo di riprovarlo al più presto.
– packaging: Immagine un po’ sottotono ma sicuramente singolare, minimalista quasi sussurata che non lascia spazio a molte parole oltre il nome della Casa e la denominazione. Risultato molto valido con un prodotto discretamente riconoscibile ed un’eleganza fine che a nostro avviso comunica bene la filosofia aziendale. Continua a leggere
Vino: Cru Perdu Franciacorta DOCG
Vitigno: Chardonnay 70%, Pinot nero 30%
Produttore: Castello Bonomi, Coccaglio (BS)
Vale il gioco ‘scendere’ al limite inferiore della denominazione, sotto il Monte Orfano infatti si sviluppano delle realtà spumantistiche peculiari che hanno il pregio di godere di diverse condizioni climatiche, meno alpine, e di sviluppare contenuti molto interessanti, diremo quasi un’impronta territoriale.
Castello Bonomi possiede una catalogo di ottimi prodotti, alcuni coraggiosi per la cura produttiva, abbiamo quindi scelto questo Cru Perdu che a nostro avviso manifesta doti gustative che permettono di scoprire il territorio, ma anche più semplicemente una reale qualità del prodotto, presentandosi un po’ come biglietto da visita dell’Azienda.
– packaging: Bella veste grafica, poche cosa ma chiare e dirette, raccolte in un’etichetta elegante di fattura pregiata e caratteri in rilievo, comunicazione buona con la denominazione sufficientemente visibile, brand aziendale in evidenza che avendo il nome “Castello…” fa sempre evocare scenari ammalianti, design a forma di scudo, bello e sincero senza andare a scimmiottare la più famosa etichetta a scudo del mondo che in troppi copiano spudoratamente! Retroetichetta con indicazione del degorgement, benissimo. Continua a leggere
Vino: Passito Di Pantelleria DOC 2004
Vitigno: Zibibbo di Pantelleria (Moscato di Alessandria)
Produttore: Minardi – C/da Karuscia, Pantelleria (TP)
– packaging: Etichetta a pergamena molto carina, se vogliamo al limite del barocco ma l’influenza si può capire… bottiglia snella su cui l’etichetta è ben progettata con i colori ben abbinati, comunicazione corretta, estetica dunque accattivante e buono il retro con corrette ed esaurienti indicazioni.
– aspetto visivo: L’evoluzione ha probabilmente giocato sui colori e al calice si presenta ambra scuro con riflessi marroni, cupo ed opaco, un po’ spento.
– aspetto olfattivo: Al naso l’intensità dei profumi è alta, il bouquet molto seducente apre con belle note fruttate di albicocca secca e surmatura, polpa di fico e confettura di fico, uvetta aromatica e sotto spirito, dattero, mandorla, noce, col passare dei minuti gli elementi secondari ed i terziari evoluti scorrono, abbiamo così miele di acacia, fico d’india, poi note floreali di glicine e genziana, lo speziato lievissimo di zenzero, un tocco di vaniglia, un po’ di caramello, una manciata di erbaceo e di erbe alpine (si, siamo abbastanza convinti dell’aggettivo alpine!), aromi resinosi di macchia mediterranea e un leggerissimo marsala… principio d’ossidazione o forse terziario risultato dell’evoluzione… abbiamo utilizzato dei calici a flute e dobbiamo dire che il risultato della percezione sensoriale olfattiva ne ha guadagnato non poco, aiutando l’espressione del bouquet di questo magnifico vino. Continua a leggere
Vino: Pazzesco 2010 IGT Toscana
Vitigno: Merlot 60% e Syrah 40%
Prduttore: Castello del Trebbio, Pontassieve (FI)
– packaging: Per chi conosce la storia sa il riferimento al nome, la congiura dei Pazzi a cui risale il Castello del Trebbio… l’impostazione grafica proprio non riesce a piacerci, colore blu improbabile, nome fracassante, risultato estetico netto, così così. Daccordo che la riconoscibilità sullo scaffale è assicurata ma questo non è un vino da mostrare sui shelf della Gdo, piuttosto sul canale enoteca dove la vendita assistita può comunque aiutarlo e valorizzare altre caratteristiche decisamente meritevoli piuttosto che per il richiamo estetico.
