Vino: Rouge Du Prieur, Vin de table
Vitigno: Grenache
Produttore: Institut Agricole Régional, Aosta
Prodotto dal famoso Istituto di formazione e ricerca agricola che possiede un bel catalogo vini autoctoni, ma la nostra curiosità è ricaduta su questo prodotto francesizzante che utilizza in purezza un classicissimo vitigno d’oltreconfine, la maestosa Grenache. Vitigno dunque non riconosciuto nei disciplinari e vino classificato come “Vino da tavola” che tuttavia merita la prova essendo la Grenache alla base di grandi vini. Test superato oltre la sufficienza dove abbiamo rilevato una performance buona e un prodotto risultato molto ben vinificato, coerente tra olfatto e gusto, didattico nel presentare le peculiarità del vitigno, e alla fine, fine a se stesso con nessun interesse degno di nota emerso dalla degustazione, oltre ad un prezzo di acquisto che reputiamo fuori mercato in rapporto al risultato.
– packaging: Colori decisi presentano e mettono in evidenza la bottiglia, bella dunque l’etichetta, molto leggibili i caratteri che dichiarano il nome e la provenienza, il retroetichetta ci dice che abbiamo un vino ‘da tavola’ ma nulla sulle uve utilizzate e questo è molto grave anche perché si tratta di un vitigno che merita la citazione. Niente annata essendo un ‘vin de table’a ma lo sforzo di indicarla avrebbe impreziosito il prodotto, visto anche il prezzo. Continua a leggere
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Questa rubrica è dedicata a tutti coloro che nel weekend preferiscono stare a casa, in famiglia o in compagnia di amici, tutti quelli che amano cucinare e che non rinunciano a vini e prodotti di qualità.
“Il cappero è stato sempre lì, mediterraneo imbevuto di storie come i suoi filosofi, innocente come la fragranza del suo fiore, esonerato dall’essere colto, …stelo che sventola all’ozio, radici profonde nei sassi”. Anna Maria Mazzoni
Un prodotto le cui qualità più pregiate sono aroma, sapore, fragranza, consistenza carnosa. Dei pesci freschi e dei legumi secchi.
Il filo conduttore della cena è il cappero, piccolo arbusto tipico della flora mediterranea che ha la caratteristica di crescere sui vecchi muri, nelle fessure delle rocce e nelle pietraie, soprattutto delle zone di mare. Da qui il nome al nostro menù creato da capperi rigorosamente sottosale.
Antipasto: tartine con salsa di capperi, burrata
Primo piatto: spaghetti con cubetti di tonno, ceci, pancetta, salsa di capperi
Secondo piatto: salmone con patate e boccioli di cappero
Abbinamento: Donna Mira, Trebbiano d’Abruzzo, Cantina Sociale di Ortona
Vino: Tenuta Nuova 2006 – Brunello di Montalcino DOCG
Vitigno: Sangiovese Grosso
Produttore: Casanova di Neri, Montalcino (SI)
Sul tavolo un prodotto importante che non è solo un vino ma un’intero “sistema del vino” con annessi gli sviluppi dell’indotto territoriale tra i più importanti e l’immagine di un’intera regione se non dell’intera reputazione italiana nel vino. Nella degustazione bisogna sempre applicare la neutralità e ben conoscere ciò che un vino rappresenta in termini di gusto ed espressione del suo territorio, in tutta onestà quest’ultimo è proprio l’aspetto che meno ci ha convinto di questo affermatissimo vino e prodotto di un’ottima annata. Vino di buon livello e soddisfazione, certamente, ma siamo perplessi di avere ritrovato un gusto quasi omologato tendente alla ‘eleganza internazionale’ piuttosto che all’unicità ilcinese e perciò anche con un prezzo di mercato emblematico, insomma ad occhi chiusi non avremmo ritrovato i descrittori gustativi, sensoriali ed emozionali di Montalcino, talmente la succosità e rotondità sovrastano le caratteristiche più consone al Brunello, di fatto abbiamo un prodotto che rappresenta bene l’alto livello dell’enologia italiana ma anche un vino imitabile e impersonale, che a differenza di un Brunello da ‘purista’ non risulta per nulla emotivo e caratteristico, tendendo a riempire e soddisfare troppo presto la voglia di vino ancor prima di vedere vuota la bottiglia. Tasting aprile 2013. Continua a leggere
Vino: Rosso Toscano 2006 – IGT Toscana
Vitigno: Sangiovese e Merlot
Produttore: Terra d’Arcoiris, Chianciano Terme (SI)
Abbiamo tra le mani un vino onesto e verace, uno di quei vini di buona beva di cui una bottiglia dura poco in tavola, ma ciò che lo rende davvero interessante è la sua toscanità, al palato soprattutto dove manifesta quelle caratteristiche proprie che dimostrano perché i vini di Toscana sono superiori. Pur cedendo qualcosa alla correttezza del profilo sensoriale riesce infatti ad essere didattico nel modo di presentare ciò che è il gusto toscano del vino, unico ed inimitabile in patria e nel mondo. Bella la freschezza a più di sei anni dalla vendemmia, non c’è un minimo accenno ai limiti di evoluzione, nonostante il grado alcolico il prodotto si dimostra innocuo e genuino. Degustazione marzo 2013. Continua a leggere
