Vino: Brut Rosé Franciacorta DOCG
Vitigno: Pinot Nero 80%, Chardonnay 20%
Produttore: Ricci Curbastro, Capriolo (BS)
Poche parole per introdurre un Metodo Classico che ci è molto piaciuto, durante una degustazione di diversi Franciacorta Ricci Curbastro oltre al già notevole Extra Brut è stato questo Rosè ad attirarci poiché ha mostrato le tonalità di gusto del rosè con grande compostezza, quindi note fruttate graziose, finissime ed eleganti, ma mai stucchevoli, portandosi dietro una dote di struttura non male. La degustazione successiva nel ‘nostro ambiente’ ha saldamente confermato la performance molto buona stabilendo un voto molto alto. Ancora una conferma di una Franciacorta in crescita qualitativa.
– packaging: Bottiglia moderna e dinamica, molto bella anche grazie al vetro satinato che prende il colore del vino, l’etichetta gioca anch’essa sulla trasparenza con tonalità impreziosite dal colore rame, poche parole ma incisive nel comunicare, raro esempio di bel gusto moderno con un leggero richiamo art-noveau, comunicativa quindi molto riuscita e risultato di alta attrazione. Purtroppo ci sono poche cose sul retro. Continua a leggere
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Vino: Amarone Della Valpolicella 2005 DOC
Vitigno: Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara
Produttore: Le Bignele, Marano di Valpolicella (VR)
– packaging: Immagine semplice e giocata su colori con buoni contrasti, discreta eleganza e comunicativa corretta con il nome Amarone che si identifica immediatamente… logico.
– aspetto visivo: Colore rubino scuro non del tutto saturo, archi fitti, ben visibili lenti e densi, archi che esitano qualche secondo prima di scendere dal bordo…
– aspetto olfattivo: Impianto olfattivo di intensità medio alta, apre con decisi frutti rossi soprattutto amarena e confettura di amarena, segue confettura di ciliegia, poi dattero, miele, vagamente cannella e zenzero, caramello, balsamico di conifera e quercia, sottobosco secco. Alcol appena percettibile.
– aspetto gustativo: Al palato esprime calore e morbidezza, non appare l’elevato tenore alcolico e abbiamo un ottimo equilibrio, poca acidità e nessuna astringenza, struttura davvero buona, percezione sferica. Continua a leggere
Vino: Riserva Sassello 2007 Chianti Classico DOCG
Vitigno: Sangiovese
Produttore: Castello di Verrazzano, Greve in Chianti (FI)
Amiamo questa regione a sè stante tra le valli del Grevepesa e D’Elsa a tal punto che il suo vino è uno dei pochi di cui sentiamo l’astinenza. Ci capita in estate quando privilegiamo vini meno robusti, ma anche se per alcune settimane degustiamo altri vini… allora sentiamo la mancanza di Chianti Classico proprio come l’astinenza di un elemento che va in simbiosi con il metabolismo. Venendo al dunque, è nostro parere che l’area del Chianti Classico offra una qualità media molto alta con poche eccezioni verso lo scarso ed alcune di rilievo verso l’eccellenza, la Riserva Sassello di Verrazzano è tra queste ultime. Prodotto glorioso inizialmente immolato fuori dagli schemi delle denominazioni e per la causa del Sangiovese in purezza, negli allora anni ’80 si seguiva l’orma già intrapresa da un pugno di intrepidi nominati dalla storia ‘I Supertuscan’, ovvero coloro che sfidavano le imposizioni di disciplinari assurdamente ‘tradizionali’ per produrre vini che cambiarono la storia e la collocazione del vino italiano nel mondo, e col Sassello ci troviamo di fronte ad uno dei cavalieri dell’epoca. Poi, il produttore una volta vinta la battaglia del disciplinare sceglie di fare rientrare nel Chianti Classico il suo gioiello, contribuendo non poco a distinguere ed elevare il livello qualitativo della DOCG, siamo nel ‘96.
Il nostro esemplare è stato acquistato dal produttore un paio d’anni fa e affinato nella nostra ‘cave’, la degustazione è stata un vero piacere, non raro ma anche non comune, e sarebbe molto interessante osservare l’evoluzione a distanza di 10/12 anni, ammesso di resistere… Una nota sulla professionalità dell’accoglienza presso Castello di Verrazzano, la visita che è condotta molto bene si conclude nella bellissima sala di degustazione dove i vini sono abbinati a piatti di salumi di eccellente qualità (Falorni tanto per non fare nomi, se non siamo a Km-zero, saremo a 1,5…), e non ci sono esitazioni nel variare il programma ed avere differenze nella gamma dei vini, la sala quasi piena e con molti stranieri fuori stagione testimonia che scelte intelligenti e orientate verso la qualità funzionano sempre bene.
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Vino: Poggio alla Guardia 2009 – IGT Maremma Toscana
Vitigno: 45% Merlot, 40% Cabernet Sauvignon, 15% Sangiovese
Produttore: Rocca di Frassinello – Gavorrano (GR)
– aspetto visivo: Rubino trasparente, archetti densi e fitti.