– aspetto visivo: Nel calice colore rubino a media saturazione senza riflessi, archi molto ampi e abbastanza lenti.
– aspetto olfattivo: Al naso esprime profumi di Intensità quasi medio alta, si presenta con un bouquet di frutti rossi e neri, ciliegia acerba, more e mirtilli stramaturi, confettura di mirtillo, poi pepe nero e poco bianco a cui segue un apporto del legno ben calibrato con pochi ma giusti Continua a leggere
Vino: Salmariano 2010 Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc
Vitigno: Verdicchio
Produttore: Marotti Campi, Morro D’Alba (AN)
– packaging: Etichetta molto curata bella e riuscita nell’insieme, qualche appunto sulla comunicazione dove il nome della denominazione va in secondo piano visivo, peccato poichè la denominazione possiede da parecchio tempo un discreto awareness globale che qui non emerge, ed anche la didascalia ‘Riserva’ non è nella giusta evidenza. Molto belli caratteri e la qualità della carta, ma sopratutto finalmente ci troviamo con un retroetichetta denso di informazioni importanti ed interessanti, qui seriamente c’è la volontà di comunicare al consumatore molte informazioni sulla lavorazione specifica del vino, sulla sua sensorialità, sull’abbinamento.
– aspetto visivo: nel calice mostra un colore giallo paglierino con archi densi e abbastanza spessi, quasi lenti.
– aspetto olfattivo: al naso esprime note pulite e molto piacevoli di media intensità, bouquet floreale netto di fiori d’arancio, margherita, fiori di campo, polline o pappa reale, biancospino,
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Vino: Mandrone 2007, IGT Maremma Toscana
Vitigno: 80% Cabernet Sauvignon, 10% Petit Verdot, 10% Alicante
Produttore: Lohsa, Magliano in Toscana (GR)
Particolare è l’appeal internazionale ottenuto negli ultimi tempi dai prodotti maremmani, spesso con risultati come questi che a fronte di un’ottima qualità presentano prezzi senza l’aggiunta di quel blasone stile supertuscan dei tempi che furono che purtroppo caratterizza molte altre produzione toscane sul genere.
Non da meno è apprezzabile un tratto, un filo di legame territoriale che personalizza questi vini che sfruttano molto bene sia le potenzialità di pregiati vitigni internazionali ma risultando in una chiara interpretazione dove le peculiarità territoriali sono seducenti…
– packaging: Etichetta sufficientemente bella, tradizionalista che non farà effetto ma riesce a comunicare il prodotto e il territorio, le parole Maremma (e) Toscana si trovano in corretta evidenza in modo di comunicare subito di cosa si tratta. Questa grafica non viene più utilizzata nelle ultime produzione, benchè troviamo riuscita anche quella recente, preferiamo una veste più tradizionalista, questa dunque.
– aspetto visivo: Colore rubino scuro impenetrabile e tendente al bordò, qualche residuo visibile, archi molto ampi e abbastanza veloci. Continua a leggere
Vino: Le Mura Saracene 2004 Sagrantino Montefalco DOCG
Vitigno: Sagrantino di Montefalco
Produttore: Goretti, Pila (PG)
– packaging: Etichetta moderna e discretamente preziosa, con un gioco di caratteri in rilievo e colori piuttosto ricercati. Buone le informazioni nel retro presenti anche in inglese. Immagine insomma ricercata ma che deve piacere, sufficientemente bella nel complesso, si lascia ricordare mentre non trasmette e non evoca ne il vino ne il suo territorio, e questo è un errore.
– aspetto visivo: Nel calice il colore è scuro ed impenetrabile, rubino tendente al nero dell’amarena senza riflessi, produce archetti densi e lenti. Notevoli tracce di residui lasciati a fine bottiglia.
– aspetto olfattivo: Al naso l’intensità è media, frutta rossa e foglie secche, focalizziamo meglio ciliegia rossa e frutti di bosco macerati, caco, uvetta, confettura di prugne e di frutti di bosco, caramellato della cugnà, miele seguito da una leggera speziatura di zenzero, poi caramello, vegetale secco, conifera e resinoso, foglie secche di castagno, cuoio. Buonissimo profilo ma con una lieve emersione del sentore alcolico.
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