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Antipasto: pane guttiau, pane spalmato con il lardo, pecorino sardo, salsa di capperi
Primo piatto: culurgionis al burro e salvia
Secondo piatto: capretto al vino bianco con agretti
Dessert: su gattò con mirto
Abbinamento: Moro 2007, Cannonau di Sardegna DOC, Cantina della Mesa
Una serata per ricordare e riassaggiare i profumi della bella Sardegna non poteva mancarci. Questo menù è volutamente solo di terra come è del resto buona parte della cucina sarda, che, nel corso dei secoli, ha mantenuto intatte e genuine le sue peculiarità gastronomiche. Continua a leggere
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Antipasto: salumi misti, crema di ceci, insalata tiepida di polpo, pizzette, tartine con salsa di capperi
Primo piatto: mezze penne Benedetto Cavalieri con dadolata di pesce spada
Secondo piatto: tranci di salmone con dadolata di patate al forno e insalata mista (a scelta)
Tagliere di formaggi di montagna a cubetti
Dessert: torta di mele
Abbinamento: Chardonnay Collezione Fabrizio Bianchi 2007, Castello di Monsanto
In questo pranzo in famiglia abbiamo allestito un menù prevalentemente di mare, includendo su richiesta salumi nell’antipasto e formaggi di montagna non molto stagionati. Il tema conduttore su cui abbiamo pianificato il nostro menù è stata però la forma degli ingredienti, cioè Continua a leggere
Vino: Moro 2007 – Cannonau di Sardegna DOC
Vitigno: Cannonau
Produttore: Cantina della Mesa, Sant’Anna Arresi (CI)
Famosa cantina del litorale meridionale sardo con un’impronta moderna e che ha sempre saputo coniugare la viticoltura locale con i gusti di mercati che gradiscono prodotti rotondi ed immediati, ma senza cedere troppo a facili tentazioni e valorizzando molto bene i vitigni originari, conserviamo ancora infatti un ottimo ricordo della loro versione del Carignano, il Buio. Questo Cannonau ne è una conferma, vino grosso e ingombrante che esalta appunto queste proprietà del vitigno portandole all’estremo di pienezza e fruttosità a discapito di caratteristiche più sincere, il risultato infatti lo fa assomigliare più alla sorella Grenache, e sconfina in un’area gustativa che mostra presto i limiti.
Vino: Corte della Meridiana 2003 – Valtellina Superiore DOCG
Vitigno: Nebbiolo Chiavennasca
Produttore: Conti Sertoli Salis, Tirano (SO)
Siamo con un produttore storico e al limite dell’areale produttivo della viticoltura eroica sugli splendidi terrazzamenti millenari valtellinesi, il prodotto è una delle migliori interpretazioni della tecnica dell’appassimento che proprio qui in Valtellina è adoperata con accortezza e metodo lontano dagli eccessi di altri celeberrimi vini ottenuti con questo sistema. In questo prodotto viene utilizzata solo una parte del mosto derivante dalla vinificazione di uve passite, donando una notevole finezza ma con aderenza territoriale molto peculiare. Ma ecco che entra in gioco il fattore ambientale con un’annata caratterizzata da temperature ben sopra la media protrattesi per molti mesi, fattore che Continua a leggere
Vino: Chianti Classico DOCG Riserva 2007
Vitigno: Sangiovese
Produttore: Castello di Volpaia, Loc. Volpaia, Radda in Chianti (SI)
Questo prodotto parte bene con un’immagine olfattiva ampia e specifica, poi al palato manca l’obiettivo e cede nel suo importante ruolo di ‘riserva’, non rivelando la statura che ci si aspetta dai vini del più famoso areale toscano. Un Sangiovese in purezza dal cuore del Chianti non può essere solo soddisfacente, avremmo voluto sentire qualche emozione in più, corrisposta anche da prezzo. Nel complesso non convince pienamente e non crediamo che un’ulteriore affinamento ne possa trarre vantaggio.
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Vino: Petit Verdot 2010 – IGT Lazio
Vitigno: Petit Verdot
Produttore: Casale del Giglio, Le Ferriere (LT)
Prodotto di ampio respiro internazionale della nota tenuta Agro Pontina la cui scelta produttiva tralascia vitigni autoctoni a favore dei più rinomati ‘global’, evidentemente più ricettivi sulla piazza della ristorazione romana che a sua volta troppo spesso ed inspiegabilmente trascura la proposta di vini del territorio. Sebbene degustato al tavolo di un ristorante siamo riusciti a cogliere un’impressione del tutto positiva dell nostro Petit Verdot, come anche i nostri ricordi di degustazione di tutta la gamma di CDG furono positivi, non ecclatanti ma positivi. Vini quindi che non ci fanno sbilanciare oltre ma a cui possiamo riconoscere l’interpretazione riuscita nel segmento dei classici bordolesi. Tasting marzo 2013.