– aspetto olfattivo: media, deciso fruttato di ciliegia note marcate di lampone, ciliegia, composta di frutta rossa, floreale di violetta.
– aspetto gustativo: la ricerca della rotondità appare subito e con precisione, a nostro avviso sovrasta il merlot con le sue note fruttate, piacevolissime, qualche secondo dopo fa il suo ingresso il cabernet, elegante, austero, leggermente erbaceo, in retrogusto il tannino, peraltro finissimo, del sangiovese. Astringenza appena accennata ed equilibrio perfetto, un gran bel lavoro verso il gusto internazionale, tale da spazzare via una serie di concorrenti più o meno del nuovo mondo, più o meno anonimi e senza spessore.
Prodotto nella straordinaria, avveniristica e imponente cantina di Rocca di Frassinello progettata da Renzo Piano, Continua a leggere
Vino: Dodici Dodici 2010 Oltrepò Pavese Doc
Vitigno: Barbera
Produttore: Castello Di Cigognola, Cigognola (PV)
Ecco, una Barbera diversa dal solito e che sarà iper criticata dai puristi con fiumi di parole inutili, perchè prima di parlare occorre capire che siamo di fronte ad un prodotto diverso che si orienta a palati diversi, non ultimo, che finalmente riesce a fare emergere la qualità da un territorio tapino con potenziali enoturistici dormienti. L’Oltrepo’ ad esempio è più bello del dirimpettaio franciacortino, ci sono dei castelli fiabeschi, colline da dipingere, e talvolta produce metodi classici e pinot nero da urlo, poi il nulla… il sonno, il solito. Quindi un vino così dopo il primo sorso diventa eccellente per quello che è per i sensi, per la tecnica di produzione, per quello che lo lega al territorio, fosse anche solo la denominazione. Diciamo la verità, i grandi nomi, i cosiddetti Vip, portano sempre ad una ricaduta di immagine ed un rinnovato confronto qualitativo nei territori in cui piombano, questa insolita, morbida, carica e tanto elegante Barbera ne è la conferma. Castello di Cigognola è un considerevole investimento di una considerevole famiglia milanese, che potrà anche permettersi la consulenza di Cotarella, ma alla fine sono i risultati che contano, oltre ai nomi, che siano i Moratti, Oliviero Toscani o Sting, il territorio ne guadagna parecchio. Sempre.
– packaging: Già troviamo che l’etichetta comunichi un richiamo territoriale, medievale, di luoghi di castelli come è l’Oltrepo’, e più in generale è bella per richiamare l’attenzione, elegante, di pregevole grafica, anticata ma con caratteri i rilievo, ce né abbastanza per destare l’attenzione. Solo nel retroetichetta troviamo la denominazione, insieme ad altre più che sufficienti informazioni.
– aspetto visivo: Colore rubino abbastanza saturo, riflessi rubino, colore vivace, archi ampi. Continua a leggere
Vino: Falestar Faville 2011 Pignoletto IGT Emilia
Vitigno: Pignoletto
Produttore: Maria Bortolotti, Zola Predosa (BO)
Una volta tanto vale esclamare: “ecco un prodotto artigianale fatto come si deve!”. Che rimane quello che è, un vino semplice, immediato ed estremamente godereccio, ma molto migliore di improbabili Prosecco e/o charmat vari…. Il pregio delle uve Pignoletto è di potervi ‘estrarre’ questi vini che pur rimanendo senza impegno riescono a darci una certa soddisfazione. Questa azienda che con il suo catalogo dimostra una sapienza non comune nella vinificazione di diverse uve, ed ha nell’interpretazione del Pignoletto una carta vincente proprio dove questo vino è tipico e banalizzato, inoltre in diverse degustazioni abbiamo avuto prova del buon livello qualitativo di tutti i prodotti biologici.
– packaging: Etichetta molto semplice, casalinga o artigianale che sia serve comunque a comunicare la ‘specificità’ del prodotto, la versione ‘Word’ di una vecchia etichetta scritta a mano insomma. Accompagna bene la semplicità del vino dove forse sarebbe fuori posto una grafica ricercata e ci sono tutte le informazioni utili per capire cosa stiamo bevendo, comunica un po’ a fatica proprio per questa (positiva) densità di informazioni, qualche evidenziazione sui messaggi importanti, nome, denominazione, vitigno, andrebbe a vantaggio della immediatezza comunicativa.
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Vino: Châteauneuf du Pape AOC 2001 Domaine du Vieux Lazaret
Vitigno: Cinsault, Grenache, Mourvèdre, Syrah
Produttore: Famille Quiot, Châteauneuf-du-Pape (France)
Amiamo questa AOC del Rodano meridionale, la sua intrigante alchimia dell’uvaggio, la stretta territorialità che ne esce. Questa bottiglia acquistata dal vigneron-recultant molti anni fa e custodita gelosamente ha rivelato il suo fascino e come una grande star, non ha invece rivelato l’età… sarebbe andata avanti chissà quanto ancora.
– packaging: Etichetta sullo standard francese nei modi, nella grafica, nelle tonalità, un deja vu ma come negare che sono sempre attraenti ed esprimono finezza ed eleganza? La comunicazione non è argomento su cui sperimentare da quelle parti e visti i risultati ottenuti va bene così, nel dettaglio, le descrizioni del vino e dell’appellazione centrano il focus dell’osservatore con caratteri scelti molto bene, la carta mostra volutamente una filigrana datata, l’accostamento dei colori e la piccola immagine ‘del solito chateau’ non escono un millimetro da un disegno di comunicazione efficace, sia nell’evocare che nel dire. I Francesi sono maestri in questo, irraggiungibili nel marketing anche solo visuale.
– aspetto visivo: Nel calice il colore è rubino scuro quasi saturo, trasparente solo all’unghia con riflessi arancio scuro, archi pesanti lunghi e lenti.
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Vino: Petra 2006 IGT Toscana
Vitigno: Cabernet Sauvignon e Merlot
Produttore: Petra, Suvereto (LI)
– packaging: Bottiglia ad anfora personalizzata bellissima, tuttavia l’estetica dell’etichetta composta dai tre cerchi che si concatenano non riesce a piacerci e la troviamo piuttosto scontata se non grossolana, anche se bisogna ammettere che appare subito riconoscibile. Buona comunque l’intonazione dei colori e pure molto belli i caratteri scelti così come la capsula che è decisamente elegante.
– aspetto visivo: Il colore è rubino scuro saturo e profondo, sono visibili delle sospensioni e produce archetti abbastanza veloci, lunghi e fitti.
– aspetto olfattivo: Al naso esprime un intensità medio alta composta da frutti rossi e neri dove focalizziamo ciliegia e fragola, lampone e ribes, prugna sotto spirito e cugnà, miele di acacia e polline, viola e violetta, balsamico di eucalipto, un microdettaglio di spezie intriganti, pepe nero e chiodi di garofano con un vago e piacevole tostato, insomma barrique utilizzata molto bene… ancora, lievi ma percepibili gli aromi di caramello e cioccolato, in fondo note erbacee e vagamente verdurose, erbe officinali di timo. Risultato di gran classe, complesso ed intrigante. Continua a leggere
Vino: Cento Su Cento 2010 IGT Salento
Vitigno: Negroamaro
Produttore: Castel di Salve, Tricase (LE)
– packaging: La grafica dona una buona riconoscibilità al prodotto con toni e caratteri netti con gioco di contrasto azzeccato, anche se troviamo la comunicativa in generale migliorabile dal nome del prodotto che è brutto e banale, oltre a non esserci riferimenti territoriali di alcun tipo.
– aspetto visivo: Colore rubino leggermente trasparente, produce archi molto glicerici, pesanti, fitti, spessi, anche abbastanza veloci.
– aspetto olfattivo: Al naso l’intensità dei profumi è medio alta, l’apertura è con note fruttate di arancia rossa maturissima e frutti neri in particolare lampone, poi dattero fresco, confettura di frutti di bosco, fragola, fragolina di bosco, miele di acacia, floreale di glicine e viola, poi ancora un bello speziato di zenzero vaniglia, cannella e un leggero tostato, vegetale di alloro ed erbaceo fresco, un tocco balsamico resinoso e di eucalipto. Note piacevoli e seducenti.
– aspetto gustativo: Al palato è subito caldo a tal punto da risultare pastoso e liquoroso ma tutto sommato ben dosato e domato nella importante componente alcolica, Continua a leggere
Vino: Caiarossa 2006 Toscana IGT
Vitigno: Sangiovese (23%), Cabernet Franc (22%), Merlot (21%), Cabernet Sauvignon (12%), Grenache (10%), Syrah (6%), Petit Verdot (6%)
Produttore: Caiarossa, Riparbella (PI)
Maison molto interessante e propositiva con due prodotti di punta, un Caiarossa Bianco e questo rosso, di gran qualità. La proprietà e l’esperienza vengono direttamente dalla regione di Bordeaux con lo scopo di produrre vini di pregio internazionale con un denominatore Toscano, obiettivo ad oggi quanto mai riuscito, l’uvaggio di questo rosso è complesso ed è interessante seguire come cambiano le percentuali ad ogni annata, probabilmente per creare la cuveé più adatta, dopo questo 2006 c’è infatti più preponderanza di Cabernet, ci promettiamo di riprovarlo al più presto.
– packaging: Immagine un po’ sottotono ma sicuramente singolare, minimalista quasi sussurata che non lascia spazio a molte parole oltre il nome della Casa e la denominazione. Risultato molto valido con un prodotto discretamente riconoscibile ed un’eleganza fine che a nostro avviso comunica bene la filosofia aziendale. Continua a leggere









